Brainville 3: “Trial By Headline” (2008) – di Pietro Previti

Ecco un album da recuperare assolutamente. Se amate il Canterbury-sound, “Trial By Headline” non può mancare nella vostra discoteca. I Brainville Three non sono altri che Daevid Allen (Soft Machine, Gong et similia ed estesa carriera da solista) alla voce e chitarra elettrica, Hugh Hopper (Soft Machine e diramazioni varie) al basso elettrico ed il batterista Chris Cutler (Henry Cow, Art Bears, Cassiber e News from Babel, nonché fondatore dell’etichetta indipendente Recommended Records). La formazione fondata da Allen e Hopper nel 1998 venne inizialmente concepita come quartetto con l’aggiunta del musicista, compositore e produttore statunitense Mark Kramer, già nei New York Gong, ed il batterista canterburiano per definizione Pip Pyle, membro di band storiche quali Delivery, Gong, Hatfield & The North e National Health. Di questa prima fase resta una sola testimonianza discografica, “The Children’s Crusade”, pubblicata nel 1999 sulla label dello stesso Kramer, la Shimmy Disc. La pubblicazione nel 2004 di un disco dal vivo “Brainville: Live in the UK”, a nome Daevid Allen with Hugh Hopper and Pip Pyle chiude la prima fase, segnando il definitivo passaggio della band alla formula in trio chitarra, basso e batteria. Il successivo ingresso nel 2005 di Cutler in sostituzione dello sfortunato Pyle, che verrà a mancare di lì a poco, determina un’ulteriore evoluzione ed affinamento delle capacità compositive ed esecutive dei Brainville Three che, proprio con “Trial By Headline”, raggiungeranno lo status di super gruppo di area Avant Rock.  Il disco presenta un totale di dieci tracce per un’ora esatta di musica. Si tratta di una raccolta di brani registrati dal vivo tra Berlino, Londra e Tel Aviv tra ottobre 2006 e giugno 2007 e, successivamente, rimasterizzati nel 2008 dal musicista ed ingegnere del suono Bob Drake. L’album, pubblicato nello stesso anno, è ancora oggi nel catalogo della Recommended Records (RēR) di Cutler e non presenta quindi difficoltà di reperimento. Allen e Hopper arrivarono a questo lavoro a distanza di trentacinque anni dalla loro prima esperienza musicale in comune, risalente al 1963, quando assieme a Robert Wyatt formarono il Daevid Allen Trio. Niente di più distante da quei primissimi vagiti musicali. Se proprio si volesse definire la musica proposta da questo eclettico trio costituito da autentici fuoriclasse, si dovrebbe coniare lo stile psych-space punk. I pezzi sono affrontati con piglio deciso ed ai confini del noise più ragionato. Se Daevid, all’epoca già settantenne, sorprende per l’approccio rude e virulento alla chitarra elettrica  e per la voce da fuori di testa, ci pensa la strepitosa sezione ritmica ad indirizzare la rotta per tutta la scaletta del live set. Hugh macina ininterrottamente giri di basso possenti e jazzati mentre, dal canto suo, Chris abbonda in fantasia ed energia nella migliore tradizione del Rock in Opposition. A seguito della pubblicazione dell’album, i Brainville Three intrapresero un tour che toccò anche l’Italia. Giusto dieci anni fa, il 17 aprile del 2008, suonarono alla Stazione Birra, un locale alle porte di Roma, inseriti nella programmazione curata da Guido Bellachioma. I tre confermarono quanto di buono c’era nel disco ed anche di più. In aggiunta, dal vivo Allen sembrava ritrovare quel piglio dadaista ed il nonsense presente nelle primissime registrazioni dei Soft Machine, mentre accompagnava l’esibizione con un linguaggio corporeo e vocale da mimo consumato. Hugh Hopper si spegnerà a distanza di un anno, un male incurabile se lo porterà via a giugno 2009. Nello stesso periodo in cui Daevid Allen si apprestava a rientrare sulle scene con la formazione storica dei Gong praticamente al completo, Steve Hillage in testa, per promuovere l’uscita del convincente 2032, sesto capitolo della saga dei simpatici Pot Head Pixies e delle loro teiere volanti.

Foto e articolo di Pietro Previti © RIPRODUZIONE RISERVATA

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