Cluster: “Cluster II” (1972) – di Francesca Spaccatini

Lo Zodiac Free Arts era un laboratorio di modeste dimensioni, situato nel retrobottega di un teatro nel quartiere di Kreuzberg (Berlino Ovest), una sorta di centro sperimentale guidato da due ricercatori di fama internazionale, Hans-Joachim Roedelius e Dieter Moebius. Nella loro lunga carriera avevano condotto numerosi esperimenti, con l’intento di catturare i suoni emessi dai corpi celesti rotanti per riprodurli fedelmente sulla Terra. La grande scoperta fu trasmessa da tutti i media a reti unificate, producendo effetti avversi per chi si trovò ad ascoltare quel “suono nuovo” prodotto da macchine synth. Le particelle sonore uscirono dalle fonti emittenti e come piccoli aracnidi si arrampicarono sui corpi degli ascoltatori fino a raggiungerne le orecchie, lasciandosi dietro lente strisce di sangue. Si spinsero nei cluster neuronali e attaccarono il sistema nervoso con fitte ragnatele. Per 44 minuti gli spettatori entrarono in trance, completamente pietrificati. Le pupille, coperte da un velo bianco e cieco, rimbalzarono rapide da un’estremità all’altra. Scenari apocalittici provenienti dal futuro, si insinuarono in sette miliardi di menti: incendi causati da esplosioni nucleari, come supernove nello spazio. Nuovi batteri in rapida crescita fagocitarono ogni sorta di energia elettrica tanto da lasciare gli umani sprovvisti di qualsiasi bene tecnologico mai creato. Paranoie visive e uditive fecero percepire lo stato di pazzia in cui avrebbero versato gli abitanti terrestri. Qualche secolo prima l’Organizzazione Mondiale Sistemica aveva dato avvio alla dematerializzazione totale del lavoro e delle risorse. Molti professionisti infatti furono costretti a trasferirsi dalle loro strutture architettoniche fatte di affitti costosi e irraggiungibili dalla massa mondiale, alle piattaforme eteree e leggere della rete. I testi elettronici sostituirono i libri, il cinema venne colpito da perenni attacchi concorrenziali di streaming, persino monete e banconote furono ritirate e distrutte con l’obiettivo di arginare l’annoso problema dell’evasione fiscale. Terminata la riproduzione su scala mondiale, gli aracnidi fecero ritorno nei loro apparecchi, lasciando grossi buchi neri emotivi e cognitivi nei corpi infestati. Ai malcapitati ci vollero un paio di ore prima di riacquisire la motilità, tuttavia fu un recupero del dieci per cento. La popolazione mondiale si ritrovò a terra affetta da un dondolio in loop. L’indice e il medio della mano destra, iniziarono a battere ripetutamente alternandosi sulla tempia, nell’intento di rimuovere quel graffiante segnale stridente che vi si era insinuato poco prima. L’esperimento di Roedelius e Moebius, inizialmente creato per catturare il suono degli ammassi stellari, raggiunse effetti imprevisti. I due erano riusciti a sondare lo spazio profondo varcando il ponte di Einstein-Rosen e con il loro “Cluster II” proiettarono l’intero globo in uno stato orrorifico fobico, ma iperconnesso.

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