“EMOZIONE DAL LOGGIONE e altri racconti”

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“EMOZIONE DAL LOGGIONE e altri racconti”
al Frida di Enzo Zampini
Non perdetevi le cinque fantastiche serate di musica” (…) Ci chiamavamo i “Belzeblues”. L’evento che terremotò irrimediabilmente le nostre vite fu l’occasione di suonare con Massimo Urbani… – Il Man!!! – Grazie a Enzo Zampini –organizzatore romano di lungo corso che gestiva il “Lilith” a Tortoreto e che conosceva Massimo da sempre essendo dello stesso quartiere – si prospettò la possibilità di far sbarcare Il Man a Tortoreto e a San Benedetto, per un paio di serate: “Massimo Urbani e i Belzeblues” appunto. Quando Massimo accettò non ci potevamo credere… Ci vorrebbe un libro intero – dopo quello sui bandisti sarebbe il secondo volume – solo per raccontare questa storia. Ti dico solo che Il Man doveva arrivare verso le 21 per suonare al “Why Not” di San Benedetto… Una discoteca all’aperto molto “in” allora. Allo scoccare della mezzanotte Massimo Urbani si materializzò dal nulla e ordinò una caraffa da litro di Negroni. Noi lo osservammo terrorizzati e timidamente provai a chiedere che pezzo volesse suonare. Lui mi rispose: “Non ti preoccupare Man!” Dopo un po’ salimmo sul palco totalmente ignari di cosa stava per accadere. Nicola Marini era un bagno di sudore prima ancora di iniziare…
– one, two, three, four – e partì con un intro funambolico di “Easy to love”. Quella notte fu come correre i cento metri senza respirare… Ma da lì prese forma una serata di musica memorabile. Esausti ma felici fino alla fine del concerto. Dopo aver tentato una roulette russa uscendo da un incrocio con la Nazionale Adriatica, puntammo il cofano in direzione Teramo: tutti a dormire a casa mia (per fortuna i miei non c’erano). Lì avemmo modo di scoprire la vera natura di Massimo Urbani… Un grande, un musicista di intelligenza raffinata, amante della storia e pieno zeppo di interessi. Quella notte Il Man ci parlò al cuore e, tra le righe, ci fece capire di apprezzarci come musicisti… Ma soprattutto come uomini. Per Massimo Urbani l’essere umano stava sempre al centro d’ogni vicenda di vita vissuta. Peccato che con sé stesso non sia poi stato così generoso come con gli altri. Il giorno dopo pranzammo insieme, fumammo, ascoltammo musica, parlammo del jazz che cominciava a penetrare le nostre vite. Poi, a sera, ripartimmo tutti in direzione Tortoreto per un altro bel concerto al “Lilith.” (…) “

tratto dall’intervista con Arturo Valiante in
“EMOZIONE DAL LOGGIONE e altri racconti”
di Benito Mascitti (el cordobés)
Il Torcoliere 2014
(riccamente illustrato in formato 16×23, 163 pagine, rilegatura filo refe)
Per prenotare il volume scrivere a bm101060@gmail.com oppure info@iltorcoliere.com

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