Elio Petri: “La classe operaia va in paradiso” (1971)

Ludovico Massa, detto Lulù, è un uomo di 31 anni con due famiglie da mantenere ed è un operaio con alle spalle già 15 anni di fabbrica, due intossicazioni da vernice e un’ulcera. Sostenitore e stakanovista del lavoro a cottimo grazie al quale, lavorando a ritmi infernali, riesce a permettersi l’automobile e altri inutili beni di consumo, Lulù è amato dai padroni che lo utilizzano per stabilire i ritmi ottimali di produzione ma odiato dagli altri operai della fabbrica per il suo eccessivo servilismo. Tuttavia, non è contento della sua situazione, i ritmi di lavoro sono talmente sfiancanti che arrivato a casa riesce solo a mangiare e ad annichilirsi davanti alla televisione, nessuna vita sociale, nessun dialogo con i propri cari, non riesce neppure più ad avere rapporti con la compagna. La sua vita continua in questa totale alienazione, che lo porta a ignorare gli slogan urlati e scritti dagli studenti fuori dai cancelli, finché un giorno ha un incidente sul lavoro e perde un dito…”
Cast: Gian Maria Volonté, Mariangela Melato, Luigi Diberti, Salvo Randone,
Renata Zamengo, Mietta Albertini, Donato Castellaneta, Adriano Amidei Migliano,
Ezio Marano, Giuseppe Fortis, Gino Pernice, Federico Scrobogna,
Flavio Bucci, Lorenzo Magnolia, Antonio Mangano, Guerrino Crivello, Eugenio Fatti,
Carla Mancini, Corrado Solari, Sergio Tramonti, Luigi Uzzo
Regia: Elio Petri. Sceneggiatura: Elio Petri, Ugo Pirro
Fotografia: Luigi Kuveiller, Ubaldo Terzano. Musiche: Ennio Morricone.

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