Courtney Marie Andrews: “Honest Life” (2016) – di Magar

Talento assai precoce quello di Courtney Marie Andrews che ha iniziato a comporre canzoni alla tenera età di 13 anni e si è esibita in pubblico quando ne aveva appena compiuti 15. Ma il talento, si sa, è un dono che piove dal cielo, e se ti accorgi di averlo, prima inizi a sfruttarlo e meglio è; e quindi non dobbiamo stupirci più di tanto se oggi che Courtney ha 26 anni viene accostata, seppur con le dovute premesse, a un monumento come Joni Mitchell. In realtà il paragone è pertinente, visto che la ragazza dell’Arizona (è nata a Phoenix nel 1990) con Joni condivide la familiarità con un songwriting elegante e discreto, comunque in grado di graffiare quanto serve. La grazia con la quale propone le sue composizioni, unite a una voce che non ha nulla di costruito, costituisce un piacevole intermezzo nel variegato e petulante mondo del Country americano, spesso ridondande fino all’eccesso. Courtney Marie Andrews si colloca a metà strada tra la canzone d’autore più pura e quell’easy listening elegante e un po’ patinato che una gran parte del pubblico USA adora alla follia. Honest Life” è un disco onesto (concedetemi l’assioma) composto da dieci brani di ottima fattura, con qualche gioiellino nascosto che merita di vedere la luce, come la bella How Quicly Your Heart Mends che ha il grande pregio di far riaffiorare ricordi legati al primo splendido periodo di Emmylou Harris, senza tuttavia mancare di originalità; una bella melodia, un pianoforte ben dosato e la slide che racchiude un brano che potrebbe diventare un classico. Anche i quattro minuti della Title Track sono decisamente degni di nota, con Joni Mitchell che fa capolino qua e là tra le note. Ascoltando più volte il disco mi è tornato alla mente un vecchio Album di Eric Andersen, quello splendido “Blue River” nel quale proprio nel brano omonimo Eric duettava con Joni: melodia e voce, connubio vincente che affascina. Anche la seguente Table For Love, elegante e suadente mid tempo ritmato dalla chitarra acustica e impreziosito dal dobro suona davvero piacevole, invogliando l’ascoltatore a premere il tasto repeat prima di proseguire nell’ascolto. Un buon disco in definitiva che ha il pregio di mettere d’accordo l’ascoltatore più orientato verso la musica d’autore, e quello che ama farsi coinvolgere da melodie easy e delicate: sicuramente il migliore pubblicato da Courtney Marie Andrews che sta mantenendo tutte le promesse che ci aveva fatto.

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01. Rookie Dreaming (03:27) /02. Not the End (02:26) /03. Irene (03:46)
04. How Quickly Your Heart Mends (03:45) /05. Let the Good One Go (02:51)
06. Honest Life (04:14) /07. Table for One (03:59) /08. Put the Fire Out (03:39)
09. 15 Highway Lines (04:22) /10. Only in My Mind (04:10)

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