Enrico Deaglio: “Patria 1978-2008” (2009) – di Giuse Alemanno

Raccontare la storia d’Italia degli anni che vanno dal 1978 al 2008 è opera titanica. Enrico Deaglio ci riesce in modo egregio con un tomo di poderosa mole di oltre 940 pagine ma di agile lettura: “Patria 1978-2008” (Il Saggiatore 2009), poi completato con l’aggiornamento “Patria 1978-2010” dello stesso editore e pubblicando per la Feltrinelli “Patria 1967-1977” nel  2017L’originale scelta antistorica della scrittura, piegata al tempo presente, dona freschezza alla narrazione. Non sembri inadatto tale termine, dato che “Patria 1978-2008” si illumina di riverberi di romanzo: il romanzo di un Paese imperfetto, violato, contraddittorio e dolente, costretto com’è a piangere la perdita di tanti dei suoi figli migliori per mano criminale. Un Paese mortificato da una gran parte della classe politica in bilico tra l’indecenza e l’imbarazzo; un Paese che pare maledetto, compromesso come è da forme inestirpabili di malaffare organizzato che parte da quel Sud in cui la “questione meridionale” assume il suono di una espressione noiosa per corrompere tutta la Nazione. Il libro si apre con le raffiche della mitraglietta Skorpion addosso al “prigioniero del popolo” Aldo Moro (1978); prosegue con il terremoto irpino, la strage alla stazione di Bologna e i contatti tra mafia e Andreotti (1980); gli Azzurri vincono i Mondiali nel 1982 e, nel 1983, Craxi diventa il primo socialista a capo del Governo. Nel 1987 Bossi entra in Parlamento; nel 1991 gli albanesi sbarcano in massa a Bari; Falcone e Borsellino vengono uccisi nel 1992; nel 1993 viene arrestato Totò Riina e nel 1994 Silvio Berlusconi si paragona (“sono l’uno dal Signore”) a Gesù Cristo; Prodi vince le elezioni nel 1996 e nel 1999 e avalla il cambio lira/euro a 1936,27; Ciampi restituisce dignità ai morti di Cefalonia nel 2001, anno in cui Berlusconi vince le elezioni, Carlo Giuliani viene ucciso da un carabiniere a Genova durante le manifestazioni contro il G8 e, l’11 settembre, due attacchi kamikaze contro le “Torri Gemelle” a New York dimostrano in maniera lampante la debolezza della civiltà occidentale; il 2002 è l’anno dell’euro ed è l’anno in cui le Brigate Rosse tornano a uccidere: toccherà a Marco Biagi; nel 2004 Dell’Utri viene condannato per mafia; nel 2005 muore Giovanni Paolo II e viene eletto Benedetto XVI; nel 2006 Prodi rivince le elezioni e viene arrestato Bernardo Provenzano… e poi tanto, tanto altro ancora. “Patria 1978-2008” è zeppo di documenti noti e meno noti (alcuni sorprendenti), di stralci di articoli di giornali e di riflessioni salaci che, seppur partigiane, hanno il coraggio di esporre un punto di vista preciso, sfuggendo al qualunquismo. “Patria 1978-2008” è da considerarsi uno di quei rari libri “necessari” a favorire la formazione di una coscienza civile contemporanea. Fosse per me, sarebbe libro di testo nelle scuole.

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