Enrico Ruggeri: “Alma” (2019) – di Claudio Trezzani

Dopo l’ottimo ultimo lavoro con la sua band, i Decibel e, soprattutto, superati i gravi problemi alle corde vocali che lo avevano afflitto negli ultimi tempi, Enrico Ruggeri è tornato da solista a pensare e suonare nuova musica autografa. Il titolo del disco è probabilmente un omaggio alla musica del Rouge”, sempre diviso tra il suo spirito rock e quello invece di cantastorie folk… due anime, così diverse e così unite. “Alma” (2019) è una nuova partenza perché è il primo disco dal 1981 senza il suo fido chitarrista Luigi Schiavone, probabilmente sterzata, nuova linfa per un nuovo inizio ma, una cosa resta la stessa del passato: la qualità della sua musica e, soprattutto, delle sue storie. La Band scelta da Ruggeri è di altissimo livello e su tutti spicca il lavoro alle tastiere e al pianoforte di Francesco Luppi e quello alle chitarre di Paolo Zanetti: un suono live senza l’ausilio di computer che ha lo stesso sapore che avevamo piacevolmente gustato con l’ultima fatica dei suoi Decibel (L’Anticrtisto” 2018). Un disco coraggioso e senza briglie nel quale si possono ascoltare il punk rock ma anche omaggi evidenti al sound dei settanta che Ruggeri non ha mai fatto mistero di amare. Un lavoro che va gustato, assimilato in ogni sua parte: sarebbe un peccato mortale non apprezzarne le sfumature musicali e liriche. Un’abilità che è nel DNA anche del figlio Pico che ha collaborato alla musica e al testo del singolo, Come Lacrime Nella Pioggia, parole che non si rintracciano nell’etere attualei e che sono incastonate in un brano intenso, simile ma diverso da tutto il Ruggeri conosciuto: “le nostre vite passano / apparentemente poco resta di noi / come frasi che hai scritto in spiaggia / come lacrime nella pioggia”. Emozionante la ballata Un Pallone (con la voce di Ermal Meta che si incastra alla perfezione all’insieme), dedicata al simbolo della lotta allo sfruttamento del lavoro minorile: il bambino pakistano Ikbal Masih; Ruggeri sostituisce i tappeti coi palloni per elevare ancora di più i sogni di un bambino, ma il messaggio arriva diretto come un pugno nello stomaco del mondo consumistico occidentaleSupereroi è il brano più affine all’anima punk del Rouge”, un riff diretto e coinvolgente che probabilmente scatenerà le folle nei suoi live mentre il testo, apparentemente infantile, ha diverse sfaccettature; non solo la mera celebrazione dei fumetti che hanno segnato le vite di tutti noi ma anche risvolti molto attuali che però lasciamo interpretare all’ascoltatore. L’anima di chansonnier colto e profondo ha il suo picco nella meravigliosa L’Amore ai Tempi del Colera, con la sua ispirazione letteraria e il pianoforte che cesella una ballata di scintillante bellezza: poco, pochissimo per la radio e moltissimo per le orecchie che amano la musica di qualità. Come diceva la nota pubblicità…  per molti ma non per tutti”. La successiva Il Treno Va ha un feeling stretto con gli anni 70, veloce e trascinante, perfetti gli assoli finali e il riff: un Ruggeri ispirato e coraggioso. Coraggio che esplode in tutto il suo splendore nel brano finale, Forma 21. Un pezzo che poteva pensare, immaginare e comporre solo un musicista di livello non comune. Va bene la dedica ad una delle sue ispirazioni e, probabilmente, ad uno dei musicisti più importanti della storia del rock… non è un’idea nuova ma, immaginare e dipingere le ultime ore del grande Lou Reed (prendendo ispirazione dalla lettera che la moglie Laurie Anderson aveva scritto per lui dicendo che era morto mentre faceva appunto la forma 21 che, nel Tai Chi, è l’esercizio in cui ci si eleva verso il cielo) è privilegio di un grande artista. Un pezzo ispirato ed emozionante, una riflessione sulla vita e sulla morte attraverso gli occhi di un grande uomo arrivato alla fine:poi mi sono fermato nel centro di un lungo silenzio che mi ha investito / respirando l’immobilità di quell’attimo prima dell’infinito / ed ho unito le mani lasciando che il gesto solenne dell’ultima sera sembrasse una preghiera”. Uno dei pezzi più intensi tra i tanti scritti da Ruggeri e in assoluto della musica italianaChapeau. Un disco in cui la banalità non è di casa, e il radiofonico” da canticchiare non trova spazio. “Alma” è intenso, emozionante e colto: perfetta sintesi espressiva dell’Enrico Ruggeri attuale… coraggioso, ispirato e vitale come non mai. Lo abbiamo celebrato leader di una grande punk band l’anno scorso, quest’anno come solista con nuovi compagni di viaggio… le polemiche social su quale dei due sia meglio o con chi le lasciamo ad altri, speriamo invece che Dio conservi a lungo e in salute entrambe le Sue Anime… ne abbiamo bisogno. Buon ascolto.

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