Editoriale – L’orrore del rifiuto

Abbiamo scelto di scrivere di questo orrore, che ci investe tutti, solo stamattina.
Il dolore e la voglia di capire meglio quel che già immaginiamo – ma che preferiamo verificare attentamente e umilmente… come nella migliore tradizione del giornalismo – ci ha consigliato l’attesa.
Non si può scrivere, leggere e ragionare di questi fatti senza tentare di arrivare al punto vero della tragedia. L’informazione ufficiale fa il suo gioco, anche sporco, e racconta una realtà che non esiste ed è funzionale solo alle logiche dei potenti d’Occidente… ancora ciechi davanti all’orrore.
Lo hanno fatto ancora… un altro attacco – stavolta più articolato e violento – sferrato in tre continenti,
che poi sono il teatro principale di questa guerra globale ormai nitidamente dichiarata e combattuta.
Il Kuwait nel Golfo Persico,
la Somalia nel Corno d’Africa,
la Tunisia nell’Africa mediterranea…
la Francia, in questa sventurata Europa.
Un attentato suicida di un singolo con una cinta di tritolo addosso nella moschea sciita di Kuwait City.
Un attacco armato collettivo alla base militare dell’Unione Africana a Mogadiscio.

Un altro attacco armato collettivo al paradiso turistico di Sousse, perla della costa tunisina.
Un’azione suicida di un singolo nel cuore industriale della Francia, nella regione di Lione.
Il coordinamento dell’attacco globale è da manuale, ancora una volta efficace, soprattutto per lo smarrimento dei nostri governanti. Presuntuosi e ostinati sulla strada delle loro logiche odiose e fallimentari; anche nell’affrontare il nodo del debito greco che solo apparentemente non conta in questo gioco. Annullare la Grecia, asservire la Spagna, lasciare l’Italia nel caos del suo operare alla frontiera sud del continente… sono tutte sciagurate scelte che portano fatalmente in un’unica direzione.
Verso l’orlo del precipizio.
Aggiunte alla politica europea e guerrafondaia nel mediterraneo, lasciata da anni in mano ai francesi e agli inglesi, che sono i principali responsabili – in buona compagnia degli amerikani – della destabilizzazione del quadrante del mare nostrum… soprattutto con l’eliminazione di Gheddafi in Libia. Ultima – ma non ultima – follia… la politica verso la Russia di Putin che, quantomeno, risulta vecchia, incartapecorita e dettata dal furbo alleato americano; e che non tiene conto dell’attuale teatro… né globale e né riferito alle frontiere continentali, rispetto al momento storico che stiamo vivendo.
Di fronte a tutto questo si continua ostinati nella farsa di un continente che non è in grado di autogovernarsi, in preda agli spasmi tipici dell’epilogo. Omettendo poi lo scandalo consentito in Siria…
con la Turchia e gli altri attori cinicamente votati alla distruzione del popolo Kurdo che da solo si oppone, con uno sforzo sovrumano, all’esercito nero.
Questo ultimo aspetto, la Bellezza eroica delle Donne e degli Uomini Kurdi, ci aiuta a rintracciare la vera causa di questo disastro.

Tutti quelli che hanno scelto di partecipare militarmente a quest’ultimo attacco sono – ognuno nel rispettivo contesto – cosiddetti integrati… e non già piovuti dal cielo o arrivati dall’esterno dei rispettivi luoghi colpiti.
In Francia un disperato, probabilmente sfinito e umiliato, dalla politica d’integrazione; in Tunisia altri disperati che hanno covato l’odio respirato in quella nazione, umiliata dalla dittatura prima e alla canna del gas oggi; ancora disperati in Somalia, accecati dagli scontri tribali e di religione di una nazione che non esiste e che deve la sua attuale situazione soprattutto all’abbandono dopo il periodo coloniale che ci ha visti squallidi protagonisti; e infine, altri disperati in Kuwait che massacrano i fratelli in nome di un sunnismo contrapposto all’eresia sciita.

Salta agli occhi che tutto questo è stato provocato da una politica di integrazione – seppur diversa per ogni caso – razzista, non inclusiva, barbara, folle… per non aver previsto la logica conseguenza a cotanta arroganza del potere. Il rifiuto del diverso. 

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4 pensieri riguardo “Editoriale – L’orrore del rifiuto

  • Giugno 27, 2015 in 4:10 pm
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    La Storia ci insegna che non è possibile “giocare” con il la politica di uno Stato, o con il destino di un popolo.
    L’occidente, che sempre si erge a ruolo di pacificatore, inizia forse a rendersi conto degli errori commessi ?
    Eppure avrebbe dovuto imparare.
    In un passato troppo recente, nei Balcani, è stata avviata una guerra di pacificazione, che ha decisamente peggiorato la situazione, Poi l’Irak, la Libia…
    Interessi enormi, salvaguardati o guadagnati sulla pelle di milioni di persone. E adesso ?
    Adesso che il terrorismo islamico bussa alle porte del nostro piccolo quotidiano come la mettiamo ?
    Eppure c’è una logica dietro tutto questo. C’è la volonta di obbligare i governi occidentali ad assumere posizioni drastiche, a prendere decisioni drammatiche. In pratica c’è la volontà di portare il conflitto a un livello superiore.
    E quando questo accadrà saremo impreparati.
    Perchè ancora continuiamo a non renderci conto del pericolo nel quale siamo immersi.
    E non parlo del pericolo della guerra, che è comunque drammaticamente reale, bensì della possibilità che si torni a dividere l’umanità in razze ben distinte.
    Se ciò dovesse accadere, tutti ne uscirebbero sconfitti.

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    • Giugno 27, 2015 in 8:44 pm
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      I Balcani servirono, contro ogni logica di vera Unione Europea, a impedirci di aprire i corridoi commerciali che naturalmente e anche praticamente, dopo la caduta del muro, si spalancavano davanti a noi come nuovo sviluppo… un modo per consolidare il primato del nord Europa e asservire i membri del Mediterraneo… L’Italia, da paese fondatore della Comunità, avrebbe dovuto far valere il suo veto e far politica vera su questo… invece ci unimmo ai bombardamenti… facendo il gioco di chi adesso governa da monarca l’Europa… ultima ma non ultima una considerazione. A parte i Bush, le guerre le hanno sempre volute i presidenti democratici americani… dal vietnam di Kennedy, ai Balcani di Clinton… a quella globale di Obama.

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  • Giugno 27, 2015 in 5:51 pm
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    ….”Ogni volta che l’uomo si è incontrato con -l’altro – ha sempre avuto davanti a sé tre possibilità di scelta :fargli la guerra, isolarsi dietro a un muro o stabilire un dialogo.”così Ryszard Kapusci nski, grande giornalista corrispondente all’estero per l’agenzia di stampa polacca PAP, nel corso della conferenza per il conseguimento della Laurea honoris causa all’Università Jagellonica di Cracovia.E continua: “Il nostro pianeta ,popolato per secoli da un ristretto gruppo di gente libera e da molteplici strati di gente sottomessa , oggi è abitato da un numero sempre crescente di nazioni e società sempre più convinte dell’importanza del proprio valore individuale” ..”e il mondo in cui stiamo entrando è il Pianeta Della Grande Occasione”…”riusciremo insieme a trovare il senso del mistero che accomuna l’uomo all’uomo e accomuna l’int
    era umanità :i morti ai vivi e i vivi agli ancora non nati?”

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    • Giugno 27, 2015 in 8:28 pm
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      grazie Rosalia… anche per il ricordo di Ryszard Kapuscinski che tanto ha scritto in questo senso…

      Risposta

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