Dream Theater: “Honor Thy Father” (2003) – di Warden

Tu hai più testa di lui, usala. Tu sei superiore, sopportalo”. Tutte parole che mi ripeteva mia madre, ogni volta che quel rifiuto di uomo che ha sposato dopo la morte di mio padre si comportava male con me. Un bastardo prepotente, un maniaco del controllo, un vigliacco che si beava della sua superiore potenza economica per infliggere sofferenze psicologiche a noi, uno studente in quinta superiore e una povera disoccupata. Non c’è da stupirsene. Le persone mediocri fanno sempre quello che vogliono mentre a noialtri, a noi che abbiamo abbastanza sensibilità e buonsenso da non comportarci male col prossimo, viene insegnato lo stoicismo. “Sopporta, sei superiore. Lasciatelo scorrere addosso. Non rispondere con le stesse armi”. Chissà se è uno dei motivi per cui gli imbecilli governano il mondo, non esiste meritocrazia e i cosiddetti “buoni” sono sempre vessati da ignoranti, arroganti e prepotenti.
Com’è successo a me, del resto. Me ne sto qui sdraiato a terra a coprire il mio sangue e ho un freddo cane, ma almeno la testa non mi fa più male. Credo che quell’animale abbia usato qualcosa di contundente, forse un martello che ha preso dal garage. Ecco, lui era uno di loro, un pezzo di stronzo che nella vita non valeva nulla, capace solo di discorsi qualunquisti su questo o quell’argomento, sempre convinto di aver ragione su qualsiasi cosa di cui si parlasse. Io, un adolescente con la passione per il cinema d’autore, dovevo arrendermi alla sua superiore conoscenza di qualsiasi regista mai esistito; lui, capace al massimo di guardare il culo delle attrici in un ridicolo cinepanettone, pretendeva di conoscere la Storia del Cinema meglio di me. Mia madre, musicista di conservatorio, una pianista capace di eseguire gli spartiti più “spaventosi” senza batter ciglio, doveva sopportare la sua – presunta – superiore conoscenza di ogni ambito musicale, dal periodo Classico al Romanticismo ai contemporanei, alle tecniche di esecuzione, nonché il suo gusto sopraffino: solo gli artisti che piacevano a lui erano bravi e degni, la Musica nasceva e moriva dalle sue stesse parole.
Sapeva tutto lui, ciò che faceva e diceva era sempre giusto e perfetto e se noi non l’ascoltavamo, usava la forza per sottolineare i concetti. Silenzio, quando parlo io. “Io ho ragione sempre perché sono più adulto di te” e tante altre idiozie da retrogrado quale era. Tanto schifoso, arrogante e prepotente in casa quanto leccaculo sul lavoro, cosa che gli ha portato tutte le promozioni che si è sempre vantato di meritarsi. Era il migliore nell’arte di schiacciare gli altri e di metterli in cattiva luce, ecco la verità. Non è mai stato capace di un confronto sano, né di un ragionamento più profondo di una chiazza di vomito sul bordo del cesso, come del resto tutte le persone autoritarie. Io protestavo e lo sfidavo, mentre la psicoterapeuta spiegava a lui e mia madre che l’adolescenza è un periodo di cambiamenti, che i giovani finiscono scombussolati dalla ricerca di un’identità, che spesso vanno incontro a problemi perché “non si sentono né carne né pesce“, senza contare i problemi dell’abbandono tardivo alla famiglia d’origine, fenomeno tutto italiano, e ancora tanti bei concetti. Naturalmente il mio patrigno ne sapeva più della terapeuta, ma non c’è bisogno che ve lo dica. Gli incontri si susseguivano e non cambiava nulla, mia madre sapeva soltanto ripetere: “Sopportalo, quando sarai maggiorenne potrai fare quello che vuoi”.
Indovinate cos’è cambiato con la maggiore età? Niente di niente. Ero responsabile delle mie azioni davanti alla Legge, ma nella pratica non avevo la disponibilità economica per fuggire dalle grinfie della Bestia e così, ecco fatto: io immerso nel mio sangue con la testa mezza sfondata e mia madre chissà dove, probabilmente non tanto più in salute di me. Lui, carnefice e unico superstite del massacro, è ancora qua. Ecco il risultato di tutti gli insegnamenti che ho sempre ricevuto: “Sopporta e perdona. Passa oltre. Lasciatelo scivolare addosso, tu sei superiore”. Nel frattempo quest’essere infimo, questo scarto di rigurgito gastrico ci ha vessati e tormentati finché ha voluto, finché ilgiocattolino” non gli si è rotto tra le mani perché l’ha maneggiato con un po’ troppa forza.
Ora piange, proprio come un bambino a cui si è rotto il gioco preferito. Piagnucola seduto sul divano con in mano una bottiglia di birra. Gli cade e si rovescia, la schiuma giallastra cola sul pavimento si mischia al mio sangue. Prima o poi qualcuno si accorgerà del casino che ha fatto e magari lo verrà a prendere, ma nel frattempo il disastro è andato oltre il riparabile… E questo solo perché la mentalità quadrata di mia madre le ha impedito di capire che, una volta tanto, avevo ragione io. Se subiamo senza reagire perché siamo superiori le cose non fanno che peggiorare, fino a che i mediocri non diventano i padroni della nostra vita. “Onora il padre (o patrigno nel mio caso), non contraddirlo”. Certo, come no. Adesso muoio e, sapete, non mi dispiace troppo. Vivere così non era un granché.

We’re taught unconditional love, / That blood is thicker than water,
That a parent’s world would revolve, / Always around their son or their daughter.
You pretend I was your own, / And even believed that you loved me.
But were always threatened by some / Invisible blood line that only you could see.
You took advantage of an outreached hand / And twisted it to meet your every need
“Gimme time to recharge my batteries, / I’ll see her when she’s older
And I’ll bounce her on my knee” / Well listen to me you ungrateful fool,
Here comes a dose of reality. / You’ll go to your grave a sad and lonely man,
The door is now closed on your / Pathetic little plan. / On and on and on and on it goes,
It’s so easy to run away with / Nothing in tow. / How can you ever sleep a wink at night,
Pretending that everything is alright, / And have the nerve to blame this mess on me?
Never in my life have I seen someone / So Ignorant to the damage he has done.
You’re the rotted root in the family tree. / I tried your 4 bill therapy,
I tried to make amends. / But nothing could lure you out of your
Selfish shell again. / Expecting everyone / To bow and kiss your feet.
Don’t you see respect is not a / One way street? / Blaming everyone,
For all that you’ve done wrong. / I’ll get my peace of mind when you
Hear this song. / On and on and on and on it goes, / And with every passing day
True colors show. / How can you ever sleep a wink at night,
Pretending that everything is alright, / And have the balls to blame this mess on me?
Never in my life have I seen someone / Oblivious to the damage he has done,
You’re the rotted root in the family tree. / Watch where you walk,
Don’t you dare cross the crooked step. / Watch the way you talk,
Don’t cross the crooked step. / On and on and on and on it goes.
Chauvinistic, heartless, selfish, / Cold. / How can you ever sleep a wink at night,
Pretending that everything is alright, / And have the balls to blame this shit on me?
Never in my life have I seen someone / So fucking blind to the damage he has done,
You’re the rotted root in the family tree

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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