Cinema… “la trilogia della bara” (parte seconda) – di Erica Burdon

“Ci piacerebbe regalare ai lettori tre film i cui tre protagonisti hanno in comune lo stesso mestiere…
il becchino.” Così aprimmo il primo articolo di questa serie…
ed eccoci dunque alla seconda parte della “trilogia della Bara”.
Con questo secondo film, continuiamo a scavare nei meandri della mente umana alle prese con la Morte…

BARA CON VISTA – Undertaking Betty – (Plots with a View) – U.S.A./Gran Bretagna 2002.
Regia Nick Hurran; cast – Brenda Blethyn, Alfred MolinaChristopher Walken,
Lee Evans, Miriam Margolyes, Robert Pugh, Naomi Watts.

La calma di una cittadina gallese è stravolta dalla concorrenza spietata sorta tra due imprese di pompe funebri. Da una parte c’è la locale e tradizionale “Boris Plots – Pompe Funebri dal 1904”, dall’altra c’è quella dell’americano Frank Featherbed (Letto di piume).
Boris aveva due sogni nella vita: diventare un famoso ballerino e sposare Betty.
Invece deve rinunciare a tutte due le sue aspirazioni per portare avanti l’impresa di famiglia.
Anche Betty ama segretamente Boris; anche lei rinunciataria e remissiva segue le imposizioni del padre, diventando la moglie del sindaco, uomo gretto, intrallazzatore e fedifrago (a sua volta succube della madre prepotente e astiosa). Betty è completamente annientata dal carattere dispotico della suocera; ironia della sorte sarà proprio lei, dopo l’ennesima angheria nei confronti della nuora, a riavvicinare Betty a Boris. Come?
Quando muore per soffocamento, a seguito dell’ingestione di bastoncini di crusca, ingoiati in maniera frettolosa e famelica, nonostante Betty le raccomandasse quotidianamente di non mangiare a quel modo, dà l’occasione a Boris e Betty di rivedersi. Il ritrovarsi da soli e vicini alimenta il fuoco dell’amore.
C’è un ostacolo però: lei è sposata… allora approfitta dell’organizzazione del funerale della suocera per incontrare sempre più spesso Boris. Betty è giustificata dal fatto che il marito desidera per il funerale della madre il rito della “bara con vista”. Durante la funzione religiosa la metà superiore della bara rimane aperta, per permettere di rendere omaggio alla defunta; i partecipanti sfilano in chiesa vicino al feretro, esprimendo le ultime parole di distacco e ammirando la preziosa opera di abbellimento estetico effettuato dalla ditta di pompe funebri.
Nella frenesia della preparazione funebre, consistente soprattutto nell’abbellimento estetico della salma, i sentimenti d’amore travolgono i due. Accomunati dalla passione per il ballo, finiscono col decidere di vivere assieme il resto della vita che hanno ancora davanti. Il divorzio non è una strada percorribile.
Boris decide di liberare l’amata dal vincolo matrimoniale convincendola a fingersi morta. Betty acconsente e assieme escogitano il piano sin nei minimi particolari. Durante una festa danzante Betty deve fingere di cadere da un burrone, sotto il quale ad attenderla c’è il medico del paese che, deciso ad aiutare i due, finge di passare per caso dal luogo della caduta e constata la morte della donna. Intanto nel paese iniziano gli stravaganti funerali a tema della neo-ditta “Letto di Piume”.
Per avere successo, la spietata concorrenza degli americani si concentra nell’organizzare eccentriche cerimonie funebri, ispirandosi ai gusti e alle passioni dei defunti. Veri e propri spettacoli all’interno della chiesa che spaziano da Star Trek ai musical in stile hollywoodiano. Finalmente arriva il gran giorno.
Betty si trova nella bara a vista. Tutto il film è costellato di scenette esilaranti, ma la scena cult è quando scopre quello che marito, segretaria – amante del marito – parenti e amici sussurrano al suo orecchio, confessandole liberamente quello che provano per lei.
Tra le tante confessioni c’è quella shockante del marito, che le confessa di averla tradita ripetutamente, per anni con la segretaria, la quale rincara la dose rivelandole i suoi intenti omicidi per potere sposare il suo datore di lavoro. Betty non ce la fa più. Lei, che è sempre stata dolce, docile e sottomessa, pronta a compiacere gli altri, grida vendetta, colpita com’è dall’ipocrisia e dalla falsità di chi le è stato vicino per lunghi anni.
Viene allora elaborato un piano minuzioso e particolareggiato. Betty non si accontenta più solo di sparire e vivere con l’uomo che ama… vuole la sua vendetta.
Al complotto prenderanno parte anche i due americani della impresa funebre concorrente.
Faranno credere al marito e alla sua amante che l’orrorifico fantasma di Betty è tornato per vendicarsi e per tormentarli. Betty sottoscriverà un testamento dove l’unico erede designato è il figlio del giardiniere, al quale comparirà travestita da angelo per salutarlo e per metterlo al corrente della sua decisione.
Al marito andranno poche sterline, elargite a fronte di lavori faticosi e sminuenti.
Questo film è una favola burlona sul vero amore e sul riscatto attraverso la vendetta.
Ricco di personaggi strani e originali è veramente spassoso e divertente.
Siamo di fronte al solito, perenne antico connubio che lega strettamente amore e morte.
Già dall’antichità, passando per Shakespeare (e il film guarda caso è inglese) e fino ai nostri giorni, l’amore vero e puro, contrastato e perseguitato, può spingere alla morte gli innamorati che non possono sopportare il dolore della separazione (un esempio classico sono Romeo e Giulietta).
Nel caso specifico la pellicola è stata perfettamente confezionata, pervasa di un sottile e sapiente umorismo noir.
I ruoli apparenti dei personaggi si combinano tra di loro in un gioco d’incastro perfettamente riuscito: l’innamorato perso è un becchino, l’innamorata per risorgere a nuova vita deve morire per finta e, guarda caso, per fuggire da dove? Dal matrimonio che è considerato tomba dell’amore naturalmente.
I personaggi poi, recitano ruoli sociali falsi e convenzionali, senza riuscire a essere le persone che dovrebbero e potrebbero essere: il devoto marito è un traditore, la moglie è amante, ma l’amante è la segretaria del marito e Boris è anch’esso amante.
Insomma, il binomio amore e morte pervade tutto il film a qualunque livello di lettura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per chi se la fosse persa… eccovi il link della prima parte della Trilogia…

http://www.magazzininesistenti.it/cinema-la-trilogia-della-bara-parte-prima-di-erica-burdon/

trilogia della para 2

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