Erodoto Project al Jewish Culture Festival 2019 – di Gabriele Peritore

Ogni anno a Varsavia, dal 1987, si tiene il Jewish Culture Festival, una kermesse di nove giorni organizzata dalla Fundacja Shalom e dedicata alla cultura ebrea in tutte le forme. Letteratura, teatro, musica, cinema, sport e tanto altro, per ritrovare le radici comuni tra la cultura polacca e quella Yiddish. Un festival che quest’anno si tiene dal 24 agosto al primo settembre, ideato anche per rinfocolare la Memoria sulle molteplici disavventure occorse alle popolazioni ebraiche, non ultima quella delle leggi razziali promulgate durante il nazismo, ma anche sulla capacità di resistere e ribellarsi. Una ribellione partita proprio dal ghetto di Varsavia. Inoltre è importante per promuovere le attuali forme d’arte che gravitano intorno alle culture giudaiche, con uno sguardo proiettato anche al futuro prossimo. Un programma ricco, vario e molto interessante, progettato dall’attrice e regista Gołda Tencer che ha affidato la direzione della rassegna Jazz ad Adam Baruch. Intenditore musicale e di ogni forma d’arte che sa cogliere le perle preziose in ogni angolo del pianeta per portarle nel suo festival. Il suo sguardo attento si è rivolto anche all’Italia, cooptando gli Erodoto Project, guidati dall’eclettico Bob Salmieri, polistrumentista, autore, produttore e divulgatore instancabile della cultura mediterranea e della concordia tra religioni che per secoli ha prodotto grandi esempi di coesistenza pacifica oggi smarrita. Bob e la sua Band saranno gli unici rappresentanti Italiani per la musicaproporranno, il 29 agosto prossimo, il progetto ancora inedito “God Of Sicily (In ogni viandante può celarsi un Dio)”, ennesimo esempio di Jazz che sa fondere le culture e le melodie calde del Mediterraneo ai ritmi frenetici occidentali. Affiancheranno Bob SalmeriAlessandro de Angelis al pianoforte, Matteo Pieravanti alla batteria e Maurizio Perrone al contrabbasso. Una autorevole presenza italiana ci sarà anche per il teatro: verrà proposta “Questo è stato”, rappresentazione liberamente tratta dal libro di Piery Sonnino sulle atrocità dell’antisemitismo e dei campi di concentramento diretta da Fabio Fiori e interpretata da Lucia Vita.

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