Cyndi Lauper: “Detour” (2016) – di Claudio Trezzani

Scelta quantomai azzeccata quella della title-track per l’ultimo album in studio della quasi 63enne
Cyndi Lauper; il suo “Detour” è una vera e propria “deviazione” da tutto quello che conoscevamo di lei.

Il lavoro in questione è composto da 12 canzoni, cover di classici country che più classico non si può.
La voce di Cyndi ha subito una evidente maturazione dagli anni del pop da classifica e riesce a tenere testa anche alle versioni originali di brani di artisti come Wanda Jackson e Patsy Cline.
Forse i passaggi meno riusciti sono le ballate “sofferte” che non paiono essere proprio nelle corde della cantante ex-ragazza terribile e, nelle canzoni come The End of The World, la sua interpretazione sembra un po’ “finta” e tirata per i capelli. Gli episodi migliori del lavoro invece, sono in assoluto le collaborazioni con artisti del calibro di Emmylou Harris (stupenda la title-track in coppia con lei) di Willie Nelson, con il quale canta un delicato country venato di swing… Night Life e, soprattutto, le tre collaborazioni che partoriscono i tre pezzi che da soli valgono l’ascolto di questo insolito lavoro: quella con Vince Gill in You’re the Reason Our Kids Are Ugly: un classico country di Loretta Lynn che i due “trasfigurano” in un divertente pop-rock-country nel quale sembrano talmente affiatati che uno li crederebbe lavorare assieme da anni;
quella con Jewel in I Want To Be a Cowboy’s Sweetheart, un veloce country che sconfina quasi nel dixieland, certo non un capolavoro ma una canzone divertente coinvolgente che mette allegria e voglia di ballare in quadriglia; e, infine, con la grandissima Allison Krauss, in Hard Candy Christmas, un pezzo di Dolly Parton che le due interpretano alla grande, facendone stupenda chiusura di un disco sicuramente da ascoltare senza preconcetti, rispetto ad un’artista che ha saputo negli anni non sedersi sugli allori ma reinventarsi, non sempre in generi a lei consoni (vedi “Memphis Blues” del 2010) ma con coraggio e sincerità. 
Chiudo citando la canzone secondo me migliore di tutto il disco: la cover di I Fall To Pieces, brano di Patsy Cline; Cyndi non la stravolge e non ne cambia l’arrangiamento, ma ci regala una intensa interpretazione di una grande canzone country old-style.
Non sarà certamente un disco per tutti: il country, si sa, divide… soprattutto da questo lato dell’Oceano, ma è un disco vero, suonato alla grande e con tanti pezzi che sarebbe un peccato non ascoltare… zeppo com’è di artisti che definire leggende sarebbe dir poco. Possiamo affermare con certezza che Cyndi Lauper non ha smesso nemmeno a 63 anni di gridare al mondo che “le ragazze vogliono solo divertirsi”
a lei riesce ancora con stile e con una voce che ha ancora molto da dire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

1. “Funnel Of Love”
2. “Detour” (Featuring Emmylou Harris)
3. “Misty Blue”
4. “Walkin’ After Midnight”
5. “Heartaches By The Number”
6. “The End Of The World”
7. “Night Life” (Featuring Willie Nelson)
8. “Begging To You”
9. “You’re The Reason Our Kids Are Ugly” (Featuring Vince Gill)
10. “I Fall To Pieces”
11. “I Want To Be A Cowboy’s Sweetheart” (Featuring Jewel)
12. “Hard Candy Christmas” (Featuring Alison Krauss)

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