“Craj”: Storia di cantori, cavalieri e pizzicanti – di Benito Mascitti

Vasto, 15 settembre 2004Arena delle Grazie gremita per la performance di Teresa De Sio, Giovanni Lindo Ferretti, i Cantori di Carpino e tanti altri tarantolati. Grande spettacolo, fin dall’inizio, fin dalle prove, complesse per l’acustica in quadrifonia digitale e il tempo inclemente. Quattro palchi incrociati, l’uno di fronte all’altro dentro l’Arena: l’allestimento di una piazza da festa popolare, con albero della cuccagna illuminato. Il tutto ripreso da una troupe che confezionerà un film documentario. Tutto è pronto e il pubblico affluisce nella piazza e sugli spalti, circonda gli artisti e si fonde a loro. Come per magia lo spettacolo inizia e il pubblico segue il viaggio verso Sud dei protagonisti fino al Salento, per ricevere il “pizzico” della tarantola e liberare l’istinto della danza popolare. Lo spettacolo è idealmente organizzato come una grande festa di paese difficile da raccontare se non si vive in prima persona, col corpo e con l’anima. Quelli che lo hanno perso dovranno aspettare il film che chiude le riprese proprio qui a Vasto, nell’ultima tappa del tour. E’ un viaggio metaforico in cui il Cavalier Floridippo (un fiero e ieratico Ferretti in groppa al bianco Toledo) e il suo scudiero Bimbascione (l’ingenua scugnizza De Sio) conducono il pubblico durante le parti teatrali della performance. “Craj”, che in dialetto pugliese vuol dire domani, “è uno sguardo nel passato che è stato per vivere al meglio il futuro che non c’è ancora”, come recita il richiamo in locandina. E’ la forte determinazione di recuperare la tradizione dei cunti, dei racconti contadini, quella delle ninne nanne popolari e del ballo di piazza. E’ il ritorno alla terra, all’essenziale, alla purezza di un suono che non lascia scorie, rinnovato nel solco della tradizione. Il progetto è ideato e diretto da Teresa De Sio, scritto con la collaborazione di Giovanni Lindo Ferretti e realizzato, con la regia cinematografica di  Davide Marengo, grazie alla straordinaria partecipazione di artisti ottuagenari d’altri tempi come Uccio Aloisi e il suo gruppu, i Cantori di Carpino e Matteo Salvatore. e con il contributo di altrettanto validi giovani musicisti come Pino Zimba degli Officina Zoè, Erma Castriota, Giuseppe De Trizio e Puccia. Dopo la festa all’aperto la banda di “Craj” viene ospitata in taverna. Si rifocillano e continuano a lavorare: completano le riprese del film in interno nelle sale della struttura d’origine romana. Teresa De Sio si rilassa per un attimo e ci aiuta a capire meglio.
Sono stati necessari due anni di faticoso e incessante lavoro per mettere su un grande spettacolo come “Craj”. Com’è nato questo progetto?
È un progetto legato alla grande tradizione della musica popolare pugliese, la prima che ho imparato a conoscere e amare come la musica popolare napoletana, con la quale tanti anni fa ho iniziato la mia avventura tra le note. Mi è piaciuta l’idea di far suonare sul palco i grandi interpreti di questa tradizione che oggi hanno un’età compresa tra gli ottanta  e i novant’anni e che sono i cantori che rappresentano tutta la Puglia, dal Gargano al Tavoliere, al Salento. Mettere insieme tutti loro ha significato un lavoro lungo, ma da quando abbiamo iniziato a portare in giro “Craj”, termine che significa “domani”  un po’ in tutti i dialetti del Sud dell’Italia, il legame creatosi tra noi sul palco è diventato fortissimo”.
Interpreti eccezionali ma fuori dai circuiti che contano. Dicono che hai dovuto “scovarli” bussando alle porte delle loro case…
In parte è andata così. Questi musicisti non erano tanto da “scovare”, perché sono artisti che suonano, che hanno una storia, la quale, però, non era conosciuta in tutta Italia. Quindi mi piace l’idea di farli conoscere a chi non sapeva della loro esistenza. Certamente sono andata a trovarli nelle loro case, sono andata intanto a presentarmi, a spiegargli i dettagli di questa avventura nella quale li volevo coinvolgere. Però alla fine tutti sono stati felici di esserci”.
Tutto questo sta diventando anche un film…

“Sì, perché credo che sia molto importante fermare questo momento. Questi musicisti straordinari hanno tanti anni e ancora adesso sono pieni di vitalità, di forza, hanno tanta voglia di suonare e di farsi ascoltare, però ci piaceva anche l’idea di filmare tutto questo, costruire qualcosa di ulteriore al progetto musicale. Così è nata questa iniziativa cinematografica alla quale stiamo lavorando e che speriamo venga bene. Il film sarà pronto in primavera e porterà lo stesso nome dello spettacolo, di cui è la riproposizione cinematografica con in più una parte girata… la storia dei due personaggi di “Craj”.
L’associazione culturale Lighship, nel rendere possibile la tappa vastese del tour e la sua complessa logistica, conferma l’ormai decennale impegno, coerente e non banale della sua attività nel campo della cultura e dello spettacolo.           

da “Emozione dal loggione e altri racconti” di Benito Mascitti (Il Torcoliere Editore 2014)

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