Pat Metheny: “Bright Size Life” (1976) – di Ubaldo Scifo

“Bright Size Life” è il primo album di Pat Metheny, inciso nel 1975 e uscito nel 1976 per l’etichetta ECM. Lavoro discografico in trio con Jaco Pastorius al basso e Bob Moses alla batteria. Pat aveva ventuno anni, Jaco, che dal 1976 avrebbe cominciato a suonare con i Weather Report collaborando alle registrazione di alcune tracce in “Black Market”, aveva qualche anno in più, essendo nato nel 1951Bob Moses aveva ventisette anni e già vantava al suo attivo collaborazioni con Roland Kirk (1964-65), con Larry Coryell (1966) e, successivamente, con Gary BurtonMetheny, autore di tutti i brani, (tranne Round Trip / Broadway Blues di Ornette Coleman che con Metheny ha varie volte collaborato) è un chitarrista dotato di tecnica non comune, estroso e geniale nelle improvvisazioni, compositore poliedrico, senza limiti formali. Jaco Pastorius è un genio musicale, innovatore nella tecnica bassistica… prima di lui nessuno aveva concepito l’intervento del basso per dettare contemporaneamente linea armonica, ritmica e improvvisazione. Nello stesso anno, il 1976, usciva anche il suo primo omonimo – fantastico – album, “Jaco Pastorius” al quale collaborarono i maggiori esponenti della fusion di quegli anni, quali Herbie HancockDon AliasLenny WhiteWayne ShorterMichael BreckerRandy Brecker e altri musicisti di spicco. “Bright Size Life” è un bell’album di Jazz essenziale e raffinato, con alcune dolci, struggenti e malinconiche ballate come Unity Village, Siraborn, Midwestern Nights Dream, Unquity Road… che evocano i tramonti nel Missouri, illuminati dagli ultimi raggi del sole prima della sera. Gary Burton aggiunge il suo commento alle note di copertina raccontando il modo in cui ha conosciuto il giovane PatPersonalmente sento che questo è un grande album e lo consiglio a tutti. E’ positivo, caldo e semplicemente eccellente”.

Pat Metheny: chitarra a 6 e 12 corde.
Jaco Pastorius: basso Elettrico.
Bob Moses: batteria.

Lato A: 1. Bright Siz Life. 2. Sirabhorn. 3. Unity Village.
4. Missoury Uncompromised.
Lato A: 1. Midwestern Nights Dream. 2. Unquity Road.
3.Omaha Celebration. 4. Round Trip / Broadway Blues.

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2 pensieri riguardo “Pat Metheny: “Bright Size Life” (1976) – di Ubaldo Scifo

  • Settembre 2, 2019 in 6:08 pm
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    a distanza di più di quarant’anni mantiene intatta la sua energia, la sua freschezza come se fosse uscito la settimana scorsa e ogni volta che lo ascolti, ha sempre qualcosa da raccontarti…un po’ come qualche paesaggio naturale mozzafiato che già conosci, ma ogni volta riesce sempre a trovare il modo di lasciarti a bocca aperta….

    ps e poi quando penso che Pat…qui aveva si e no 22 anni….no comment…

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  • Settembre 4, 2019 in 12:49 pm
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    Quando ascoltai per la prima volta “Bright size life” rimasi affascinato dal suono della chitarra synth , dal talento di Pat e di Jaco e dalla bellezza dei brani. Da quella volta mi innamorai di Metheny, uno dei più grandi chitarristi jazz viventi:posseggo quasi tutti i suoi (capo)lavori, realizzati da solo e con il “Metheny group”, compreso quello con Antonio Sanchez alla batteria, Chris Potter ai fiati, Ben Williams al basso e il polistrumentista italiano Giulio Carmassi. Non ho avuto la possibilità di andarlo a vedere in concerto a Rimini, due dopo l’incisione del disco in questione,perchè non trovai i biglietti o forse perchè mio fratello non lo considerava abbastanza. Le critiche mosse, per qualche suo concerto in Italia che “ha lasciato molto perplessi sia i fan storici che gli addetti i lavori”(articolo di Luigi Viva su Classic Jazz ,settembre 2016), lasciano il tempo che trovano e non scalfiscono certamente la sua onorata carriera(ad oggi 40 anni di attività), nel corso della quale egli si è distinto per la continua ricerca di suoni e collaborazioni: ha inciso e lavorato, oltre che con Jaco Pastorius, anche con Chick Corea, M. Brecker , Gary Burton, Nana Vasconcelos e altri jazzisti del panorama internazionale. Tutto questo gli ha fatto conseguire la bellezza di venti Grammy Awards. Giù il cappello. G. AMA.

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