David Place: “Pandora’s Box” (2020) – di Maurizio Celloni

La vivace provincia italiana spesso sorprende per la capacità di proiettarsi oltre al confine del proprio piccolo borgo e di instaurare relazioni con mondi lontani ma che parlano, in fondo, lo stesso linguaggio; provano emozioni simili perché i sentimenti non subiscono mutazioni, alle diverse latitudini. La vocazione alla ricerca dell’arte musicale è il tratto distintivo della Trulletto Records, una vivace etichetta pugliese, precisamente di Castellana Grotte, in terra barese. Sebastiano Lillo, 35 anni, chitarrista con predilezione per lo stile slide e manager, assieme ad un piccolo gruppo di collaboratori altrettanto appassionati, Paolo Palmieri, FrancescoPizzettoGuadalupi e Gaia Fumaroli, ha intrapreso l’avventura di aprire nel 2019 uno studio di registrazione e un’etichetta discografica con la vocazione alla valorizzazione della musica acustica, con particolare attenzione al blues, al roots e al cantautorato country. Tra le produzioni, tutte di buon livello, segnaliamo il nuovo lavoro di David Place, pubblicato in formato digitale il 21 dicembre 2020, dal significativo titolo di “Pandora’s Box, frutto di una collaborazione tra A.MA Edizioni, con sede a Bari, e Trulletto Records, con il sostegno della “Programmazione Puglia Sounds Producers 2020/2021” e “Regione Puglia FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – investiamo nel vostro futuro”, finalizzato alla promozione di artisti, produttori, etichette discografiche del territorio, attivi anche con l’utilizzo dei nuovi mezzi di diffusione in streaming e digitali.
Place
è un giovane cantautore e chitarrista australiano, nato nel 1979 a Melbourne. Trasferitosi a Londra nel 2002, inizia una intensa attività artistica, proponendo le sue composizioni nei numerosi locali che animano la vita notturna della capitale britannica, ma anche agli incroci delle affollate vie londinesi, nella migliore tradizione dei Buskers. Nel corso del 2009 si trasferisce in terra pugliese, innamorato di clima, genti, cibo, luce e aromi. “Pandora’s Box
 è il suo quarto album, composto nella primavera dello scorso anno, durante il periodo di quarantena dovuta alla pandemia. La musica ed i testi delle 12 tracce raccontano le molteplici sfumature dello stato d’animo del musicista, costretto come tutti a privarsi della libertà fisica di movimento e relazione, ma stimolato a ripercorrere i ricordi ed a sperare in un futuro nel quale ritrovare le gioie dei contatti, della scoperta di luoghi dell’anima, di nuovi percorsi esistenziali, della gioia di vivere. Certezze non ce ne sono, ed infatti non mancano nei testi ironia, sarcasmo ed un pizzico di cinismo realista, il tutto condito dalle sfumature blues che contraddistinguono la sua musica, assieme al forte tessuto folk con accenni reggae, persino pop, nel suo autentico significato “popolare“.

Le atmosfere rarefatte, la narrazione consapevole dei limiti dell’animo umano ma anche della possibilità di trascendere dalle strette mura di casa sono presenti in questo bel lavoro, il cui intimismo, solo apparente perché accomunato al sentire collettivo del momento drammatico, viene trasformato dalla musicalità ampia e ariosa di alcuni brani. Place dimostra una notevole sensibilità di scrittura e di interpretazione degna della migliore tradizione cantautorale. L’ascolto si fa via via più attento nel dipanarsi delle tracce, rapisce ed alimenta la fantasia con arrangiamenti che comprendono strumenti a fiato, violino e tastiere, abilmente amalgamati alla voce calda dell’autore. Il terreno fertile del country e del blues fanno da cornice ideale al messaggio dell’autore, sottolineano un percorso intimo e profondo fatto di esperienze ed incontri tra Europa ed Australia, in acceso contrasto con la vita sospesa dall’attuale periodo di pandemia. A volte si fa trascinare da arie scanzonate, che danno il senso del relativismo dell’essere umano, da sempre in bilico tra la gioia di vivere e la consapevolezza del limite della vita stessa. Insomma, un “Vaso di Pandora” dove si ritrovano i mali del mondo, ma anche la speranza che lo rende un luogo degno di essere vissuto, amato, dove vale la pena di lottare per affermare la dignità dell’umanità.
Il disco è un gran bel lavoro di cesello tra lo sconforto derivante dalla quarantena e la speranza di uscirne, forse un po’ migliori. Ascoltarlo fa bene al cuore e all’umore. “Pandora’s Box“, molto curato, vede la partecipazione, oltre all’autore David Place alla voce e chitarra, di ottimi musicisti: Umberto Calentini al contrabbasso, Gabriele Cavallo al piano, organo, Fender rhodes, Teodoro Carriero alla batteria e percussioni, Maria Grigoryeva al violino, Matt Giella alla tromba, Sebastiano Lillo alle chitarre e Carletto Petrosillo all’armonica a bocca.
La produzione di questo album di Place è disponibile nelle piattaforme streaming e nei digital stores ma i collezionisti non sono dimenticati dalla Trulletto Records. Infatti, per questa produzione, come per le altre interessanti uscite, si prevede la possibilità di avere il supporto fisico, la copertina con le note e le foto, il CD (speriamo anche il vinile) da preservare e pulire, che sono l’essenza dell’oggetto di culto, da ammirare, toccare e accudire con tutte le attenzioni. Certo, i costi della distribuzione sono elevati e impegnativi per una giovane etichetta discografica indipendente, che sceglie di registrare musica di artisti non conosciuti dal grande pubblico fruitore solo di musica di consumo. Penso tuttavia che il coraggio e le ambizioni di questi giovani ed entusiasti collaboratori, arrangiatori e fonici possano portare stabilmente la label pugliese nelle vetrine e negli scaffali dei negozi di dischi e ad impreziosire le collezioni degli amanti della buona e sincera musica.

1: American Boy; 2: Black; 3: Holy; 4: Luckiest Man;
5: Going Around The Bend; 6: One Rainy Day In Memphis;
7: Routine Blues; 8: Friday Valentine; 9: Where She Goes;
10: Time; 11: Sea Of Love; 12: Voodoo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

https://www.trullettorecords.com/
https://amarecordsamaedizioni.bandcamp.com/album/pandoras-box

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