Demetrio Stratos: la voce come strumento musicale – di Patrizia Orlando

Nella mia città, musicalmente parlando, almeno per un ventennio non successe nulla. Quando dico nulla è ancora poco. Chiudevano i cinematografi, il nostro unico e importante teatro era in fase di restauro e così rimase per molti anni a venire. Quei pochi concerti a cui potevi assistere erano ai festival dell’Unità, decisamente noiosi, almeno per me o per chi come me non ha mai amato tessere di partito, bandiere simbolo, quel cantautorato politicamente impegnato i cui testi mi apparivano slogan triti e ritriti. Mancava il rock, il blues, chitarre elettriche, armoniche, fiati, bassi che mantenevano il ritmo, batterie incazzate,  tastiere eleganti e voci che sottolineassero il tutto e raccontassero storie vere, di vita, di passione così come quelle che sentivi alla radio, voci che arrivavano da lontano. Poi avvenne il miracolo. Una sera non tanto diversa dal solito, decido comunque di andare a uno di questi concerti. Domando, “Chi suona stasera?”
Mi rispondono… “gli Area”. Rimango perplessa. Gli Area… anche loro gruppo che proponeva testi politici, impegno sociale che non veniva trascurato ma anche un contesto musicale senza confini. Che fare, ci vado? Si ci vado.

Serata spettacolare, mai avrei pensato di provare quello che ho provato a contatto ravvicinato con quei suoni, etichettati come fusion e rock progressivo, una musica totale dalle influenze molteplici, un contesto musicale senza confini. Per me un viaggio intorno al mondo; in alcuni passaggi incomprensibile, in altri vicino alle mie corde, in altri insopportabili… il tutto a formare una bella storia.

La ciliegina sulla torta, Lui… Demetrio Stratos.
Uomo affascinante con un bagaglio musicale enorme; dalla musica religiosa bizantina ascoltata da bambino – vista la fede cristiano-ortodossa della sua famiglia di origine greca – alla musica araba tradizionale – e a quella dei canti dei pastori afgani… rincorsa per studiarla nei suoi viaggi – fino ad arrivare diciottenne al soul, al blues, al rhythm and blues… fino al beat. 
Dopo aver militato in diversi gruppi, di cui i più famosi sono stati i Ribelli e appunto gli Area, si dedicò esclusivamente alla ricerca vocale fino a quando, colpito da una grave forma di anemia aplastica, ci lasciò quel 13 giugno 1979, un giorno prima del grande concerto organizzato a Milano per raccogliere fondi destinati a garantirgli la costosa degenza nell’ospedale di New York, dove si era rivolto per le cure e in attesa di trapianto del midollo osseo. Si aggravò e morì per collasso cardiocircolatorio. Ricordo quel concerto, la tristezza e nello stesso tempo la rabbia di chi era lì a suonare con lui. Rabbia per l’impotenza di fronte al destino che in questi casi decide e annienta. Voglio tornare a quella sera in cui a quella ragazzina inizialmente diffidente, poi incredula e man mano sempre più convinta, venne scombinata la vita. Quando la voce diventa strumento.
Mai sentita una voce umana arrivare a tanto, toccare tonalità infinite, dialogare con le note e i fraseggi più impensati… grandioso.

Rimasi tutta la sera seduta a pochi passi da quella voce con gli occhi sgranati e senza fiato, in attesa di quanto sarebbe successo strofa dopo strofa, trascurando la base musicale che in quel momento sembrava quasi inutile, riduttiva di fronte a quei suoni provenienti solo da una voce… che erano comunque melodia.
I brani si susseguirono con Demetrio che raccontava, ci spronava, ci ammaliava… “Gioia e Rivoluzione”, Luglio, agosto, settembre (nero)”, “Giro giro tondo”, “Arbeit  Macht Frei”, “Consapevolezza”… e così via fino a “La Mela di Odessa”… fantastica. Il concerto purtroppo finì. Sbattei gli occhi ipnotizzata da tutto quello che avevo sentito e ascoltato, non mi parve vero d’essere stata catapultata in quello strabiliante calderone sonoro.
Adesso, ripensandoci dopo tanti anni, mi verrebbe questa idea un po’ balzana di collegare Demetrio Stratos a Jimi Hendrix. Volendoli associare, darei questa definizione: Stratos sta alla potenzialità della voce come Hendrix sta all’assoluto musicale. Due anime alla ricerca della bellezza. Uno sperimentando le proprie potenzialità vocali, l’altro esprimendo la propria anima con il suono della sua chitarra.
Certo è che questi due grandi musicisti hanno lasciato un segno indelebile nella mia anima musicale, ognuno per motivi e sensazioni diverse ma pur sempre un grande segno. Quella sera d’estate fu magica e ringrazio il mio istinto per avermi portato in quel parco. Così è stato e così sarà… Una voce che diventò e resterà strumento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

demetrio-nuovo1

3 pensieri riguardo “Demetrio Stratos: la voce come strumento musicale – di Patrizia Orlando

  • Aprile 12, 2015 in 12:56 pm
    Permalink

    non riesco a ricordare il numero esatto di concerti degli Area che vidi in quei formidabili anni…
    credo che restino in assoluto il gruppo italiano più importante nella storia del rock. Al di la della sacra triade (PFM, Banco, Orme), il loro apporto musicale è ancora oggi di grande ispirazione per molti.
    Demetrio è stato importante per il gruppo, ma del resto anche gli altri membri lo erano. Diciamo che lui riusciva ad essere uno strumentista al pari degli altri.
    La sua lezione, i suoi studi, attendono ancora oggi un degno erede, ma francamente credo che una figura di tale livello sia difficilmente raggiungibile. Il paragone con Jimi è, in questo caso, perfettamente centrato. Avrebbe meritato maggior fortuna, ma la vita ha deciso diversamente. Restano i dischi, la sua voce, la sua musica….
    Un patrimonio inalienabile

    Risposta
  • Aprile 12, 2015 in 6:16 pm
    Permalink

    Grazie Magar, condivido pienamente il tuo commento!

    Risposta
  • Giugno 11, 2015 in 11:38 am
    Permalink

    non so quanti della mia età ascoltino quasi giornalmente questa musica, voce, non ne sono mai sazio, .. ieri sera suonano alla porta, è mio fratello: che gioia entrare e sentire “Consapevolezza”…
    ONORE AL MERITO, testi quanto mai attuali

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.