Central Unit: “Parallelism” (2021) – di Ignazio Gulotta

Questo nuovo “Parallelism” (Snowdonia Dischi 2021) dei Central Unit, storica band sperimentale bolognese, è parte di un progetto cross-mediale che comprende un cortometraggio di animazione sperimentale di Marco Bolognesi, nonché tutta una serie di installazioni realizzate sempre dallo stesso Bolognesi. Le musiche create dai Central Unit e che troviamo in questo disco, costituiscono la colonna sonora del film e delle installazioni. Il film narra di due mondi paralleli, uno pieno di colori, fantasia, dove trovano spazio i sogni che vivono in una città utopica; l’altro in totale contrapposizione è un mondo distopico, grigio e tenebroso, dove i cittadini sono sottoposti alla più rigida sorveglianza. La musica dei Central Unit costituisce un contributo fondamentale nel rendere l’alterità fra questi due mondi. Oltre ai due leader storici della band, Alberto Pietropoli (fiati e voce) ed Enrico Giuliani (basso), nell’album ritroviamo Riccardo Lolli (tastiere, theramin, batteria) e Andrea Ventura (batteria in Codex) e la partecipazione di Isabella Bui al violino.
La cosa migliore per gustarsi in pieno questo disco e immergersi totalmente nel viaggio metaforico e nelle atmosfere evocate, è quello di ascoltarlo tutto di seguito, senza soffermarsi troppo sui singoli brani, cosa magari da farsi in un secondo momento, perché l’opera ha una sua unitarietà interna che ne fa qualcosa in più di una raccolta di canzoni: per fare un paragone col passato basti pensare a “Tubular Bells” di Mike Oldfield, fra l’altro uno dei musicisti del quale si possono rintracciare influenze in “Parallelism”. È un incipit cupo e criptico quello con cui inizia il disco prima che The Rest Of Our Lives si apra a un ritmo ipnotico sul quale disegna potenti fraseggi il sax, conducendoci verso il lirico e inquieto finale.
Segue la splendida progressione circolare di Modern Pioneers, con il drammatico violino in evidenza in una sorta di rilettura in chiave prog del Bolero di Maurice Ravel. Fra il palpitante e il nostalgico in un’alternanza emotivamente forte fra violino e flauto e con una batteria di impianto kraut Codex, colpisce per la bravura degli strumentisti. Ma del resto mi sembra noioso e in buona parte inutile descrivervi tutti gli altri sei brani contenuti in “Parallelism”. A mio giudizio, un album da gustarsi per intero, capace di condurci con l’immaginazione nei due mondi opposti disegnati dal regista in un susseguirsi di emozioni ora serene ora cupe. Un lavoro che conferma il talento e la professionalità dei Central Unit che si muovono agilmente fra prog, sperimentazione, jazz, psichedelia, per delineare un potente affresco musicale di un ipotetico futuro prossimo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

https://snowdonia.bandcamp.com/album/parallelism-2?from=hp

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