Casa Felicia: le radici e le ali – di Cinzia Pagliara

“La casa sul confine dei ricordi, la stessa sempre,come tu la sai …”. Appena entrata ancora una volta in Casa Felicia a Cinisi mi è venuto in mente il testo Radici di Francesco Guccini: il senso profondo e quasi sacro di casa, di muri che hanno visto storie e le ricordano, le proteggono, le raccontano a chi sa ascoltare, di finestre che hanno salutato giorni sereni e pianto sotto piogge scroscianti e lacrime mal celate, di porte sbattute con rabbia o spalancate ad accogliere sole. La casa di Peppino Impastato è così, non un museo: una casa. Il suo letto, la chitarra poggiata sul cuscino, qualche vinile sul tavolo (riconosco la copertina di “Burattino senza fili” di Bennato), libri ovunque, foto. La sua carta d’identità, il suo volto ancora giovanissimo, la macchina da scrivere (quanto ho amato il ticchettio dei tasti) la sua sedia, la finestra da cui guardava la strada che rappresentava il paradosso della sua vita, con la casa dello zù Tano a pochi passi. Cinisi sembra essere racchiusa tutta in queste poche centinaia di metri: un lungo stradone rettilineo, case tutte basse e tutte uguali, alberi poco frondosi a delimitare i marciapiedi, il bianco che predomina come colore e che sotto il sole già troppo caldo sembra accecante. “E te li senti dentro quei legami, i riti antichi e i miti del passato e te li senti dentro come mani…” Casa Felicia è come tutte le case che si amano: ha voci e occhi e braccia e mani che accolgono e consolano, che scavano dentro la nostra coscienza (facendo anche male, a tratti) e la accompagnano pazienti. Le radici sono i legami, sono come il filo di un aquilone, che non potrebbe volare, se mani esperte non dessero il via e che senza il filo si perderebbe e smetterebbe la sua danza. Ha radici profonde Casa Felicia, legami che si sono diramati e hanno invaso altre strade, altre città e altre vite e tutte ritornano qui quando hanno bisogno di nuovo coraggio e nuova forza. Tornano ad ascoltare i suoi respiri, le sue urla, i suoi pianti, le risate senza freno, le canzoni,le poesie. Tornano a Casa. Tornano alle radici per ricordare come si fa a volare. “La casa è come un punto di memoria,le tue radici danno la saggezza e proprio questa è forse la risposta e provi un grande senso di dolcezza”. (a Peppino e Felicia)

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