Dead Man Winter: “Furnace” (2017) – di Claudio Trezzani

Quando sei parte di una band ormai famosa e riconosciuta nel proprio ambito musicale e, nel contempo, sei in un periodo particolare nel quale partorisci idee, testi e musica differenti dal genere per il quale sei celebre, probabilmente la soluzione più ovvia e naturale è dare vita ad un side-project. Ecco questo è quello che è successo a Dave Simonett, leader e cantante dei Trampled By Turtles, band che fa del bluegrass-country il proprio marchio di fabbrica. In questo suo progetto parallelo, Dead Man Winter, Simonett modifica completamente il suo “mood” artistico, spinto al cambiamento anche da un periodo personale piuttosto complicato a livello familiare e ci regala così un album di suono Americana, con testi molto intensi e blues, nel senso stretto del termine. Le dieci canzoni che compongono la scaletta non brillano per originalità ma di certo hanno un livello qualitativo molto alto, sia in termini lirici che musicali. Divorzio, problemi familiari, figli trascurati e case che vanno in fiamme per scarsa armonia, sono gli argomenti molto autobiografici dei testi, a partire dall’opener This House is On Fire, una canzone acustica molto intensa, in cui spicca la splendida voce di Simonett, e strutturata su un andamento lento che mai avrebbe potuto comparire in un disco dei TBT. Le liriche dei brani affrontano, dunque, argomenti tutt’altro che leggeri; eppure, a dispetto dell’introspezione testuale, musicalmente ci sono anche episodi più “easy-listening”, in cui le melodie si fanno solari e dolci, come in The Same Town oppure in Am I Breaking Down. Il rock legato alle radici delle tracce contenute in “Furnace”, sembra trarre ispirazione da certe cose già ascoltate in passato ma l’interpretazione di un genere noto è comunque sempre molto personale e mai si accontenta di suonare come un copia-incolla. Il carisma di Dave Simonett, sia sotto il profilo compositivo che esecutivo, è sempre in primo piano, merito anche del contributo di una Band talentuosa e capace di assecondare al meglio l’ispirazione del leader. Di certo, dopo i celebrati dischi coi Turtles, l’artista, si è ritagliato, con questo progetto parallelo, un personale e originale spazio creativo nell’ormai ampio orizzonte americano di band emergenti che fondono tradizione folk country con un rock di matrice moderna. Un disco che possiamo definire “catartico” per il suo creatore che con qualità e sapienza compositiva, ha dato sfogo a una crisi personale in maniera decisamente positiva, a riprova che spesso la musica è una delle migliori medicine per lenire i propri tormenti interiori. Buon ascolto.

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