Da Nessuno ai Malavoglia… un paese leggendario – di Cinzia Pagliara

Polifemo, se Nessuno non gli avesse accecato l’unico terrificante occhio, sarebbe stato fiero di sé e dei suoi lanci arrabbiati che colpirono il mare con rocce laviche gigantesche creando i Faraglioni – i Ciclopi, per l’appunto – che ancora si ergono, senza far paura a nessuno – questo nome li perseguita – davanti a un piccolo, coloratissimo paese di pescatori: Acitrezza.
Nessuno-Ulisse (Odisseo nella Letteratura classica) invece deve averla compresa, la bellezza di quei nuovi guardiani del mare, incantatori come lo sguardo delle Sirene, soprattutto nelle sere di luna, quando le loro ombre giocano con i riflessi delle onde, ornandosi del bianco della schiuma e delle piccole scaglie d’argento che dal cielo scendono a infrangere la superficie. Nessuno-Ulisse rimase a guardarli estasiato… ma era troppo presuntuosamente eroe, non sufficientemente poeta. E andò via, senza dar loro un nome. Così furono chiamati Ciclopi, come gli antichi ed eterni abitanti dell’Isola.

ulyssesSi ergono proprio davanti a un piccolo porto colorato e indaffarato (con lunghe pause sicule per un caffè, una chiacchiera, un pensiero incantato)… cantieri di barche con nomi di donna, legni colorati, profumi di alghe, di vernici e di sale che si mischiano, parole dialettali che sembrano uscite da una storia verghiana.
Il paese dei Malavoglia ha ancora ritmi lenti, quasi fuori dal tempo… in inverno, quando il chiasso fastidioso dei turisti sparisce e il paese ritrova il suo volto più vero. La Casa del Nespolo è ancora lì, e i pescatori che rammendano le reti, intrecciate come le rughe sulla loro pelle ispessita dal tempo, dal sole e dal vento sul mare, sono tutti Padron ‘Ntoni. Chissà quante barche avranno avuto il nome Provvidenza.
Questo porto ha conosciuto Vitaliano Brancati – adorava le granite di mandorla, come ci racconta in “Gli Anni Perduti” – e Luchino Visconti… perché la terra qui trema davvero. Le stradine interne – una maledizione per chi guida… assolutamente (meravigliosamente) non accessibili ai Suv – sono fatte per camminare tenendosi per mano raccontandosi, oltre che per accogliere tra lanci di fiori  la statua di San Giovanni  il 29 giugno, prima dei fuochi d’artificio che illuminano il mare.
Acitrezza è un paese sinestetico da assaporare con tutti i sensi. Da sentire addosso, da assaggiare, da ascoltare nei silenzi sul molo, da inspirare a pieni polmoni, da catturare con gli occhi nelle sfumature diverse a ogni stagione.

Un paese fatto per la poesia… e Nessuno lo sa.
Così come nessuno sa cos’è Poesia

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Illustrazione: Georges Pichard © Tutti i diritti riservati

2 pensieri riguardo “Da Nessuno ai Malavoglia… un paese leggendario – di Cinzia Pagliara

  • aprile 10, 2015 in 4:37 pm
    Permalink

    E’ un bel modo per descrivere un luogo quello che io chiamo “ritrovare il genius loci”dai miei mai dimenticati trascorsi universitari cui risale la scoperta del mai riletto abbastanza testo di Norberg-Schulz.
    Mi piace questa sua Acitrezza , forse perchè mi sono nutrita di letteratura , cordialmente Rosalia Gentile

    Risposta
  • aprile 10, 2015 in 8:43 pm
    Permalink

    Un luogo amato dalla letteratura. che scorre tra le sue strade come sangue nelle vene.
    Magia e poesia che si uniscono
    Un Pezzo scritto con il cuore…

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *