Dove hai dormito la scorsa notte “Leadbelly”? – di Bartolo Federico

Al tramonto Huddie William Ledbetter camminava silenzioso sulla mulattiera che portava a casa. La giornata di lavoro nei campi di cotone era stata più dura del solito e non vedeva l’ora di rientrare per stendersi un po’. A casa avrebbe cucinato come ogni sera la solita minestra con la cotenna di maiale avanzata dal giorno prima e questo lo metteva di cattivo umore. Dietro di lui in lontananza sentì il treno sbuffare, si fermò un istante mentre gli altri braccianti proseguivano il tragitto. Ogni notte gli veniva in sogno quel lungo treno nero che correva sulle rotaie all’impazzata e che, dopo una curva affrontata a tutta velocità, gli pareva lo stesse per travolgere e i fari lo accecassero al punto di svegliarlo spaventato e madido di sudore. Quel sogno era divenuto un incubo, un’ossessione che lo tormentava. Non ne aveva mai parlato con nessuno per via del carattere schivo e taciturno, ma non sapeva più cosa pensare… se prenderlo come un presagio o una bizzarria dovuta alla pancia perennemente vuota. Guardò verso i pascoli oltre la staccionata dove passava la strada ferrata ed aspettò che il lungo convoglio transitasse. Lo continuò a seguire con gli occhi fin quando non divenne un macchiolina nera nel verde della prateria. Poi, lentamente, proseguì il cammino.Era nato in Louisiana da una indiana Cherokee ed un musicista nero girovago. Sin da piccolo aveva dimostrato enorme talento per la musica, sua madre gli insegnava gli spiritual e i canti religiosi indiani, mentre un vecchio zio lo istruiva a suonare l’accordeon ed a cantare le ballate tradizionali. In seguito lo introdusse anche alla cultura Cajun, insegnandogli il piano ed il mandolino. Lavorando nei campi di cotone imparò le worksongHuddie aveva la poesia nel cuore e la malinconia negli occhi, a dispetto della sua prestanza fisica e di quella propensione a cacciarsi nei guai. Era bravo in quello. Restava spesso coinvolto in risse o aggressioni, circostanze che gli avevano causato parecchi problemi con la giustizia. Per questo motivo era già finito più di una volta in prigione. Una notte, in un locale malfamato di una contea del Texas, la rissa fu talmente brutale che finì in sparatoria, ma nonostante la grave ferita allo stomaco e il proiettile che non gli fu mai estratto sopravisse. Da quel momento si guadagnò l’appellativo di Pancia di Piombo”. Percorse la strada che gli rimaneva da fare per arrivare a casa senza mai guardarsi intorno e, anche se era solo ed ancora un ragazzo, con quella mole che si ritrovava non aveva paura di nessuno. Con la sua forza poteva spezzare la schiena ad un asino. Quando arrivò era già buio, mangiò in silenzio nell’oscurità mentre osservava fuori dalla finestra i campi arati e silenziosi, illuminati da una fragile luna. Nella sua stanza c’erano poche cose: il letto con il materasso sopra e una sedia di legno. Si sedette e prese la chitarra a dodici corde che si era costruito da solo. La prima volta che sentì quel suono cosi ricco e corposo fu quando ascoltò dei messicani suonare al bordello che frequentava in Texas e se ne innamorò perdutamente. Per scaldarsi le dita provò a riprodurre le linee di basso dei pianisti barrelhouse di Fannin Street che tanto lo divertivano. Poi eseguì una sua composizione che aveva chiamato Cotton Fields, accompagnandosi col battito del piede e con un canto aspro, quasi rotto dall’emozione. Infine bevve del pessimo whisky, si sdraiò sul letto e non molto tempo dopo si addormentò. La mattina appena sveglio mise in un fagotto quel che possedeva, prese la chitarra e parti alla volta di Dallas con l’intenzione di raggiungere il suo amico Blind Lemon Jefferson. Era stufo di quella vita fatta di repressioni ed umiliazioni da parte di padroni crudeli e sanguinari. Il mondo lo aveva espulso da quando era nato e si doveva accontentare di lavorare come uomo di fatica. Quello era il prezzo da pagare per restare fuori dalla galera. Ma lui avrebbe voluto essere libero di fare delle scelte che senza denaro non si possono fare, per questo motivo adesso