CRISPR/Cas9: “la forbice di Dio” – di Maurizio Garatti

Etica e scienza, un connubio che spesso crea dibattiti di difficile interpretazione, nei quali è complesso entrare con cognizione di causa, e nei quali è facile perdersi in giudizi affrettati e spesso non corretti. La scienza medica da sempre cerca di dare risposta ai mille quesiti di carattere sanitario che tutti noi le poniamo: è evidente che dietro queste risposte non ci sia solo il filantropico bisogno di fare del bene al prossimo. L’industria Farmaceutica e tutto ciò che ad essa è collegato è una bestia dalle mille bocche che si nutre di denaro e ne chiede in continuazione ma, al di là di questa ovvia considerazione resta il fatto che miliardi di persone beneficiano di tutto questo. Si può tranquillamente affermare che quando si tratta della salute degli esseri umani, il fine giustifica i mezzi. Sempre. Sempre? Qui sta il punto. L’etica suggerisce più che ordinare, metodologie oltre le quali non sarebbe lecito spingersi, e l’uso del condizionale è quanto mai appropriato. Credo che ciascuno di noi abbia fatto i conti, direttamente o no, con la violenza del male fisico e di patologie spesso difficili da affrontare, e in questi casi il medico a cui ci si rivolge è colui a cui si chiede di fare tutto ciò che è possibile per guarire o limitare i danni. È questo il punto di non ritorno, quello che ci condiziona e ci obbliga a mettere da parte il senso etico dell’esistenza stessa per scendere a compromessi. In fondo cos’è l’etica? Sono regole che abbiamo provato a darci? Se serve modificarle, distorcerle un po’ per il bene nostro, allora è cosa fattibile. Ecco. Il dado è tratto. Quando in gioco non ci sono le sofferenze del genere umano in generale, quando siamo chiamati a risponderne in prima persona, siamo più accondiscendenti. Diventiamo malleabili. È di poche ore fa la notizia di due diversi esperimenti per studiare l’insonnia condotti dell’Istituto di neuroscienze dell’Accademia cinese delle scienze a Shanghai, mediante i quali i ricercatori hanno modificato il codice genetico in cellule prelevate da macachi sani in modo da silenziare il gene responsabile dell’equilibrio tra sonno e veglia. Poi, una volta ottenuti gruppi di cellule malate, queste sono state utilizzate per dare alla luce cinque piccole scimmie identiche, tutte portatrici del difetto. Dal punto di vista medico con questo modus operandi è possibile studiare attentamente una seria patologia che sempre più spesso è presente in molti individui, e che causa disturbi di varia natura: la depressione e l’ansia sicuramente ma, sopratutto, forme anche importanti di obesità e diabete. Con tutti i problemi medici che queste patologie si portano appresso. Il discorso è abbastanza semplice: se ci troviamo di fronte ad una malattia che ancora non siamo in grado di curare, inoculiamo il virus in cavie da laboratorio, studiamo i sintomi e cerchiamo la cura. Per fare tutto ciò esiste un solo metodo: utilizzare cavie destinate a essere infettate, soppresse e poi sezionate per gli appositi studi. È così che si procede per arrivare a risultati che alla fine curano, guariscono il genere umano, facendogli salire un altro piccolo scalino della linea evolutiva. Non sempre però, A volte non basta. Ci sono patologie intrinseche, che non puoi semplicemente inoculare in una cavia. È necessario che le cavie abbiano gli stessi sintomi, che presentino la stessa sindrome. Ecco la clonazione, ecco il bene supremo. Lo strumento che ci sostituisce a Dio e ci mette in grado di migliorare la nostra vita. Fino ad ora non era possibile indurre nelle cavie questo tipo di patologie, ma con la tecnica del taglia e cuci genetico i ricercatori hanno “silenziato” uno dei fattori che regolano il ritmo biologico, circadiano, chiamato Bmal1, facendo nascere scimmie che hanno gli stessi sintomi degli uomini… e su di loro si può concentrare la ricerca e avviare procedure atte a trovare cure per malattie come il diabete mellito, malattie neurovegetative e il cancro, sopratutto grazie al fatto che le cavie sono biologicamente molto vicine a noi. Forse troppo vicine ma… La tecnologia legata all’utilizzo della CRISPR/Cas9, sigla che indica letteralmente l’impiego della proteina Cas9, usata come una sorta di forbice molecolare in grado di tagliare un DNA bersaglio, che può essere programmata per effettuare specifiche modifiche al genoma di una cellula (sia questa animale, umana o vegetale), ha reso possibile tutto questo e, francamente, dal punto di vista medico, è difficile non utilizzarla. E l’etica? Sacrificata sull’altare di una causa più nobile… e così sia. Fino al prossimo ostacolo, fino alla prossima sfida in grado di avvicinaci a quel Dio nel nome del quale continuiamo a uccidere nostri simili. Il progresso scentifico si basa sull’evoluzione degli strumenti diagnostici, ma anche sulla naturale evoluzione del punto di vista dell’essere umano. L’avvento della procedura CRISPR/Cas9 ha reso possibile il trattamento di una serie di patologie a base genetica per le quali prima non era neppure lontanamente possibile concepire un approccio terapeutico. Da macachi con disturbi del sonno sono state prelevate cellule del tessuto connettivo, poi inserite in cinque diverse cellule uovo precedentemente prelevate da un donatore e private del loro DNA originale. Queste cellule hanno fatto nascere cinque macachi perfettamente identici tra loro, tutti portatori del disturbo dell’insonnia. Questo il lato scientifico più evidente. Quello meno pubblicizzato è fatto di molti tentativi falliti, con cloni imperfetti e non utilizzabili. Stiamo parlando di esseri viventi ovviamente, non di pure figure scientifiche. Organismi viventi complessi, dotati di un DNA estremamente complesso, entro il quale esistono geni molto specifici (i geni sono porzioni di genoma localizzate in precise posizioni all’interno della sequenza di DNA), che sono stati selezionati dall’evoluzione in miliardi di anni. Se in tutto questo c’è una verità assoluta, questa è sicuramente legata al fatto che la vita vince sempre. La vita prova, crea nuove strade, cerca soluzioni, anche a costo di cocenti fallimenti. È quello che fa l’essere umano, anche sbagliando, ma sempre cercando di migliorare la propria esistenza. Perché alla fine arriverà il momento in cui noi saremo gli artefici del nostro futuro, della nostra evoluzione. I correttori per l’editing genomico, inclusa la molecola ad alta precisione evoCas9, sono i nuovi strumenti che abbiamo a disposizione. Possiamo non utilizzarli?.

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