E tu chi sei? – di Ginevra Ianni

Io sono Ulisse, il re di Itaca la pietrosa, il guerriero di Troia, il marinaio. Sono l’odio delle sirene, il coraggioso, il vile, il fedifrago, l’eterno insoddisfatto. Io sono l’Uomo. Conosco il giuramento che mi lega a Penelope, so a memoria le curve segrete dei fianchi di Circe, lo sguardo candido di Nausicaa, la forza di suo padre e l’ebbrezza della vita dei Lotofagi. Io sono Ulisse, ogni luogo è casa mia e la mia casa non è in nessun posto. Sono la mia intelligenza che per sopravvivere deve farsi astuzia, sono l’orgoglio della mia schiatta antica e sono Nessuno per il mondo. Sono il desiderio del ritorno e del ritorno ho paura. Perché il ritorno è una fine, l’immobilità. Io sono l’uomo che cerca se stesso in ogni prova della vita ed ogni prova mi serve per capire che sono vivo. Le braccia di ogni donna sono state quelle di mia moglie e mia moglie è stata ogni donna che ho avuto. Sono l’orizzonte, sono l’alba e mai il tramonto, chiudo gli occhi ad Argo, capisco il suo amore devoto e poi li volgo avanti. Sono la vita che rotola incontrollata e inarrestabile verso l’incerto che io navigo sulla mia nera nave. Sono un re senza regno, sono ricco senza nulla, sono l’inquietudine che dopo Itaca mi ha portato via di nuovo. Non alla morte, no, Ulisse non può morire perché lo spirito che mi agita sa che deve sopravvivermi ed io non ho potuto che ripartire verso le colonne d’Ercole. La fine non è tale, è solo l’inizio di una nuova avventura. Io sono Penelope la regina, la pazienza, la solitudine di un letto vuoto, dal viso che si spegne ogni giorno, io sono l’amore per un uomo oltre l’orizzonte del mare, il desiderio degli altri, io sono i capelli con cui ho ricamato il drappo funebre di Laerte quando il lungo tempo dell’attesa ha terminato i fili, io sono gli uccelli disegnati che ho inviato oltre il mare in cerca di lui. Io sono la donna, il pianto inconsolabile, io sono l’abbandono, la gioia fugace di un ritorno e poi di nuovo abbandono, solitudine fredda del talamo. Io sono cardine e porta, io sono àncora per un navigante solo. L’unico, amato, desiderato e mai davvero posseduto. Io sono l’attesa insoddisfatta. Io sono Argo cuore di cane, occhi fedeli, io sono la pazienza, la speranza, io sono il vecchio pulcioso, io sono Argo memoria di Ulisse, io sono il deriso, scacciato dai nuovi padroni che mi conobbero già vecchio e sdentato senza la forza di esser temuto, io sono Argo il custode della casa violata, la cui vita si è consumata negli anni infiniti e vuoti e poi tutta bruciata nei pochi momenti della fine tra le mani di un padrone amato e mai dimenticato. Io sono la fedeltà cieca che consuma se stessa. Io sono Circe, io sono la strega, la bella signora, l’incantatrice, la donna sola, la tessitrice di incanti e magie, io sono temuta da tutti gli uomini. Io sono la donna che mischia l’odio con l’amore per non esser sola, io sono Circe dalle troppe stanze vuote e senza suoni, dal cuore di pietra senza pietà, prima vittima della sua durezza. Io sono Circe la disillusa ma sempre pronta all’inganno di uno sguardo diverso prima di ritrovare il freddo gelo della mia solitudine. Io sono il simbolo, io sono la Sola. Io sono Polifemo, il mostro, il solitario. Io sono Polifemo pastore di capre, figlio di un dio ma senza poteri, imprigionato tra cielo e Olimpo, destinato a vivere delle briciole dei  bagliori di Dei lontani. Io sono Polifemo il capraio, io sono il cieco, sono la vittima dell’inganno, l’innocente tradito solo per esser se stesso, io sono il reietto. Io sono il mare, io sono il mondo azzurro su cui rotolano le vite, io sono la vita e la morte, io  sono la schiuma da cui emerse Venere, l’eterna seduttrice e il grembo materno accogliente  degli annegati. Io sono il mare custode di infiniti segreti, padre dei pesci e padrone dei mostri blu. Conosco tutti i posti segreti e gli anfratti dove mi nascondo per cantare con le sirene incoronate di alghe profumate. Io sono il principio e la fine di ogni storia, sono l’acqua allegra che lambisce i piedini dei bimbi sulla spiaggia, sono l’onda scura e potente che travolge e divora ogni cosa, la terra non mi resiste e giorno dopo giorno continuo instancabile il mio assalto finché non mi riprenderò tutto… e tu chi sei?

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