andava a guadagnarsi da vivere suonando che era la cosa che meglio gli riusciva nella vita. Voleva diventare celebre e rispettato, come il suo amico Lemon Jefferson. Quando finalmente giunse sulla strada principale, si girò e guardò indietro mentre un cane appariva dal sentiero laterale abbaiando rauco. Un vento gelido lo investii in pieno viso, ma da dietro la montagna filtrò una bava di sole che lo rianimò. Si sedette su un masso al ciglio della strada e accompagnandosi con la chitarra cantò Goodnight IreneLemon Jefferson era un uomo grassoccio e possente che in passato si era guadagnato da vivere facendo il pugile, un vero duro come la corazza di un armadillo, nato nel Texas anche se nessuno sapeva quando. Amava le donne, il vagabondaggio e la vita dissoluta e, quando era ubriaco, aveva un caratteraccio che lo portava ad essere triviale e violento… ma con in braccio la chitarra diventava un musicista dal talento smisurato che tratteggiava trame melodiche incredibili e inusuali dentro quei blues evoluti e monumentali che componeva. Il suo canto chiaro e pungente assumeva toni drammatici ed intensi quando raccontava del duro vivere quotidiano, della vita randagia e, da vero poeta di strada, sentiva i tempi che cambiavano. Lemon ci sapeva fare, nonostante la cecità, si spostava accompagnato da altri musicisti (T-Bone Walker e Lightnin’Hopkins) stregati dalla sua musica, esibendosi alle feste campestri e ai balli di piazza, negli angoli delle strade ed era molto apprezzato dal pubblico. La sua ciotola di latta era sempre colma di denaro. Possedeva due auto e viaggiava accompagnato da un autista. Fu la prima vera pietra rotolante” della storia. Ecco, pensò Huddie, anch’io avrò tutto questo”, dimenticandosi del suo temperamento e di quell’aggressività che invece Lemon sapeva tenere a bada nei momenti cruciali. Ci vollero tre giorni di duro viaggiare, spesi saltando sui treni nell’oscurità per raggiungere Dallas. Con Lemon prese ad esibirsi per strada… suonavano il blues anche se tormentati dalla pioggia o dal freddo. Huddie lo accompagnava con il mandolino mentre Jefferson suonava la chitarra bottleneck. Fu in quel periodo che “Huddie Pancia Di Piombo” apprese la musica del diavolo nella sua immortalità essendo cresciuto, in termini musicali, più da cantante folk che da vero bluesman. La città ancora dormiva quando Huddie uscì in strada dal bordello dove aveva passato la notte. Mentre avanzava per la via vide un uomo procedere verso di lui che camminava lento lento. Non ci badò e prosegui… ma il tipo quando gli fu vicino lo aggredì estraendo un revolver e fu allora che Huddie esplose nella sua furia cieca. Ne seguì una violenta colluttazione e alla fine Will Stafford – così si chiamava l’uomo che cercava vendetta a causa di una donna – rimase ucciso. Per quell’omicidio fu condannato a trent‘anni di lavori forzati da trascorrere nel penitenziario di Huntsville nel TexasPer raggiungere dal carcere la cava di pietra Huddie doveva percorrere con le catene a piedi quasi sei chilometri di salita. Quando la sera rientrava dal lavoro era ridotto uno straccio. Si rendeva conto che non poteva continuare in quel modo e allora cercò di sfruttare le sue doti musicali, se non altro per svincolarsi da quella condizione che con l’andare del tempo lo avrebbe portato diritto alla tomba. La cosa funzionò, fu dispensato dai lavori pesanti e in cambio doveva suonare e cantare per carcerati e guardie rendendo così la giornata più sopportabile. Una notte, gli riapparve in sogno quel vecchio treno che correva all’impazzata e fu in quella cella che capì di cosa si trattava. Era il treno della mezzanotte: con la sua luce abbagliava il carcerato che cosi avrebbe riacquistato la libertà. Il mattino dopo ci scrisse una canzone che raccontava di quel sogno: Bene, ti alzi nel mattino, ascolti uno scampanellio, vai a marcia verso il tavolo, vedi le solite dannate cose. Bene, sul tavolo coltello, forchetta e tegame, e se dici qualcosa sei nei guai con l’uomo. Midnight special mi illumini, Midnight special mi accenda della sua luce amorevole(da Midnight Special).
