Brent Cobb: “Providence Canyon” (2018) – di Claudio Trezzani

E’ il sogno di tanti, soprattutto al di qua dell’Oceano, quello di prendere e guidare fino ad un canyon e perdersi nel nulla e nel tutto, nella solitudine della natura. Ecco, questo nuovo disco di Brent Cobb, cugino del leggendario produttore country/americana Dave Cobb (al lavoro dietro la console anche qui), è la perfetta colonna sonora di un viaggio per ritrovarsi, giù al “Providence Canyon”, nel sud-ovest della Georgia. Chitarre acustiche, scariche elettriche, ballads e organo Hammond sono tutto ciò che serve… e qui lo troviamo, assieme al talento narrativo del buon Brent che, dopo alcuni buoni dischi, ne sforna uno di qualità altissima. Già dalla title-track si capisce subito che la Nashville da cui proviene questo disco è quella vera, quella di Chris Stapleton: un country ispirato e vero che narra di tempi passati sotto le stelle, a passeggiare nella brezza della primavera nei boschi. Ideale suono per un “on the road” sognato una vita. Il suono del disco oscilla sempre fra il country e l’anima southern rock della sua terra… si va dal riff moderno e acustico di King of Alabama, un groove che prende subito e un testo dedicato ad un compagno di viaggio che non c’è più, per poi passare al country rock del profondo Sud in Morning’s Gonna Come, con un andamento molto southern, un suono che prende ispirazione da quello della Allman Brothers Band… il faro a cui questa terra è aggrappata, una luce mai sopita, come in Sucker For a Good Time, dove il riff potrebbe ben stare in un disco del compianto Gregg Allman. Il talento narrativo e musicale di Brent Cobb, dona a questo disco completezza assoluta e un disperato bisogno di ricordare e celebrare le radici del passato, vivendo con difficoltà la modernità del presente ed abbracciando la difficile vita “on the road”… lontano da casa e con la fame, come nella ballad Come Home Soon. Il Sud che lavora, quello che è attaccato alle cose semplici della vita… ma anche ad un modo di essere e vivere che molti al di fuori non capiscono. Tutto questo alberga nelle liriche e nel sound di questo disco, essenziale e suonato per davvero… che la produzione del cugino valorizza senza discussioni. Oggi negli States questo tipo di country rock lo chiamano blue collar country… e di certo Brent Cobb e il suo ultimo disco ne sono un ottimo manifesto. Buon ascolto.

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