Cher: “Dancing Queen” (2018) – di Sonia Lippi

Molte volte mi sono chiesta quale fosse la colonna sonora che accompagna la vita di una cantante famosa, chi sono i suoi idoli e quale musica ascolta quando è sola o quando viaggia tra una tappa e l’altra di un tour. Cher, con il suo nuovo album, “Dancing Queen”, ha risposto a queste domande. Me la immagino mentre si allena al ritmo allegro e coinvolgente di Mamma Mia o si rilassa ascoltando la struggente One of Us, seduta in poltrona mentre sorseggia un buon bicchiere di vino. Sicuramente realizzare un omaggio ai propri idoli è un esperienza divertente ed emozionante, soprattutto se è anche l’avverarsi di un sogno. L’idea di una cover degli Abba è arrivata dopo la partecipazione di Cher al film “Mamma mia ci risiamo”, nel personaggio di nonna Sophie. La Cantante ha potuto in questa occasione apprezzare nuovamente alcuni componimenti evergreen del gruppo svedese. Una sera a casa con il suo manager australiano ha sentito l’esigenza di rendere attuali alcune canzoni bellissime e senza tempo di questo famosissimo gruppo musicale degli anni settanta. Ad alcuni questo progetto potrebbe sembrare un azzardo, e altri potrebbero pensare che è solo una mossa di marketing, ma basta ascoltare il disco per dissipare ogni dubbio. Le canzoni degli Abba vengono arricchite dalla voce calda, piena, quasi mascolina di Cher, ma non vengono assolutamente stravolte. L’album si apre con la spumeggiante Dancing Queen e non è possibile rimanere seduti ascoltandola: ti avvolge e ti trascina fino a farti danzare con il sorriso stampato in faccia e la voglia di goderti la vita. Anche il suo modo di cantare è giocoso, un antidoto contro le preoccupazioni giornaliere e l’oscurità invernale che sta arrivando. Continua a giocare Cher con l’ammiccante preghiera Gimme! Gimme! Gimme (A Man after Midnight), rendendola molto più dance, con suoni di sintetizzatori anni settanta sposati a violini. The Name Of The Game è la terza traccia del disco che Cher interpreta divinamente, modulandola in maniera  più dinamica e dando un po’ di respiro all’ascolto. L’esecuzione di Sos è emozionante, la sua voce muta ad ogni strofa, come se fossero più donne a cantare la stessa canzone. Con Waterloo si torna a ballare con arrangiamenti spiritosi e spumeggianti… e si continua con la famosissima Mamma mia, che è davvero irresistibile. Chiquitita è uno dei momenti più belli di questo album: Cher canta – dolce ed elegante – accompagnata da una chitarra acustica… un brano sull’amicizia che porta con se una ventata di freschezza. La nostalgica e ritmata Fernando viene interpretata dalla Cantante con un pathos profondo che coinvolge e introduce alla prima delle due ballad, The winner Takes it All, dove si può apprezzare la notevole estensione vocale dell’artista. Chiude il disco One of us… struggente, emozionante, semplicemente splendida. Un disco registrato in studio tra Londra e New York, in collaborazione con il produttore Mark Taylor, un grande Maestro per cover di alto livello.

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Un pensiero riguardo “Cher: “Dancing Queen” (2018) – di Sonia Lippi

  • novembre 20, 2018 in 8:09 am
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    Sonia centra perfettamente il senso dell’operazione di Cher. I brani vengono passati attraverso una lente che ne fa un insieme che a tratti ricorda la Dance che spopolava negli anni della “Febbre”. Il disco è gradevolissimo, e coniuga molto bene il lato mainstream di Cher con quello più profondo di artista a tutto tondo in grado di stupire sempre

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