Eleonora Betti: “Il Divieto Di Sbagliare” (2018) – di Marco Valerio Sciarra

Senza alcun dubbio un cespuglio di rose rosse suscita un fascino irresistibile. Al primo impatto con la vista, quella macchia di colore simile alla fiamma che accende l’aria, fa nascere immediato il desiderio di protendere la mano e toccarle… Toccarne almeno una… Coglierla, per sentirne il profumo, pur sapendo che il gambo è pieno di spine. Per quanto si possa stare attenti, una spina infida finisce sempre per pungere un dito. Ci si rende conto all’istante che la bellezza può ferire, che la goccia di sangue che affiora sul polpastrello è rossa proprio come il fiore che si voleva cogliere e se poi, in un ingenuo gesto spontaneo di autoguarigione, si poggiano le labbra sulla piccola ferita per asciugarla, si sente il sapore di quel sangue… ed è un sapore dolce. Anche le ferite possono essere dolci. La voce di Eleonora Betti può sedurre come la bellezza di una rosa e, una volta che ce l’hai dentro, miscelata al tuo stesso sangue, può stravolgere dolcemente tutte le idee precostituite. “Sono inutilmente parte / Del divieto di sbagliare / Trasformando tutto in colpa / Non si vive, si sprofonda / Il divieto di sbagliare / È prigione naturale”. Così come con la voce crea la sua malia anche con il pianoforte di cui conosce alla perfezione la valenza simbolica dei tasti bianchi e l’esatto opposto di quelli neri, come in una trama di chiaroscuri, di alti e bassi che fa vivere le sensazioni estreme. Il bagaglio artistico di Eleonora Betti è evidentemente Classico ma le nove composizioni melodiche (più una bonus track) del disco, “Il Divieto Di Sbagliare”, seguono soltanto il filo delle emozioni e trascendono dai generi, rimescolando sapientemente, Folk, Jazz e Popè soltanto musica la sua musica… che con infinita dolcezza esplora i lati più ignoti dell’interiorità. Dieci brani da ascoltare come una suite per cogliere lo spirito del disco e farsi conquistare dalla carezzevole incertezza, in cui tutto quello che si conosce e sembra familiare in realtà sfugge, non lo si conosce realmente anche se ce l’hai accanto… così come il mondo dei sogni, delle favole, delle esperienze del passato o ancora la consistenza della luna. Sussurrare un segreto può far cambiare volto a chi l’ascolta e anche a chi lo svela. Donare un ricordo perché si disperda e poi si ricomponga come atto di sublime generosità, per poi vederselo restituito come nuovo. Soltanto così, quella Memoria,  può riconoscersi allo specchio segnata e nuda. Nel corso del disco si possono apprezzare i contributi di Mario Gentili e Giuseppe Tortora agli archi, di Diana Tejera e Gianluca Persichetti alla chitarra, e di Ersilia Prosperi al Flicorno… tutti petali che permettono alle rose dei brani di sbocciare con più intensità e infiammare l’aria, conquistando il cuore di chi ascolta.

Tracklist: 1. Quaranta Volte.  2. Il Divieto Di Sbagliare. 3. On The Moon.
4. Il Coniglio Bianco. 5. Thunder. 6. Little Red Rinding Hood. 7. Controvento.
8. Anche Se Non Vuoi Mai. 9. Sogno. 10. Thunder Feat. Orang3

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.