King Gizzard & The Lizard Wizard: “Infest the Rats’ Nest” (2019) – di Alessandro Gasparini

Scrivere di una band che negli anni 2010 si è autonominata “Re Ventriglio e il Mago Lucertola” si presenta già

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The Deviants: “Ptoof!”/”Disposable” (1967-1968) – di Gianluca Chiovelli

Emanazione di Mick Farren, i Deviants, già Social Deviants, sono unanimemente considerati il maggior gruppo underground britannico dei Sessanta. Anarchici,

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Francesco Guccini: “Il Bello” (1973) – di Andreas Finottis

C’era il Falco, in quanto predatore di femmine, un imbianchino che si atteggiava a conquistatore, trombatore, affascinante playboy. Alla sera

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Joe Strummer: lo “strimpellatore” nell’incendio – di Capitan Delirio

Non lo sapevamo, non lo potevamo sapere, quanta Cultura potesse contenere la Controcultura. Ogni volta che mettevamo su un disco

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Altare Thotemico: “Selfie Ergo Sum” (2020) – di Alessandro Freschi

‘Faccine colorate, anime anestetizzate. Selfie ergo sum’…  “Vuoto Pneumatico“, “Moloch“, “Tazabao“, “Mantra Informatico“. Sono queste le policromatiche identità sonore dentro

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Leprous: “Coal” (2013) – di Warden

I norvegesi Leprous, tra le migliori novità progressive metal / progressive rock del decennio, con “Coal” (Inside Out e Century

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Bob Mould: “Blue Hearts” (2020) – di Maurizio Fierro

Viene da lontano “Blue Hearts” (2020). Siamo nel 1978, e lo studente diciottenne Bob Mould si è da poco iscritto

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Pink Floyd: “Atom Heart Mother” (1970) – di Nicholas Patrono

I Pink Floyd non hanno bisogno di presentazioni o monografie, ne sono state fatte più che a sufficienza. Indagare il

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Caterina Caselli: la balera, il beat, i cantautori – di Fabrizio Medori

Se Patty Pravo è stata quella che ha rappresentato tutti i sogni giovanili degli anni 60, Caterina Caselli è stata

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John Fahey: “Blind Joe Death” (1959) – di Roberto Menabò

La Martin’s Esso Station a Langley Park era tra le più grandi del Maryland. Durante la notte chi serviva i

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GÄA: “Auf der Bahn zum Uranus” (1974) – di Piero Ranalli

“Auf der Bahn zum Uranus” (Kerston Records 1974) è stato uno dei vinili più costosi e ricercati fino alla sua

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Roy Buchanan: la chitarra del lupo – di Gabriele Peritore

Un giorno Robbie Robertson, che riteneva Roy Buchanan il più grande di tutti, gli chiese dove avesse imparato a suonare

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Flannery O’Connor: “Il cielo è dei violenti” (1960) – di Girolamo Tarwater

È da poco uscita, per i “Classics” della Minimum Fax, la nuova traduzione de “Il cielo è dei violenti” (The

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Rory Gallagher: un ragazzo d’Irlanda – di Claudio Trezzani

Girando per le strade di Belfast e Dublino, ascoltando i racconti e parlando con la gente del posto, c’è un

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Sonny Rollins: “The Solo Album“ (1985) – di Ubaldo Scifo

L’improvvisazione nasce da una melodia elementare, due o tre note che si inseguono, formano un’idea di base che si modifica

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Howard Phillips Lovecraft: sulla soglia dell’abisso – di Gianluca Chiovelli

In occasione dell’ennesima riproposizione dell’opera letteraria di Howard Phillips Lovecraft (in libreria potrete trovare “Tutti i romanzi e i racconti”,

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Canned Heat: “On The Road Again” (1968) – di Andreas Finottis

Ero un punk, poi mi sono rabbonito. Abbigliamento tipico: camicia a fiori, sandali e jeans anche d’ estate, ovverosia un hippy

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Michael Bloomfield: la “speranza bianca” del Blues – di Rosanna Cornaglia

Figlio di una facoltosa famiglia ebrea di Chicago (imprenditori arricchitisi producendo attrezzature da cucina), Michael Bernard Bloomfield nasceva il 28

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Jefferson Airplane: “White Rabbit” (1967) – di Benedetta Servilii

Annaliese guardava un orizzonte indefinito dalla sua finestra, così come le capitava di fare quasi ogni notte, quando pensieri e

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