“Cry for love” – di Andreas Finottis

Ogni tanto trovo qualcuna della mia età, di quelle che andavano a letto con le galline e se le baciavi il giorno dopo ti presentavano ai loro genitori come fidanzato, iniziando a fare progetti per il matrimonio… ma quello che mi dava più fastidio era che criticavano chi, come me, faceva una vita che non seguiva le tradizioni e gli insegnamenti dei genitori. Qualche volta è capitato che se ci sedevamo su una panchina vicina alla loro si allontanavano con un’espressione da puzza sotto il naso, perché avevamo i capelli lunghi o con tagli strani, i vestiti eccentrici o alcuni di noi avevano i tatuaggi. Parlavano male alle nostre spalle, facendo girare discorsi assurdi. Ora molte di loro sono divorziate, tatuate, col piercing al naso, vogliono apparire trasgressive… ma il ricordo di quanto erano cretine è più forte in me dell’immagine che vedo, che poi dietro so che c’è la testa vuota di prima. Lo percepisco da come dietro l’apparenza trasgressiva si  comportano con chi è diverso adesso, può essere il nero di pelle o il portatore di handicap, quando entra nel bar fighetto che frequentano. Vedo gli stessi sguardi e le stesse espressioni facciali di quando erano giovani, e con quelle ridicole pettinature cotonate anni 80 si allontanavano dalle panchine dei diversi di allora. Io ho un grave problema, ricordo e sono rancoroso, ricordo che si era isolati socialmente, si trombava poco e tanti si piantavano degli aghi in vena… che ci crediate o meno, soprattutto per quello. Perché la storia della delusione delle grandi utopie sfogata con la droga in quel periodo non reggeva più, ammesso che abbia mai retto; ritengo fosse solo una scusa paracula anche prima. Sono morti in gran parte questi di cui sto dicendo, ma alcuni si sono salvati proprio grazie a una donna che li amava, più che con le comunità o i sert. Sarò troppo rancoroso ma ritengo che siano morti anche per quel clima creato dalla stupidità di quelle persone conformiste che adesso vogliono apparire trasgressive e moderne, per cui mi stanno sul cazzo ora come allora, magari anche di più. Poiché rispetto di più una persona che va in chiesa anche adesso e che non segue le tendenze, almeno ha una sua idea (a mio parere stupida) ed è coerente. Quelli che dicono che chi non cambia mai idea è un imbecille li ho sempre ritenuti degli imbecilli loro, veri imbecilli che usano questa paraculata per giustificare i loro voltafaccia di comodo, per opportunismo o per seguire le tendenze sociali. Un giorno ho trovato una mia agenda di quando avevo 16/17 anni: mi sono stupito leggendola di come la pensassi più o meno come adesso, e mi sono piaciuto. Perciò le seghe mentali per autogiustificarsi davanti alla propria stronzaggine non le sopporto, mi sono preso tutti i calci in faccia che riserva la vita a chi va avanti per la sua strada, anche contro quello che sarebbe consigliabile fare. Quando dicono che in fondo siamo tutti delle merde magari è vero, magari sono una merda pure io, ma almeno lo sarò a modo mio, e le merde umane opportuniste me le appendo al cazzo, adesso come allora. In questo momento ascolto Cry For Love di Iggy Pop, trovo che c’entri con quanto detto finora e mi piace come lo dice, folle e ironico; prendere per il culo l’universo intero è sempre la strada che conduce alla salvezza, o perlomeno la più divertente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *