Debbie Harry e la piaga del pipparolismo – di Andreas Finottis

Una vita può essere bella o brutta, intensa o monotona, ad attimi e sprazzi è tutto o è niente, è tremenda o è gioiosa. Magari hai le carte giuste da giocare che ti passano per le mani, poi spariscono, poi ritornano o non capitano più. Cogli i momenti al volo o ti volano via ma, in ogni caso, il tuo sarà un rapporto con gli altri, col tuo prossimo; con cui ti confronti, vivi in sintonia, cresci; guardandolo negli occhi capisci come comportarti. In quello stare in equilibrio mentre ti rapporti con gli altri si sviluppa la tua personalità, la tua esperienza, il tuo saper comportarti, scorre la tua esistenza, conosci e magari ti innamori, stai bene o puoi venirne deluso… finisce, stai male, ti lecchi le ferite e riparti fiducioso in nuove avventure, che formano il tuo percorso di vita. Tutto ciò però sparisce se sei affetto da pipparolismo. Vivi chiuso in te stesso, rimbambito dai tuoi sogni, dai desideri che guardano a un ideale erotico sfuggente e irraggiungibile… e si deforma la mente che applica il medesimo sistema in ogni altro campo, immergendoti in un immaginario universo dove ogni fantasia è possibile e realizzabile. Così, mentre il tuo cervello sta realizzando sogni come veri, il tuo corpo si sfoga con l’amica manovella in una realtà falsata: perciò, sempre più amareggiato e deluso nel tuo subconscio dalla realtà, ti ritrai ancor più nell’universo fantastico che ti sei creato, dentro un trip permanente, sembrerai sotto effetto LSD perennemente… invece è il pipparolismo che ti ha ridotto così, spappolandoti la mente. La massima musa ispiratrice della gioventù pipparola del mio periodo è stata Debbie Harry, cantante dei Blondie. Nel 1979 la Musa, furba come una volpe, in un periodo tra punk e disco uscì con Heart Of Glass, che è un brano da discoteca ma, avendo il suo gruppo una nomea punk, veniva considerato pure un pezzo punk, anche se lo sentiva pure un sordo che non era punk… ma Debbie era troppo figa e giusta in quel periodo: inoltre, la canzone era il massimo per spippettarsi al meglio perciò, il pipparolo doc del periodo, non poteva chiedere di più dalla vita e ne decretò il successo. Io preferivo Rifle Range dei Blondie e come icona punk mi pareva più devastantemente punk Wendy O. Williams ma, proprio per questo suo estremismo comportamentale e musicale, era troppo selvaggia e improponibile per i grossi media, mentre Debbie era più accettabile. Debbie aveva posato per Playboy mentre Wendy aveva lanciato palline da golf con la vagina in un film porno. Debie cantava negli show in tv, Wendy venne arrestata e picchiata dalla polizia per comportamenti ritenuti osceni durante un suo concerto. Il pipparolista medio preferisce donne rassicuranti… infatti i Blondie di Debbie schizzarono in testa alle classifiche mondiali; mentre i Plasmatics di Wendy non ebbero mai molto successo commerciale. Dopo decenni da quel periodo ho letto articoli di giornalisti delusi per aver intervistato Debbie e averla trovata diversa da quel che si aspettavano: a loro dire Debbie deludeva perché dimostrava molti più anni della loro musa ispiratrice… ed ecco dimostrata la mia teoria: il pipparolismo spappola il cervello perché, obbiettivamente, è un ragionamento da dementi aspettarsi che una sia uguale a venti, trenta o quarant’anni prima e rimanere perciò delusi se non è più quella… ma le menti forgiate a suon di seghe non ragionano bene.

Illustrazioni: Stefano Minelli © tutti i diritti riservati 
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