David Lowery: “The Old Man & The Gun” (2018) – di Isabella Dilavello

Molto gentile. Una brava persona, così educata, così felice. Un simpatico vecchietto con buone maniere. E felice. Ecco, sembra la descrizione di un uomo qualunque, d’altri tempi, come non ce ne sono più e pure felice, sì, che è cosa rara. Forse stupisce che questa sia la descrizione che ne fanno le sue vittime: è un ladro, un rapinatore di banche, un centinaio di rapine con la pistola in mano, ma senza sparare un colpo. Un centinaio di rapine andate lisce come l’olio. Quella raccontata dal regista David Lowery è una storia vera: Forrest Tucker, 77 anni e 16 evasioni, all’inizio degli anni 80 del 900, è forse l’ultimo rapinatore gentiluomo della storia dei rapinatori di banche americane e, come tutte le storie vere, ha dentro altre storie e pieghe che fanno ombra. Come tutte le storie vere, si incastra con la vita degli altri. Con la vita dei suoi compari di rapina (uno che a 68 anni comincia a pensare al futuro e uno che è stanco fino al punto di tradire e tradirsi), con quella del poliziotto che a 40 anni sente mancare qualcosa al suo lavoro, forse la passione (“fai quello che vuoi, ma assicurati che ti piaccia davvero perché poi non puoi cambiarlo” dice al figlio, a noi, a se stesso), con quella di una vedova che si sente finalmente libera di vivere come le piace.
Forrest, di certo c’è un modo più semplice per un uomo nella sua posizione, di guadagnarsi da vivere.
“Fratello, Non parlo di guadagnarmi da vivere. Parlo di vivere e basta.
Questo dialogo tra l’avvocato e il ladro per scelta, riassume in un soffio tutto quello che c’è nel film e nella testa di Forrest Tucker. È lui il ladro. Ed è lui Robert Redford, l’uomo che sorrideva alle banche. Robert Redford si muove con calma serafica in questa pellicola disegnata apposta per lui, per omaggiarlo, ringraziarlo, farcelo vedere ancora in quel sorriso ironico e in quello sguardo limpido che paiono immutabili, nonostante i suoi 82 anni. Il corpo e le rughe tradiscono il tempo trascorso, ma l’icona resta tale. È, probabilmente, uno degli attori che con più coerenza, stile e passione ha attraversato il cielo di Hollywood, abitando la commedia come il dramma senza tradire se stesso… e così lo vediamo giovane avvocato accanto a Jane Fonda in “A piedi nudi nel parco” (1967), come lo vediamo fuorilegge accanto a Paul Newman in “Butch Cassidy” (1969) e ne “La Stangata” (1974), e come ancora un distillatore di dubbi in “I tre giorni del condor” (1974) e in “Tutti gli uomini del presidente” (1976)Con la faccia da bravo ragazzo americano, bello e scanzonato, Redford ha dimostrato che si può prendere posizione, che essere un artista è anche affare politico, poiché totalmente invischiato nell’umanità: non a caso, il fondatore del Sundance Institute (istituto cinematografico che, senza fondi pubblici e appoggi, sovvenziona le nuove promesse del cinema) e ideatore di uno dei maggiori festival di cinema indipendente, il Sundance Festival appunto. Redford è impegnato in battaglie per la difesa ambientale e per i diritti dei nativi americani e non tace mai le sue critiche ai governanti non solo del suo paese. Accanto a Robert Redford, in questa commedia romantica e crepuscolare che è “The Old Man & the gun” (titolo che ci porta dritti dritti in braccio a Hemingway), troviamo un cast di attori meravigliosi e indimenticabili: una luminosa e libera Sissy Spacek, un torbido e irrinunciabilmente ironico Tom Waits, un Danny Glover che si spoglia dal ruolo del poliziotto per incarnare qui il bandito, un cameo di Keit Carradine e un (giovanissimo rispetto agli altri) Casey Affleck, con uno stare di fronte alla macchina da presa e uno sguardo capaci di raccogliere il testimone di Robert Redford. Sì, perché “The Old Man & the gun” , è il film con il quale il grande attore de “Il Cavaliere Elettrico” (1979) annuncia la chiusura della sua carriera, lasciandoci ancora innamorati di lui, di Robert Redford, mentre ci riporta alla mente atmosfere di una storia cinematografica importante e significativa, e ci ricorda che non si è vecchi quando si invecchia, ma quando non ci appassiona più niente e non si insegue la felicità come eterni sognatori.
JewelNon sei mai dove dovresti essere, vero?”
Forrest: “Se lo sei, sei morto”.

“The Old Man & The Gun”  (Stati Uniti 2018).
Regia : David Lowery. Con: Robert Redford, Sissy Spacek,
Casey AffleckDanny Glover, Tom Waits, Keit Carradine.

“The Old Man & The Gun” (Original Motion Picture Soundtrack): Daniel Hart
Nel film sono presenti anche alcune canzoni non originali di vari artisti, come
Blues Run the Game di Jackson C. Frank, Lola dei The Kinks,
Maggie and Mandy di Curtis Heath, Call 583-0212 di Dierdre Tinker & Andrew Tinker.

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