Trascorsero sette anni, Huddie smaniava per tornare a vagabondare sotto il cielo della Louisiana. Una notte scrisse una canzone al governatore del Texas Pat Neff per ottenere il perdono. La prego, governatore Neff, sia misericordioso e comprensivo abbia pietà per la mia condanna… io non vedo salvezza per la mia anima se non avrò il perdono, metta alla prova la mia parola d’onore… se io fossi al suo posto, governatore Neff, mi alzarei al mattino e la libererei. Incredibilmente Pancia di Piombo ottenne la clemenza che il governatore Neff firmò dopo avere ascoltato la canzone. Attese nell’oscurità che il treno rallentasse la sua corsa, si avvicinò alla vettura e con un balzo felino ci fu dentro. Il vagone era pieno di vagabondi che, osservando la sua stazza, gli fecero spazio per sedersi. Stava tornando a Lake Caddo, in Louisiana, la zona dov’era cresciuto. Lì era ancora la casa dei suoi genitori. Adesso doveva rigare dritto come aveva promesso a se stesso e al governatore, doveva fare in modo di starsene il più lontano possibile dai guai e soprattutto dal carcere. Arrivò a casa che era notte fonda. Passò da quello che un tempo era l’orto, spalancò la porta che era mezza aperta e capì subito che qualcosa non andava. La casa era completamente vuota. Guardò in tutte le tre stanze, non c’era più nulla. Era sparito tutto, tranne la branda di ferro che un tempo era stata il suo letto. Rotto e affamato ci si sdraiò sopra ed aspettò che si facesse giorno. “Leadbelly”, per mantenere fede alla parola, diede un calcio in culo ai sogni di gloria e ritornò alla vita semplice, fatta di duro lavoro nei campi di cotone o come manovale dove ce n‘era di bisogno… ma non scordava mai il suo vero amore che era la musica Quando non era troppo stanco, dopo il lavoro, suonava le canzoni che continuava a scrivere nei locali vicino casa o alle feste e tutto sembrò filare liscio per cinque lunghi anni. Poi, un maledetto giorno, in circostanze che rimarranno sempre oscure, il vento tornò ad ululare e il diavolo riapparve. Aveva bevuto litri di Canned Heat, suonato e divertitosi e non ricordò mai nulla di cosa fosse accaduto in seguito. Al mattino, quando aprì gli occhi, si ritrovò nella cella dello sceriffo con l’accusa di aver aggredito un uomo a scopo di omicidio. Gli fecero un processo sommario e, come per tutti i neri del Sud che commettevano un reato, fu condannato ed inviato nuovamente ai lavori forzati. Questa volta nel terribile carcere di Angola, in Louisiana. Giù al Sud quando fai qualcosa che non va, ti sbatteranno di certo nel campo di lavoro. Ti metteranno sotto un uomo chiamato Captain Jack, ti lascerà di sicuro la sua firma sulle spalle… ti metterà in un fosso con una grossa lunga vanga. Volesse il cielo non fossi mai nato. La domenica i ragazzi hanno un aspetto triste pensano solo a quanto tempo hanno ancora” (da County Farm).
Nella prigione di Angola ti facevano uscire il sangue dagli occhi, le barbarie erano all’ordine del giorno. Sotto un sole che spaccava le pietre i detenuti, tutti afroamericani, incatenati come bestie e guardati a vista da vigilanti a cavallo armati fino ai denti, selezionavano cotone, frumento e cereali. Bastava un nulla perché una guardia mettesse un prigioniero sott’occhio e l’aldilà gli era assicurato. Non si sa perché tutto questo accadde, ma accadde. Questa volta non furono sufficienti a Huddie le sue qualità di musicista per scampare a quella crudeltà. Adesso gli serviva davvero un miracolo per salvare la pelle e, come per uno scherzo del destino, questo arrivò vestito da uomo bianco. John A. Lomax, un etnomusicologo, e suo figlio Alan erano due bianchi giunti nel profondo Sud per conto della Library Of Congress alla ricerca di interpreti di ballate folk tradizionali da registrare, perché fino ad allora quel patrimonio era stato tramandato solo per via orale. Si resero presto conto, girando il Mississippi, che le varie prigioni erano una fucina zeppa di musicisti, di talenti. La maggior parte di loro era accusata di vagabondaggio, ubriachezza, rissa. Le autorità americane molto prima del nazismo avevano creato i lager. Capita la situazione, i Lomax decisero di chiedere il consenso alle autorità per potervi accedere e fare le registrazioni sul campo. Permesso che, con i buoni uffici che avevano, gli fu accordato. Giunsero al penitenziario di Angola che per il caldo barcollavano. Una volta entrati videro che inferno era quel posto. Montarono le enormi apparecchiature e dopo diverse audizioni avviarono le registrazioni. Poi qualcuno indicò loro un musicista che conosceva centinaia di canzoni folk. Incuriositi chiesero di incontrarlo per poterlo ascoltare. Quando Huddie inizio a cantare rimasero impressionati da quella voce possente e fiera che suonava con grande maestria la chitarra ma anche il pianoforte, l’accordion, l’armonica, il mandolino e passava con estrema naturalezza dal ragtime ai balli popolari, dal blues del delta, al boogie-woogie. Possedeva una tale conoscenza della musica che considerarlo