Chagall “L’infantile” – di Maurizio Garatti

E’ in corso a Milano, proprio in questi giorni, una splendida mostra retrospettiva su Marc Chagall che rivisita, attraverso circa duecento opere, l’affascinante e visionario percorso artistico del grande Maestro russo.  La mostra, allestita a Palazzo Reale, viene da tutti definita come la più completa mai fatta sull’artista. Rimasto folgorato dalla retrospettiva, tenterò di raccontare di lui e della sua pittura… non già da critico esperto ma da incantato spettatore.

Sarà però opportuno innanzitutto contestualizzare l’artista. Analizzare il periodo storico nel quale ha operato e la realtà sociale e politica nella quale ha sviluppato il suo concetto artistico.

 

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Ritratto di Marc Chagall (Yehuda Pen – 1915)

Museo di arte moderna di Vitebsk (tutti i diritti riservati)

 

Marc Chagall nasce a Vitebsk, il 7 luglio del 1887. Il suo vero nome è Moishe Segal (Segal è un cognome levita… Segan Levi, “assistente levita”) mentre il nome russo è Mark Zacharovich Sagalov, abbreviato in Sagall, da cui la trascrizione francese Chagall. Nasce da una famiglia di cultura e religione ebraica nel giorno in cui i cosacchi attaccano il villaggio dove vive, durante un pogrom, dando alle fiamme la sinagoga. Spesso Chagall, rievocando le proprie origini usava dire a tal proposito: “Io sono nato morto”.

Primo di nove figli, trascorre un’infanzia felice, nonostante le dure condizioni di vita degli ebrei russi sotto il dominio degli zar. I suoi studi pittorici iniziano nel 1906, con il Maestro Yehuda ma già l’anno seguente si trasferisce a San Pietroburgo dove frequenta l’Accademia Russa di Belle Arti sotto la guida  del Maestro Nikolaj Konstantinovic Roerich, avendo modo così di conoscere artisti di ogni scuola e stile. Tra il 1908 e il 1910 studia invece alla scuola Zvantseva con Léon Bakst, in un periodo durissimo per gli ebrei, che potevano vivere a San Pietroburgo solo con un apposito permesso.

 

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La nascita – 1911

Olio su tela originale incollata su legno (compensato)

Collezione Privata Chagall (tutti i diritti riservati)

 

Acquisita così una certa fama artistica si stabilisce a Parigi, per vivere in prima persona la realtà artistica di Montparnasse. Diviene amico di Guillaume Apollinaire, Robert Delaunay e Fernand Léger. Torna poi nella natia Vitebsk nel 1914, dove si sposa e dove nasce la sua prima figlia. Partecipa successivamente in modo attivo alla Rivoluzione russa, alla fine della quale il ministro sovietico della cultura lo nomina Commissario dell’arte per la regione di Vitebsk.

Qui Chagall fonda una scuola d’arte e il Museo di arte moderna. Il suo stile fresco ed “infantile” è però completamente avulso dal Suprematismo imposto dal regime. Trasferirsi a Mosca nel 1920 e poi a Parigi nel 1923 sarà per lui una scelta obbligata. Diventerà infine cittadino francese nel 1937.

Durante la seconda guerra mondiale, con l’occupazione nazista e la deportazione degli ebrei, si nasconde con la famiglia presso Villa Air-Bel a Marsiglia da dove, con l’aiuto del giornalista americano Varian Fry, fugge verso la Spagna e il Portogallo.

Il suo peregrinare è ben lungi dall’ essere alla fine. Il 22 giugno del 1941 (giorno dell’invasione nazista dell’Unione Sovietica) sbarca negli Stati Uniti. Quando crede di poter contare su un poco di tranquillità Bella, la sua amatissima musa, muore per un’infezione virale.

E’ il 2 settembre del 1944 e Chagall perde un importante punto di riferimento della sua esistenza,  la sua compagna di vita, spesso soggetto dei suoi dipinti. Uscirà dalla depressione solamente quando incontrerà Virginia Haggard.

 

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L’ebreo rosso – 1915

Olio su cartone

Museo di Stato Russo di San Pietroburgo (tutti i diritti riservati)

 

Siamo alla fine degli anni ’40, e Chagall si stabilisce in Provenza. Le sue opere diventano una dedica all’amore e alla gioia di vivere, fatte di colori brillanti e figure morbide e sinuose.

