Carmen Orlandi: la nostra Hermione Jardin – di Gabriele Peritore

Uno dei motivi per cui sono grato a questa rivista e al suo direttore Benito Mascitti è avere avuto la possibilità di interagire con Carmen Orlandi. La mia collaborazione con Magazzini Inesistenti è iniziata da poco più di due anni e ricordo che al mio approdo si voleva intensificare la sezione dedicata alla letteratura e, con l’incoscienza che spesso mi contraddistingue, mi sono lanciato in questa avventura. Ricordo benissimo che una delle prime persone ad incoraggiarmi, oltre l’altrettanto incosciente Mascitti, fu Carmen Orlandi. Mi spronava, mi correggeva le bozze, ogni volta che avevo un dubbio mi aiutava a schiarirmi le idee. Per me era un punto di riferimento. Con Lei, con il tempo, avevo iniziato un dialogo, uno scambio culturale continuo. Non la conoscevo nella vita reale fuori dal web ma posso affermare senza tema di smentite di avere conosciuto una Donna dal profondo spessore umano. Non sono il solo a dirlo, chiunque sia entrato in contatto con Lei ha la stessa opinione. I suoi alunni che la ricordano come una eccezionale insegnante. I suoi amici, quelli intimi, quelli meno intimi. A parlare per Lei, oltre le innumerevoli azioni quotidiane per la sua famiglia, cani compresi, di cui mi raccontava tanto, sono i magnifici articoli che ha scritto per la nostra rivista, firmati con lo pseudonimo Hermione Jardin… uno pseudonimo letterario scaturito da un suo sogno ricorrente. Ricordo alcuni pezzi come pietre miliari, in particolare quello su Piero Ciampi, o quello su Flavio Bucci o ancora quello, tra i pochi in Italia, che ha contribuito a far conoscere la figura dello scrittore sudamericano Leopoldo Marechal. In ogni articolo sapeva far confluire una notevole capacità di scrittura unita alla profondità culturale. Ogni volta che finiva un pezzo su un personaggio mi diceva: “Anche questa volta mi sono innamorata”, ed io rispondevo “E hai fatto innamorare anche noi”. Eravamo infatti d’accordo entrambi che per conoscere bisogna amare e per amare bisogna conoscere. Adesso sono qui a scrivere di Lei con le mani quasi paralizzate e un cerchio alla testa, per il dolore che mi ha causato la notizia della sua scomparsa improvvisa, unendomi a quella dei suoi familiari che lei adorava. Tutto quello che ha fatto, che ha scritto, è qui con noi. Ciao Carmen, che la terra ti sia lieve.

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7 pensieri riguardo “Carmen Orlandi: la nostra Hermione Jardin – di Gabriele Peritore

  • 6 Gennaio, 2019 in 12:31 pm
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    Carmen è stata una delle colonne portanti di Magazzini Inesistenti. I suoi scritti restano a testimoniare di quale splendida persona sia stata.
    Ci mancherà moltissimo, ma sarà sempre qui, sulle pagine della nostra rivista
    Ciao Carmen, grazie

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  • 6 Gennaio, 2019 in 12:49 pm
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    Non la conoscevo di persona, ma le parole scritte lasciano segni indelebili di un passaggio prezioso.
    Ciao Carmen, ovunque tu sia.

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  • 6 Gennaio, 2019 in 1:57 pm
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    Ho avuto la sfortuna di non avere mai scambiato un’opinione con lei. Le nostre esistenze non si sono mai incrociate. E adesso so di lei che non c’è più. Cosa le è successo? Rimangono i suoi articoli e l’articolo su lei. Da cosa leggo era una persona eccezionale e provo dolore a non averla conosciuta neanche un po’. Ma rimarrà nei cuori inesistenti e nei suoi articoli. Una sorta. Di immortalità. Dovrebbero esserci tant’è persona come lei. Angeli che si accompagnano a noi per un poco, ma poi devono ritornare in cielo.

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  • 6 Gennaio, 2019 in 2:45 pm
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    Non la conoscevo di persona, ma leggendo il suo articolo su Piero Ciampi ho capito quanto sia grave la sua perdita per questo giornale, oltre che per i suoi familiari e chiunque la conoscesse. Sono molto dispiaciuta.

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  • 6 Gennaio, 2019 in 3:23 pm
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    A Carmen Orlandi: i ricordi delle persone, che in qualche modo ti hanno conosciuta, mi parlano di te. Continuerò a conoscerti attraverso i tuoi scritti perché nelle parole si abita per sempre.

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  • 6 Gennaio, 2019 in 3:46 pm
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    Una amicizia solo virtuale. Una amicizia fatta di parole…eppure mancherai tanto, Carmen. Fa’ buon viaggio. ( ma resterai sempre anche qui fra noi )

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