Depeche Mode: “Going Backwards” (2017) – di Warden

Al Bar dell’Aldilà si vede spesso Charles Darwin, seduto a un tavolo con altri grandi pensatori a sorseggiare birra (chi ha detto che nell’Aldilà non dev’esserci la birra?) e commenta le notizie di TG-MondodeiVivi scuotendo la testa con un amaro sorriso. C’è enorme ironia nell’immaginarsi che Darwin si trovi in un Aldilà, lui stesso è rimasto di sasso al momento del risveglio dopo l’oscurità della morte, ma non immaginatevi il Paradiso e chissà quale eterna beatitudine, quello è un costrutto da creazionisti. Questo è solo un parcheggio infinitamente vasto in cui alle anime è concesso ciò che in vita non hanno mai potuto fare: letteralmente cazzeggiare, rilassarsi, vivere senza l’ansia di dover sopraffare qualcun altro per raggiungere i propri obiettivi. Chiaramente c’è un filtro, un Giudice all’ingresso che si preoccupa di leggere il curriculum delle anime e fare a brandelli i peggiori, quelli che non meritano l’eterna pace, insomma non troverete Hitler a prendere un caffè con Stalin mentre chiacchierano di campi di sterminio. Le attività non mancano naturalmente, e nemmeno gli spunti di discussione per ingannare il tempo (immaginate Stephen Hawking che incontra Albert Einstein per esempio), anche se per noi che siamo ancora vivi è tutto inconcepibile, da quelle parti emozioni e sentimenti funzionano diversamente. Ebbene, Charles Darwin come tutti gli altri segue il TG-MondodeiVivi, perché dopotutto su quell’Inferno di carbonio e minerali che la gente chiama Terra hanno trascorso la vita terrena e, malgrado l’ignobile modo in cui parecchi di loro sono stati trattati, vi si erano in fondo affezionati (alcuni mica tanto, chiedete a Giordano Bruno).
Ma, neanche a dirlo, le notizie che arrivano dal TG non sono mai felici. Non passa un singolo giorno senza disastri, sofferenze, devastazione. L’umanità non è capace di imparare dagli errori, proprio non ce la fa. Charles Darwin scambia un’occhiata con il compagno di tavolo, Galileo Galilei. Le notizie sono spaventose e, se fossero ancora in grado di provare emozioni negative, si sentirebbero travolti dall’angoscia. Razzismo, violenza indiscriminata ovunque, soprusi, intolleranza, nessuno che si preoccupi decentemente di far rispettare l’ambiente, un mondo ormai al collasso economico e sociale e, per non farsi mancare niente, anche ambientale. Gli innumerevoli avvertimenti non sono serviti. L’Orologio dell’Apocalisse è ad appena cento secondi dalla fine e non bastano i pochi coraggiosi che cercano di salvare tutti, perché la massa è idiota e miope – non che sia una novità, Charles ricorda bene cos’ha dovuto sopportare ai tempi in cui era in quell’Inferno, anche se a lui è andata meglio che ad altri – al punto da vanificare completamente il poco che si può fare in un battito di ciglia. Il mondo dovrà finire perché anche i più ciechi si rendano conto di tutto, l’Apocalisse sarà la giusta punizione per chi non è capace di guardare negli occhi i fatti e ascoltare la voce della Terra.
Visto che roba?” fa Charles amareggiato, e getta uno sguardo a Galileo. “Tu secoli fa hai rischiato la vita per un’intuizione, io ho affrontato schiere di scimmie urlatrici bigotte per portare il progresso con le mie teorie, e per cosa? Si stanno distruggendo con le loro stesse mani. Se ritornasse Gesù Cristo sulla terra qualcuno ne approfitterebbe per vendere magliette con la sua faccia.Galileo scuote la testa, non sa come rispondere perché una risposta non c’è. Poi gli viene in mente una cosa. “Su Radio-MondodeiVivi hanno trasmesso un brano di una band inglese che mi sembrava interessante”. Cinico come sempre, Charles scuote la testa: “Qualcuno sta di nuovo provando a smuovere le coscienze. Milionesima volta? Miliardesima? Mi dispiace per loro, è solo tempo perso con ‘sto ammasso di letame che è l’umanità.” “Peccato” dice Galileo. “La canzone è carina però”.

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