Chi la fa l’aspetti – di elcordobés

Chi la fa l’aspetti e chi si ostina a manipolare la “opportunità politica” per i propri fini è destinato allo sbugiardamento… novello maradona che sia. Vediamo di ripercorre i fatti con qualche provvidenziale virgolettato. Governo Letta (autunno 2013) l’allora ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri venne beccata al telefono coi Ligresti e fu chiaro da subito che la Signora ministro/a si stava attivamente prodigando per ottenere la scarcerazione di Giulia Maria Ligresti (figlia di Salvatore). Si disse anche per intercessione del figlio che lavorava in un’azienda del gruppo milanese (per i giovani è dura). In quell’occasione Renzi Jr. dichiarò: “(…) avrebbe fatto meglio a fare un passo indietro ed è stato un errore non chiederle le dimissioni. Non è un problema giudiziario, è peggio, è un problema politico”.
Maria Elena Boschi, da par suo ci mise su un carico: “(…) ritengo che se non dovessero arrivare le dimissioni del ministro Cancellieri il PD dovrà appoggiare la mozione di sfiducia presentata da alcuni esponenti del Partito”. Sempre nel 2013 e con Letta al governo, dopo la disastrosa gestione a cura di Angelino Alfano de l’affaire Shalabayeva e dell’illegittima estradizione in Kazakistan della Signora; Matteo R. parlò ancora come Zaratustra: “(…) se Alfano sapeva ha mentito, e questo è un piccolo problema, se non sapeva è ancora peggio”. Dopo le bordate a palle incatenate del popolo renziano, il PD respinse la mozione di sfiducia.
Poi, sempre con Letta al governo, nel 2014, un’altra intercettazione pizzicò la ministro/a Nunzia De Girolamo che apostrofava i dirigenti ASL beneventani con un genuino: “(…) stronzi, qui in città comando io”. Con una palla così Renzi jr. non si astenne dalla schiacciata: “(…) Vedremo quello che deciderà Letta, certo Josefa Idem ha dimostrato altro stile (…)”. Josefa era allora ministro dello Sport (come Lotti ai giorni nostri) fresca dimissionaria per non aver pagato le tasse sulla seconda casa. Nel frattempo si dimetteva pure la succitata Nunzia, tornandosene da babbo Silvio e dichiarando: “(…) mi hanno (Letta e Renzi) abbandonato (…)”.
Dopo Matteo Jr. divenne lui premier, grazie all’ormai famosa formula magica “Enrico… stai sereno”. Anche con il suo governo le (benedette) intercettazioni continuarono e il ministro Maurizio (lupo de lupis) resistette strenuamente (da par suo) di fronte alla notizia che il figlio aveva avuto in dono un rolex da 10mila euri da un indagato nell’inchiesta “grandi opere”. Poi cadde nella rete anche la ministra/o in quota Condindustria Federica Guidi (Sviluppo Economico) pure lei pescata a promettere emendamenti facilitanti al suo fidanzato (altro confindustriale).
Si dimisero entrambi, l’uno puntando i piedi (in stile CL) l’altra senza resistere ma lanciando strali contro gli uomini di Palazzo Chigi (De Vincenti) In tutti e due i casi Matteo R. preferì il silenzio e spense il megafono usato con(tro) il Governo Letta ma sotto sotto speculò su entrambe le vicende… tanto non erano pezzi della sua scacchiera. (giglio magico, ex dalemiani e dintorni). Oggi Matteo R. sapete tutti che strada ha imboccato (si fa per dire) al contrario dei “bei tempi”. Un limpido esempio di coerenza insomma… lui è il cavaliere mascarato 2.0 non c’è niente da fare. Intanto mercoledì (domani per chi legge) Luca superenalotti dovrà affrontare la sua bella mozione di sfiducia… coi grillini e glii odiati fuoriusciti di bella Speranza che già si godono l’esecuzione; ma non è detto… maradona è mej’ e pelè.

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