Cronaca di una notte di speranza – di Alga Fratini –

Mentre stiamo col fiato sospeso in attesa dei risultati definitivi delle elezioni elleniche, all’improvviso ci sembra d’essere tornati al ‘76. Allora la speranza di un governo di sinistra giunse fin sotto al Campidoglio e arrivarono spontaneamente migliaia e migliaia di romani in Piazza Venezia da tutti i quartieri della capitale. Tanti altri si diressero verso le Botteghe Oscure…
un fiume di gente festante e vociante, padri con i figli piccoli sulle spalle, donne, vecchi, ragazzi che si gettavano complici e increduli sguardi lucidi. Il popolo comunista sfilava via con pudore per lasciare a tutti la possibilità di un saluto a quel balcone da cui poi si sarebbe affacciato Berlinguer per ringraziare. Negli sguardi la domanda taciuta batteva forte in petto: ma allora è vero… Si può!
Ahi quanto si è creduto a un mondo migliore. Quel Popolo oggi, forse piangerebbe tacendo.
Era la gente che aveva fatto la guerra, la Resistenza, che aveva lottato tutta la vita per offrire alle generazioni successive, con la fatica quotidiana e la fede in petto, nuove possibilità, una vita più felice, lo studio, il lavoro. La speranza che l’impegno venisse ripagato e che si potesse cambiare col voto… come si fa in democrazia. Invece nei piani alti s’accordarono e quel popolo fu tradito.

grecia fratini giusta

Decennio dopo decennio, anno dopo anno, giorno dopo giorno, chi si è mosso nel “mondo di mezzo” di testaccina memoria, ha  messo le mani – sporche… molto sporche – in tutti i traffici, gli illeciti, i patti scellerati, le nefandezze, i crimini, i reati… dai più lievi ai più turpi, senza ritegno alcuno. Ci hanno fatto credere che eravamo pronti per essere il vanto d’Europa, ci hanno illusi con un benessere effimero e fittizio, legandoci con pesanti catene e insopportabili gioghi a un carro sgangherato fatto di sacrifici e regole che sempre più disumanizzano.
Il vero cocchio d’oro vola da un’altra parte, lontano dalla massa che arranca e tira.
I padroni del vapore stanno in alto come Apollo sul Parnaso, così distanti e mitici da non avere volto… da non poterne quasi pronunciare il nome.

Nuove divinità del mondo moderno che giocano con gli esseri umani come in un risiko infernale.
Mentre scriviamo Syriza raggiunge il 36% dei suffragi… il boato di felicità dei Greci arriva fino a noi e nessuno riflette sul fatto che quasi il 40% del popolo greco non ha votato.
Un dato è certo: la Grecia ha gridato il suo NO chiaro e forte a questa politica della fame per quasi tutti e contro il privilegio di pochi. Ci chiediamo: ma allora si può?
Si può decidere liberamente? Scegliere che cosa si desidera per la propria patria, per il proprio governo, senza essere traditi da chi dovrebbe fare il bene comune invece del proprio interesse?
Si può sperare allora che sia possibile tornare ad essere padroni della propria esistenza, senza doversi sottomettere alla farsesca commedia di governi e presidenti mai votati, alla tragica imposizione di tagli e tagli soltanto da una parte per riempire “le tasche già gonfie di chi aveva rubato”, come direbbe il grande Faber?
E’ possibile usare il nostro oro sepolto nelle casse della Banca d’Italia senza doversi sottomettere al dominio straniero? Si può scegliere di non spendere soldi in armamenti ma soltanto per creare i servizi che servono alla comunità? Si può ancora immaginare un mondo in cui si possa vivere senza  l’obbligo dell’omologazione dei prodotti e tornare a mangiare i nostri pomodori, la nostra frutta, a versare sui piatti il nostro olio?
In queste ore la Grecia ci sta restituendo la speranza che ci hanno strappata. Cambiare si può.
Possiamo anche immaginare che cosa succederà dopo il voto in Grecia e in Europa.
I Padroni del vapore si stanno riunendo per decidere le drastiche misure da adottare ma s’avverte distintamente la paura del potere.
Tutto questo potrebbe essere l’inizio di una nuova Primavera del Mediterraneo.

Illustrazione: el cordobès © Tutti i diritti riservati

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