Editoriale – Il risveglio di Parigi… e di Milano – di Lino Gregari

Rabbia, sgomento, orrore… parole che appaiono vuote, prive di significato.
Troppo spesso usate a vanvera nel grande gioco mediatico dei media per essere plausibili in uno scenario come quello odierno… eppure è necessario usarle ancora una volta, per ribadire il concetto che l’Occidente è ormai palesemente in guerra.
Parigi oggi è una città diversa, nella quale prende corpo la voglia di rispondere con i fatti e non solo con le parole ai bastardi che ne insanguinano le strade. Nessuno è più al sicuro, nessuno è più escluso.
In questo i terroristi hanno vinto: la vita delle persone comuni è cambiata.
A fianco alla loro quotidianità, alle piccole cose che occupano gli spazi di ciascuno, ora c’è la paura. Ciascuno di noi sa che essere vittima anziché stupefatto spettatore è una opzione tutt’altro che improbabile; e questo cambia le cose. Le abitudini si modificano, la mappa dei luoghi frequentati si aggiorna, escludendo i cosiddetti obiettivi sensibili.
I popoli dell’Occidente stanno perdendo una guerra che, pur essendo non dichiarata, appare sempre più drammatica e vicina… è una guerra che combattiamo tutti, dalla quale nessuno si deve sentire escluso. L’atteggiamento della popolazione sta lentamente cambiando; lo spazio per la tolleranza e per la convivenza diventa sempre più piccolo. Mia moglie stamane al telefono mi ha fatto notare una cosa inquietante.
Nel suo solito percorso su un mezzo pubblico qui a Milano, oggi ha notato la completa assenza di islamici.
“Oggi non ce ne sono” mi ha detto… “Neppure uno”. Anche loro percepiscono il cambiamento, e probabilmente iniziano a sentirsi sempre più diversi. La strategia del terrore riguarda anche loro.
Con questi attentati l’Islam li obbliga a schierarsi, non permettendo loro di vivere una pacifica convivenza.
Questa è la vera sfida che dovremo affrontare. Accettare il fatto che ciascuno di questi individui sia un nemico,
o continuare a fare una distinzione tra gente comune e totalitaristi del terrore?
Non esiste una risposta a questa domanda, e quando ne troveremo una, avremo perso tutti.

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