Davide Peron: “Inattesi” (2018) – di Marco Valerio Sciarra

Cosa si può augurare ad un bambino appena nato in questo periodo storico in cui sembrano prevalere la paura indotta e costante, nessuna possibilità di programmare il futuro, la sistematica svalorizzazione dell’essenza umana al cospetto di un sistema che si regge solo ed esclusivamente sull’economia e sui valori finanziari? In cui ogni individuo è inserito come un numero, perennemente negativo, che appesantisce le dinamiche sociali? In cui ogni persona ha sempre una minore identità e come conseguenza porta ad un narcisismo elevato all’ennesima potenza, alla comunicazione esagerata, esasperata, iperveloce che non comunica più niente? In un mondo impazzito, sclerotizzato, quello che si può augurare ad una creatura appena nata è di trovare gli spazi adeguati per giocare, imparare sbagliando, per comprendere le dinamiche del bene e del male; per sognare e inseguire i propri sogni… perché da lì comincia la vita. Non è un augurio qualsiasi… è l’augurio di Davide Peron, il cantautore veneto che da alcuni mesi è diventato padre. Ci racconta tutto nel suo ultimo album “Inattesi”, perché anche quando si è consapevoli dell’attesa, comunque poi, gli sviluppi, i risultati, i prodotti, non si rivelano mai come ce li si aspettava; sono portatori di sorpresa e stupore, anche quando rientrano nel ciclo naturale della Vita. Così come “Inattesi” erano, prima del loro arrivo, questi sette brani che si discostano dalla sua produzione precedente (siamo al quinto album). In una riuscitissima miscela di folk autoriale sottolineato dallo slide, queste liriche sembrano dettate da un’ispirazione pura che si vuole fare racconto dell’esperienza della nascita e dell’attesa… perché quando nasce un bambino si nasce anche come genitori. Si avverte, infatti, fin dal primo brano, Abbiamo Pensato A Giocare, l’amore immenso di un genitore, appunto, che spera tutto il bene per la propria creatura. Con la stessa sensibilità parla del periodo della gravidanza della madre che richiede la stessa cura della nascita come si può apprezzare in L’Attesa Vuol Cura o Prima Di. O inventa cantilene per insegnare o anche per addormentare come in Filastrocca e Fiore De Campo (in cui presta la voce la compagna di Davide, l’attrice Eleonora Fontana… la voce della madre). Oppure ancora non nasconde la paura e del coraggio di affrontarla come nel brano Il Fiore Che Ho Davanti, e sa godersi gli attimi di quiete e visione profonda in Un Silenzio… Nella sequenza proposta da Davide Peron non sono rari i momenti di poesia, anzi… tutti i brani sono pervasi da questa delicata vena poetica che non scade nella retorica… perché tocca ai genitori riconoscere la bellezza, inginocchiarsi davanti a un fiore e guidarlo senza forzarlo nella crescita.

Davide Peron: “Inattesi” (New Model Label/Udu Records 2018)
Tracklist: 1. Abbiamo Pensato A Giocare / 2. L’Attesa Vuol Cura / 3. Filastrocca /
4. Fiore De Campo / 5. Il Fiore Che Ho Davanti / 6. Prima Di / 7. Un Silenzio.

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