Calvin Russell: “A Crack In Time” (1990) – di Luca Paoli

Calvin Russell, Texano puro classe 1948, ci ha lasciato purtroppo nel 2011 dopo una lunga battaglia contro un brutto male. Songwriter che ha assorbito la lezione di Town Van Zandt e Joe Ely ed in possesso di una voce capace di raccontare storie di vittorie e di sconfitte sempre in modo semplice, diretto e fiero. Entra ed esce dalle galere del Texas per reati di vario genere tra i quali sembra, anche una rapina a mano armata. Sono proprio queste esperienze che lo portano a modificare il suo modo di scrittura ora più diretta, dura e da looser. Il buio si fa luce quando, durante un concerto in un locale di Austin, incontra Patrick Mathé proprietario della francese New Rose Records. Alla tenera età di 42 anni esordisce col primo album intitolato “A Crack In Time”, dal suono ancora un po’ acerbo perché registrato con pochi mezzi ma già con brani di spessore che rimarranno nel suo repertorio live. Diviso tra ballate e brani decisamente rock con sbandate anche verso il southern rock, si inserisce di diritto tra i grandi del cantautorato made in Texas. L’album si apre con la title track A Crack In Time, ballata diretta ed arricchita da un bel intervento di sax. Si prosegue con Living At The End Of A Gun, brano rock dove si iniziano a sentire le chitarre elettriche in modo molto deciso con, Gary Craft che mostra i muscoli con la chitarra solista. Big Brother è tra i vertici del disco, un mid-tempo con ancora la chitarra solista protagonista, un cantato quasi recitato e suonato in modo diretto, da live in studio. Ancora suoni molto elettrici e diretti in I Should Have Been Home e la chitarra elettrica di Gary Craft sempre sugli scudi. Nothin’, del suo maestro Townes Van Zandt, è un’altra ballata fiera e diretta impreziosita dal sax di Tomàs Ramirez. Altro brano Top dell’album è My Way, ballata tra le più belle e struggenti del suo repertorio, dal suono acustico e la voce che a tratti racconta e non canta. Un brano stupendo che non si vorrebbe mai smettere di ascoltare. Il riff di chitarra acustica annuncia l’arrivo di un altro brano decisamente rock, Behind The 8 Ball, con la solita chitarra elettrica a ricamare il pezzo con svolazzi solistici di assoluta bravura. This My Life è una ballata dal sound blues sempre diretto e scarno ma con una bella melodia. Si torna con suoni decisamente rock con Automated, con le chitarre elettriche protagoniste. Little Stars è acustica, con pianoforte e chitarra a dettare la melodia. Buon brano impreziosito da un bel coro a supporto della voce espressiva di Calvin. Siamo quasi alla fine di questo ottimo album… i racconti si sposano spesso con sonorità decisamente rock come in North Austin Slim che parte lenta ma poi esplode in un sound elettrico e diretto con una notevole chitarra slide. Un’altra bella ballata dai sapori country ed impreziosita dal violino di Danny Levin è Moments e cantata a due voci con Kimmie Rhodes. Si prosegue con un R&R tirato e le chitarre elettriche in primo piano… One Step Ahead. Altra ballata country è Wagon To Stars, con una bella chitarra steel a ricamare sulla melodia. La versione dell’album in cd finisce con una bonus track dal titolo Life Of A Texas Man, ballata country con violino e chitarra steel a scandire un bel waltzer”. In conclusione un gran disco, esordio di un Artista che si mette a nudo in modo diretto e schietto. Non è sicuramente il suo capolavoro ma va assolutamente riascoltato e rivalutato.

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