Nel 1952 si risposa, con Valentina “Vave” Brodsky, anch’ella di origine russa ed ebrea, grazie alla quale scopre la Grecia. I suoi viaggi continuano senza sosta, portandolo anche in Israele e poi nella natia Russia, dove viene accolto trionfalmente. Non tornerà mai a vivere in patria.

Muore il 28 marzo del 1985, a Saint Paul de Vence, alla veneranda età di 97 anni.

 

Questa, in pillole, la vita di Chagall. Ben altra cosa sarà tentare di raccontare la sua pittura e le molteplici sfaccettature della sua arte.

 

Prima di iniziare questo percorso, vorrei invitarvi a vedere un breve filmato che ci introduce in modo decisamente anomalo e informale nella sua pittura.

 

Come molti di voi avranno notato, è una scena di “Notting Hill”, brillante e fortunata commedia inglese del 1999. Questa sequenza ha il pregio di spiegare meglio di mille parole la semplicità visiva della pittura di Chagall. Vediamo adesso di addentrarci un po’ di più in questo contesto…

 

Chagall nei suoi lavori si ispira alla vita popolare della Russia europea. Le sue opere si insinuano in diverse categorie dell’Arte contemporanea e vanno collocate nei  movimenti parigini che precedono la prima guerra mondiale, anche se poi viene coinvolto nelle avanguardie. Tuttavia, Chagall rimane sempre ai margini di questi movimenti, compresi il Cubismo e il Fauvismo, restando molto vicino alla Scuola di Parigi e ai suoi esponenti come Amedeo Modigliani.

I suoi dipinti sono ricchi di riferimenti alla sua infanzia e, mediante la scelta di colori vivaci e brillanti, comunicano ottimismo e gioia di vivere.

Dai suoi quadri esce un mondo colorato, come visto attraverso le vetrate multicolori di una chiesa, e questo è probabilmente dovuto al fatto che durante il suo primo soggiorno a Parigi, Chagall rimane particolarmente colpito dalle ricerche sul colore di Robert Delaunay e dei Fauves. La sua pittura  si nutre di una fantasia che riconduce all’ingenuità infantile e alla fiaba, sempre profondamente radicata nella tradizione russa. La semplicità delle sue forme lo collega al Primitivismo della pittura russa del primo Novecento e lo affianca alle esperienze di Natal’ja Sergeevna Goncarova e di Michail Fedorovic Larionov.

 

Gli amanti in blu – 1914

Tempera su carta incollata su cartone

Collezione Privata Chagall (tutti i diritti riservati)

 

Con il tempo il colore di Chagall supera i contorni dei corpi espandendosi sulla tela. In tal modo i dipinti si compongono di macchie o fasce di colore, sul genere di altri artisti degli anni Cinquanta appartenenti alla corrente del Tachisme (da tache, macchia). Il colore diventa così elemento libero ed indipendente dalla forma. Un quadro di Chagall è un mondo a se stante… è un universo che si svela colmando ogni nostro senso di placido stupore.

 

Nota inesistente: poi dice che uno va a Milano e si perde Chagall.

logo di firma

 

9 pensieri riguardo “Chagall “L’infantile” – di Maurizio Garatti

  • Ottobre 21, 2014 in 11:03 am
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    ,,,Per esser nato morto… 🙂 Grazie.

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    • Ottobre 21, 2014 in 5:28 pm
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      bellisima….sopratutto la frase finale el……..

      Risposta
  • Ottobre 21, 2014 in 7:40 pm
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    Fantastici Chagall.

    Risposta
  • Ottobre 21, 2014 in 9:57 pm
    Permalink

    (Per Maurizio) Che dire? Il post mi è piaciuto proprio tanto, anche come è stato impaginato, immagini incluse ( ( ( Per tutti) Complimenti per il sito e a chi ha contribuito a crearlo, mi piace molto!
    A proposito di Chagall, allego il link di un video di animazione su ‘A ma femme’ , con sottofondo “In A Silent Way” di Miles Davis:

    http://youtu.be/Q3dfACY8AGo?list=UU64tnc-69iZj0jrIyk8PMbA

    Risposta

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