Come creare una Startup – di Andreas Finottis

“Nonno aiutami tu, voglio un giocattolo nuovo”  disse il bambino povero piangendo. Prese la manona di suo nonno sdraiato sul divano sotto il condizionatore al massimo ma, staccandosi, la manona gli restò nelle sue manine. Essendo suo nonno morto da diversi mesi lo tenevano nascosto in casa, perché non avevano i soldi per il funerale, e così potevano anche continuare a ritirare la sua pensione con una falsa delega. Il bambino smise di piangere e sorrise divertito, ritrovandosi in mano questo nuovo giocattolo. Corse subito a cercare una scatola nella discarica di rifiuti per fare come nella famiglia Addams… che avevano una mano dentro una scatola. Tornò a casa la mamma del bambino e vide che mancava la mano del vecchio, prese il cellulare e chiamò subito il marito: “Ciaknorris ha staccato un altro pezzo di mio padre, non ne posso più, l’altro ieri ha staccato gli occhi per farsi le biglie, ieri con la dentiera si è fatto le nacchere, oggi ha staccato la mano. Dobbiamo liberaci del cadavere, sta marcendo ormai, rischiamo di prendere delle malattie, e tu invece di aiutarmi stai tutto il giorno a giocarti i pochi soldi che abbiamo alle macchinette… sei un imbecille incapace” Dal telefono una voce rabbiosa tuonò: “Sentimi bene troia sfondata dal cervello di gallina: non azzardarti più a rompermi il cazzo mentre sono concentrato a calcolare i sistemi vincenti, pensa a buttare via meno soldi tu che devi andare col gippone pure al bar a cento metri da casa e da parrucchiera ed estetista tutte le settimane… tutte le settimane  vestiti nuovi… sono tutti soldi buttati. Tanto resti sempre una cessa con una faccia da merda, vaffanculo. Quando vengo a casa ci penso io a sistemare quella merda di vecchio putrefatto.”  E riattaccò di colpo. Lei si mise a piangere, quando le parlava in quel modo si sentiva morire dentro, in fondo che c’era di male se voleva fare un po’ di vita bella, come gli altri, anche se risparmiava su tutto per farlo. Saltavano di mangiare spesso ma era più importante di tutto non farsi vedere poveri. Si asciugò le lacrime e si mise a cucinare la verdura che aveva trovato nel cassonetto dietro al supermercato e accese la tv per distrarsi da quella malinconia. Vide dal monitor da 60 pollici al plasma un servizio del tg su chi faceva collezione di animali imbalsamati. Quando tornò il marito a casa bestemmiando incazzato, perché come al solito con i suoi metodi vincenti aveva perso tutti i soldi, cercò di calmarlo spiegandogli la brillante idea che le era venuta. “Max, possiamo imbalsamare mio padre dandogli l’aspetto di un animale strano e venderlo a qualche collezionista, così continuiamo a ritirare la pensione. Ci liberiamo del cadavere putrefatto e ci guadagniamo pure dei soldi”
Max disse: “Sei una genia Katiuscia!” Si mise a piangere e si inginocchiò ai suoi piedi, grande e grosso come un orso grigio, iniziò a baciarli chiedendole scusa per averle urlato quelle offese al telefono. A Katiuscia piacevano quei momenti, quando lo aveva ai suoi piedi, disposto a tutto per lei. Si sedette su una sedia della cucina, sfilò i piedi sudati dai sandali e glieli fece leccare a lungo e, mentre lui leccava, lei con una mano si masturbava. Suonò il campanello. Si ricomposero frettolosamente e Max andò ad aprire la porta. Era il solito postino con le solite ingiunzioni di pagamento che rompevano i coglioni quasi ogni giorno. Firmò e, mentre chiudeva la porta, vide che stava tornando a casa suo figlio Ciaknorris con una scatola. Tenne aperta la porta e chiese: “Cosa hai combinato oggi birbante?” Entusiasta mostrò al padre la scatola come quella della famiglia Addams che aveva costruito. “Mi sono fatto un nuovo gioco con un pezzo di nonno, papà!”Il padre si complimentò ma gli disse che dovevano aggiustare il nonno e che bisognava tirar fuori tutti i pezzi che aveva staccato dal cadavere. Dopo mangiato Max e suo figlio Ciaknorris andarono in soffitta in cerca di vecchi colletti in pelo dei giubbotti. Presero tutti quelli che trovarono e con la colla li attaccarono al nonno per farlo sembrare un orso o qualcosa del genere. Gli rimisero anche occhi, dentiera e mano che aveva preso il figlio. Ciaknorris sugli occhi aveva scritto col pennarello i nomi di due ciclisti famosi poiché aveva giocato a biglie di ciclisti con un suo amico: il pennarello era di quelli indelebili. Riuscirono a conciare il cadavere come una specie di animale. Sembrava uno yeti con scritto sugli occhi Quintana e Nibali
“Lo yeti ha gli occhi scuri, diamogli il nero fino a coprire le scritte.” disse Katiuscia. Colorarono gli occhi di nero, così sembrava uno yeti con le pupille dilatate che prendevano tutto l’occhio… una specie di yeti cocainomane morto. L’aspetto ora andava bene e bisognava imbalsamarlo. Max trovò alla sala slot uno che conosceva, un macellaio appassionato di caccia e di gioco pieno di debiti che arrotondava facendo qualsiasi cosa, anche illecita. Chiese a lui, spiegando la situazione e questo accettò immediatamente. Andarono a casa, caricarono il vecchio yetizzato… e il furgone della macelleria se lo portò via. Dopo alcuni giorni telefonò il macellaio che aveva finito il lavoro e riportò il cadavere imbalsamato a casa di Max. Era venuto benissimo, sembrava proprio uno yeti cocainomane. Misero l’annuncio su internet e già il giorno dopo avevano un’offerta da un giapponese. Offriva una bella cifra, ventimila euro… accettarono subito. Quando Max ebbe i soldi diede la sua parte al macellaio. Il resto lo investì nei suoi metodi di gioco vincenti. Restò senza soldi dopo poche settimane. Allora, insieme al macellaio, ebbe l’idea di mettersi d’accordo col becchino che aveva anche lui debiti e il vizio del gioco. Misero su un’attività nel retro della macelleria che si rivelò proficua: trasformavano i morti in yeti imbalsamati e li vendevano sul web; ma Katiuscia, quando venne a saperlo, andò al laboratorio dei misfatti e minacciò di scatenare il finimondo…essendo stata sua l’idea. Li ricattò con la minaccia di denunciarli. Quando si misero ad implorarla si fece leccare i piedi lungamente da tutti e tre quei pirla viziosi masochisti. Da allora prese lei il comando dell’attività. Così dopo alcuni anni nacque la Yeti Imbalsamati Spa, una delle società che tutti i guru della finanza consigliano come investimento. Alla guida ora c’è un giovane manager legato ai vecchi azionisti: Ciaknorris Brambilla.

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3 pensieri riguardo “Come creare una Startup – di Andreas Finottis

  • marzo 2, 2015 in 9:14 pm
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    Cioè… mi hai fatto fare un viaggione mentale bellissimo… grottesco al punto giusto! complimenti… poi qualche capitan ovvio mi spiega però il senso alla base!

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  • marzo 3, 2015 in 1:38 am
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    …………….Ho RI SO !!!

    🙂

    Molto bella anche l’illustrazione.

    Risposta

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