“De Gregori Off The Record 2019” al Teatro Garbatella – di Michele Faliani

Era il 26 Luglio del 1979, avevo 11 anni. Erano mesi che ascoltavo l’album di Lucio Dalla del 1978, quello che contiene L’anno che verrà e Milano, per intenderci. Esattamente a metà del lato B del disco c’è Cosa sarà, che era diventata la mia preferita soprattutto per la voce di quell’amico di Dalla, tale Francesco De Gregori, che trovavo unica ed estremamente affascinante, soprattutto per quel su strano modo di cantare, quasi parlato (“Cosa sarà che ci fa comprare tutto anche se è di niente che hai bisogno” è la frase chiave per cogliere meglio quello che voglio dire). Quel 26 Luglio convinsi mia madre ad accompagnarmi allo stadio “Armando Picchi” di Livorno per assistere a una delle date del tour “Banana Republic”, anche se proprio la mattina successiva avremmo dovuto alzarci presto per partire per le vacanze estive in Olanda e Belgio… e quel 26 Luglio, durante quel concerto che (ma all’epoca non lo sapevamo ancora) sarebbe diventato leggendario, nacque il mio profondo amore per le parole e la musica di Francesco De Gregori. Che, prendetemi per pazzo, da quella sera avrei visto in concerto altre 82 volte: in solo, con la band, con Fiorella Mannoia, con Lucio Dalla nel tour “Work in progress”, con Pino Daniele, Ron e ancora con Mannoia, a teatro e nei palasport, nei piccoli club e negli showcase promozionali. Potete immaginare la mia reazione quando “Ciccio” ha annunciato la ormai famosa serie di concerti nel piccolo Teatro della Garbatella: una serie di show intimi, semi acustici, dedicati alle canzoni meno note del repertorio e ospiti prestigiosi. Poltronissime acquistate per la data del 9 marzo e conto alla rovescia iniziato già a fine novembre. I concerti alla Garbatella, poi, per quanto riguarda la scelta dei brani, non è che abbiano riservato chissà quale sorpresa: ogni tanto ha fatto capolino Cardiologia, ogni tanto Anche per te di Battisti, talvolta Il cuoco di Salò e In onda, ma nessun ripescaggio di brani minori (se si può usare l’aggettivo ‘minore’ per le canzoni di De Gregori) come speravo (Bene, Mimì sarà, Ipercarmela o Celebrazione, tanto per citarne qualcuna). Anche la serata a cui ho avuto la fortuna di partecipare ha seguito questo canovaccio, con la sola Banana Republic a fare capolino fra le canzoni inaspettate. Però, è bene chiarirlo subito, il concerto è stato splendido, uno dei migliori fra tutti gli 83 che mi hanno visto fra il pubblico. Il teatro è un gioiellino, l’acustica è perfetta e l’atmosfera creata dai soli 220 spettatori è l’ideale per rendere Francesco De Gregori felice, tranquillo e scherzoso. Proprio la dimensione ideale. Niente batteria, sullo stesso canovaccio del tour della scorsa estate, con il capobanda Guido Guglielminetti agli arrangiamenti e al basso, Paolo Giovenchi alle chitarre, Alessandro Valle alla pedal steel e alla lap steel e Carlo Gaudiello al pianoforte. A rendere ancora più memorabile la serata è stata la presenza di Stefano Bollani, ospite in due canzoni (Come il giorno, traduzione di I shall be released di Bob Dylan e Guarda che non sono io), così come nelle altre sere è stato ospite qualche altro amico di Francesco: Renato Zero, Ligabue, Emma, il fratello Luigi Grechi, Elisa, Marco GialliniTricarico, Luca Barbarossa e Antonello Venditti. Il tutto però, purtroppo per i collezionisti e i completisti compulsivi come il sottoscritto, non è stato registrato. D’altronde questa serie di concerti si chiamava “Off the record”, e “Ciccio” è uno che mette sempre la coerenza prima di tutto. Mi basterà aver assistito ad uno dei 20 concerti alla Garbatella ed averlo visto rilassato, divertito, sereno e perfettamente a suo agio come non mai, sentirlo dire ridendo “Lo vedete che sono anche simpatico, non solo un rompicoglioni come si dice in giro… ditelo ai vostri amici!” e, soprattutto, sentirlo cantare divinamente… ora prepariamoci per il tour estivo con l’orchestra, anche se i tempi sarebbero maturi per un nuovo album di inediti…. Capito Francé?

Foto e articolo di Michele Faliani © tutti i diritti riservati
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