Cranchi: “L’Impresa Della Salamandra” (2018) – Marco Valerio Sciarra

Le nuvole ridono di te, misero mortale, mentre contempli la bellezza e l’imponenza dello scorrere infinito del fiume. Gli umori delle acque, simili a quelle delle divinità, evocano mitologie che alimentano leggende. Eridano, forse sei il Po o forse no. Un grande fiume che nel suo mutare attraverso le stagioni sfida l’eternità. Impetuoso e pauroso ma anche placido e generoso portatore di vita reale. I pescatori regolari e i pescatori di frodo, gli animali e la vegetazione che, nelle acque ora torbide ora limpide, inventavano altre esistenze. Ascolti la musica del fluire e fai viaggiare la fantasia. Così un fiume può unire città che non tocca, neanche sfiora, perché dall’altra parte del mondo. Ti porta a Ushuaia, così vicina al Polo Sud, che nel suo ghiaccio e nella sua musica protegge le storie d’amore, e poi ti riporta a casa, a Mantova, che ami come una madre, ti lega a Virgilio, come del resto questo ampio letto d’acqua che ti accoglie. Oltre che geograficamente, ti fa planare da un periodo storico ad un altro, e ti racconta storie di figli abbandonati e impazziti in Russia, come Aldo, il figlio di Palmiro Togliatti; e poi di uomini che hanno affrontato il deserto di Atacama perdendo la vita per i preziosi minerali, o di alpini che partono per la guerra. Quel fiume però può ingrossarsi, esondare… e il suo tracimare, può portare distruzione e anche morte. Non è solo vita, no. Come successe per un altro fiume, l’Adige, che alla fine dell’Ottocento provocò un’inondazione dei campi e la totale perdita dei raccolti, tanto da costringere centinaia di migliaia di veneti, prima alla rivolta contadina e poi a partire come clandestini, a imbarcarsi su navi di fortuna per le Americhe. Una crisi che si protrasse per un lungo periodo, anche oltre la prima guerra mondiale e fino al secondo conflitto a seguire, in situazioni di corto circuito globale. Proprio come succede oggi in altri posti del mondo. Pensieri intimi, storici e filologici, o di impegno civile, che scorrono come fiumi in piena e la musica del fluire ininterrotto si trasforma in canto, negli otto brani dell’ultimo lavoro di Massimiliano Cranchi, “L’Impresa Della Salamandra”. Con la consueta e storica collaborazione di Marco Degli Esposti, studia arrangiamenti che fanno parte integrante del più classico cantautorato, con l’arpeggio elegante alla chitarra e la voce in perfetta intonazione che però incontra, nel corso dei vari brani, elementi che appartengono alla tradizione Folk o altri, con distorsioni elettriche che li rendono più attuali, fino al Rock. Ogni brano un arrangiamento, ogni brano una storia, da ascoltare e riascoltare, per trovare intimamente il proprio filo conduttore e comprendere finalmente il segreto della salamandra. Per resistere immutati attraverso i secoli e le tentazioni. Attraverso i tormenti che ci bruciano.  

Massimiliano Cranchi: voce, chitarra acustica, classica e pianoforte.
Marco Degli Esposti: chitarra elettrica, acustica, classica, fisarmonica.
Simone Castaldelli: basso elettrico. Luca Zerbinati: pianoforte e tastiere.
Fausto Negrelli: Batteria. Alessandro Gelli: Violino. Andrea Del Vescovo: tromba.
Nicola Govoni: contrabbasso. Silvia Belluco: voce in La Boje.
Tracklist: 1. Atacama. 2. Ushuaia. 3. La boje. 4. Mantova. 6. Eridano.
7. Aldo. 8. Ta pum. 9. A te che aspetti il treno.

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