Creedence Clearwater Revival: alla ricerca di un’identità (1959-1967) – di Maurizio Galli

Immaginate un piccolo comune (El Cerrito) nello Stato della California e più precisamente “dall’altro lato” della baia di San Francisco. Immaginate ora di trovarvi alla fine degli anni 50, per l’esattezza nel 1958. Qui ha inizio la nostra storia che ha come protagonisti tre ragazzi come tanti: Stuart “Stu” Cook, Doug “Cosmo” Clifford e John Cameron Fogerty. Tre ragazzi il cui luogo di ritrovo è uno come tanti: la Portola Junior High School. Tre ragazzi che con le loro graziose giacche bianche e cravatte continental suonano nella neonata band The Blue Velvets. Come spesso accade il trio passerà gran parte del suo primo periodo a esercitarsi nel garage dei Fogerty, mettendo a punto un repertorio musicale composto da brani strumentali, “juke box standard” e talune volte ad accompagnare il fratello maggiore di John Tom Fogerty (1941) nei concerti live o in registrazioni di demo fintanto che nel 1960 si unirà anche lui alla band. Precedentemente Tom lo troviamo impegnato a suonare nei Playboys e negli Spider Webb & The Insects che si sciolsero quasi subito. A partire dal 1961 la band pubblicherà a nome Tommy Fogerty & the Blue Velvets tre 45 giri per l’etichetta indipendente Orchestra Records di San Francisco, con risultati a dire il vero non troppo incoraggianti. Nell’autunno del 1961 pubblicarono Come on Baby Oh My Love (catalogo OA-6177) a firma Tom Fogerty, sul finire dello stesso anno Have You Ever Been Lonely / Bonita (catalogo OA-611010). Il primo a firma John e il secondo da entrambi i fratelli (questo secondo singolo fu’ inserito nella Oakland KEWB top 40 playlist dal disc jockey Casey Kasem). Infine, nel 1962, pubblicarono Yes You Did / Now You’re Not Mine (catalogo OA-6252 201) con il primo lato a firma Tom mentre il secondo John Fogerty. Il passaggio invece all’etichetta discografica Fantasy Records avvenne per pura casualità, grazie al canale educational della TV. In quel periodo, infatti, la televisione mandò in onda un documentario che raccontava, tra l’altro, la realizzazione del singolo Cast Your Fate to the Wind (1962) del pianista Vince Guaraldi. Da lì ad attraversare la baia per recarsi presso gli uffici di San Francisco dell’etichetta discografica il passo fu’ veramente breve e così i The Blue Velvets firmano nel 1964 un contratto con l’etichetta jazz indipendente fondata, nel 1949, da Max e Sol Weiss. In quell’occasione Max Weiss suggerì alla band di cambiare il loro nome in The Visions e in seguito senza consultarli lo cambiò, in quanto a suo dire più adatto visto il momento anglofilo, in Golliwogs Il nome Golliwogs era anche un chiaro riferimento al personaggio della letteratura per l’infanzia dall’aspetto di una bambola-menestrello dal volto nero. A questo punto della storia: cambio di nome e cambio di ruoli interno alla band, Stu Cook passò dal piano al basso e Tom Fogerty dalla voce solista alla chitarra ritmica lasciando il ruolo di cantante principale al fratello John. I Golliwogs pubblicarono con la Fantasy Records sette singoli, senza che nessuno di questi raggiungesse mai il successo nazionale, ad eccezione di Brown-Eyed Girl (registrata nell’agosto 1965) che raggiunse la decima posizione nel Billboard’s Regional Breakout chart di Miami vendendo oltre 10.000 copie. Per i crediti di composizione dei primi singoli i fratelli Fogerty adottarono gli pseudonimi Rann Wild e Toby Green. Il singolo Porterville è quello che potremmo definire lo spartiacque tra “il prima” e “il dopo”, venne registrato nell’ottobre 1967 e pubblicato a novembre dello stesso anno a firma John Fogerty con lo pseudonimo di T. Spicebush Swallowtail. In quel periodo la band intensificò il proprio programma di live attraverso la California centrale e iniziò ad allontanarsi dalle tipiche sonorità da British Invasion cercandone altre che andassero a caratterizzare il loro sound. Ricordiamo tra l’altro che è proprio in quel periodo storico che nella Bay Area iniziano ad emergere i primi vagiti tipici del Psychedelic sound. Nel dicembre di quello stesso anno i Golliwog cambiarono il loro nome in quello che rimarrà il marchio indelebile della band: Creedence Clearwater Revival (CCR). Ricordate il brano Porterville? Bene, fu ristampato il mese successivo come primo singolo della neonata band. E’ possibile ascoltare i brani dei The Blue Velvets e Golliwogs all’interno delle due compilation: “Pre-Creedence”, prodotto nel 1975 dalla Fantasy Records che raccoglie i brani pubblicati come singoli dalla stessa Fantasy e dalla Scorpio e “Fight Fire (The Complete Recordings 1964-1967)”, uscita nel 2017 per la Craft Recordings, che include tutte le registrazioni della band pubblicate dalla Fantasy e dalla Scorpio più rarità e b-sides. Il box: “Creedence Clearwater Revival: Box Set”, pubblicato a Ottobre 2001 dalla Fantasy Records e composto di sei dischi, comprende anche il materiale registrato a nome The Blue Velvets (eccetto i brani Yes You Did e Now You’re Not Mine) e The Golliwogs.

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Un pensiero riguardo “Creedence Clearwater Revival: alla ricerca di un’identità (1959-1967) – di Maurizio Galli

  • gennaio 11, 2018 in 2:37 pm
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    Ma che bravo che sei, Maurizio.

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