l’enciclopedia sonora del suo Popolo non era azzardato. Fiutato l’affare, iniziarono a registrarlo e in pochi giorni incisero ben 135 brani. Nel frattempo conobbero anche la sua storia personale e di quel perdono ottenuto grazie ad una canzone. Dopo circa un anno da quelle sessions chiesero loro stessi al governatore della LouisianaO.K. Allen, un nuova grazia. “Pancia di Piombo” usci dal penitenziario e si incamminò nella polvere dei campi di canna da zucchero. Passò vicino ad un rovo di more e ne colse una ancora acerba. Era a pezzi, la testa gli pesava come un macigno, voleva distendersi ma non sapeva dove andare, non aveva nulla se non la musica e la fedele dodici corde. Camminò su quel sentiero e si guardò intorno dove scorse una quercia solitaria. Si diresse verso quel grande albero e si adagiò sull’erba. Fu all’ombra di quei rami che fece la più lunga e ristoratrice delle dormite. Nel Bayou alla sera il cielo era trasparente e le anatre sguazzavano. Nei giorni successivi Huddie si recò dai Lomax per ringraziarli. Gli dissero che lo avevano assunto come autista e musicista occasionale, visto che quella era una delle condizioni che il governatore aveva posto per fargli ottenere la grazia. Lo invitarono a seguirli a New York. Sotto il cielo della Louisiana quella, per “Pancia di Piombo”, fu una notte felice. New York era un cantiere aperto… una cosa pazzesca agli occhi di quell’uomo venuto dai campi di cotone. Scrutava con meraviglia quell’immensa città in costruzione che viveva giorni di grande fermento dopo la grave crisi economica. Nuove masse operaie si accalcavano spinte dalla richiesta di mano d’opera. Si iniziarono a costruire i primi grattacieli, mentre nelle radio passava lo swing delle orchestre di Benny Goodman e Glen Miller e l’industria cinematografica fioriva. In un quartiere chiamato Greenwich Village – conosciuto anche come la zona degli artisti – si affittavano loft a basso prezzo e nei club, oltre al Jazz, si iniziava timidamente a suonare il folk. Nel cuore di Huddie si riaccendono quei sogni di gloria mai assopiti del tutto. Per nulla intimorito da quanto gli accade intorno porta la sua musica in giro per New York e coglie l’apprezzamento di quei musicisti folk simpatizzanti della nuova sinistra. Diventa amico e partner musicale dell’uomo delle Ballate delle Tempeste di PolvereWoody Guthrie… ma anche di Pete SeegerCisco Houston e del duo Sonny Terry & Brownie McGhee. Con loro si esibisce sostenendo le battaglie politiche del sindacato e diventa voce del proletariato, degli emarginati, degli ultimi, dei dimenticati… di quelli come lui di cui il blues è da sempre portavoce. Ed è per loro che scrive canzoni come Bourgeois Blues e Scottsboro Boys… ma qualcuno di quei “professorini della musica” – oggi li chiameremmo radical chic – cresciuti nelle comodità con tre pasti al giorno e tanti privilegi, infastidito da questo suo attivismo, lo accusa, come gli è capitato spesso nella vita, di tradire lo spirito originale della sua musica, di vendersi al mercato. Huddie si sarebbe meritato un trattamento migliore che quelle critiche ingenerose e gratuite, a volte infamanti, visto che non si arricchì e neanche il successo gli arrise… se questo fosse arrivato, se lo sarebbe meritato tutto. Huddie invece, visse sempre di stenti e neanche i Lomax furono cosi generosi con lui nella paga per il lavoro d’autista… da uomo tutto di un pezzo, tosto e duro come una quercia, prosegui dritto sul suo binario, come quel vecchio amico treno. Incise un disco strepitoso, un capolavoro assoluto, in un salotto di New York. Last Session è il testamento di una vita dedicata alla musica blues e per la musica blues. Poi la sua vita dissennata cominciò a minare il suo possente fisico. Huddie stette poco bene e fu ricoverato in ospedale dove gli venne diagnosticata una malattia terribile, il “morbo di Lou Gehrig”, una forma di sclerosi muscolare. Nel frattempo qualcuno cominciò a impossessarsi delle sue perle. Good Night Irene venne portata al successo dai Weawers, un gruppo folk guidato da Pete Seeger… ma “Pancia di Piombo” non ebbe mai modo di saperlo. Verrà riscoperto nel tempo, le sue canzoni saranno reinterpretate da innumerevoli artisti con passione e dedizione e gli saranno tributati onori e medaglie. A noi restano, oltre alla sua intramontabile musica, le parole semplici e toccanti che Bob Dylan (il più grande cantautore di tutti i tempi che non ha mai negato la profonda influenza regalagli da Huddie) scrisse rivolgendosi al suo mentore Woody Guthrie: Ehi Woody Guthrie ma io so che tu sai tutte le cose che canto e molte altre di più. Ti canto questa canzone ma non posso cantare abbastanza perché non sono molti gli uomini che hanno fatto quello che hai fatto tu, e la dedico a Cisco e a Sonny e anche a Lead Belly e a tutti gli uomini buoni che hanno viaggiato con te. La dedico al cuore e alle mani degli uomini che vengono con la polvere e se ne vanno col vento”.

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