Boda: “Songs: For a lovely soul” (La Sete Dischi 2017) – di Capitan Delirio

Ombre smosse dal vento provenienti dalle profondità del bosco dirigono i pochi strumenti della struttura musicale architettata da Daniele “Boda Rotella” nel progetto “Songs: For A Lovely Soul”. L’autore perugino, nel suo esordio da solista, sceglie di rivolgersi all’ascoltatore con una strumentazione minimale per dipingere, con pennellate interiori potenti, un quadro sonoro, in cui le protagoniste assolute sono le ombre di un bosco reale e simbolico. Ombre che proiettano la loro essenza minacciosa (Shadows On The Woods) con strascichi di paura malcelata e speranze incustodite; ombre che bisogna saper affrontare lambiscono flebili (o mordenti come folate) i pensieri (Wind). Ombre che solleticano il mistero della Sibilla, invitano leggiadre alla danza, invocano l’oracolo per conoscere il proprio destino (Sybill); ombre che gareggiano con il vento per straziare l’anima e poi sollevarla nella visione (Dog Rose). Ombre che bisbigliano, suggeriscono le qualità per riconoscere il vero amore, ombre che si sostituiscono alla pelle dell’amata (Your Skin)… e la pelle poi si sostituisce alle ombre stesse. Ombre che sussurrano il lamento e s’addensano corpose nel mormorio funebre (Killing You). Per la sua fuga in solitaria, Boda si distacca con coraggio dalle sonorità sperimentate con la sua storica band The Rust & The Fury, che ha all’attivo due lavori apprezzati dalla critica, e si concentra su tutte le possibilità creative che la sua chitarra può offrire, distorcendo e raddrizzando ogni singolo accordo fino a sentirlo affine alla propria intimità.
“Songs: For A Lovely Soul” è un progetto maturato nell’arco di due anni, con il supporto tecnico di Francesca Lisetto che presta la voce per i cori, i lamenti, i controcanti; e contribuisce in fase compositiva, fornendo l’unità musicale che si delinea lungo tutte le undici tracce, quasi fossero un’unica e compatta suite. Una suite d’ombre che richiede all’ascoltatore una immersione totale nell’affresco sensoriale delle emozioni, per poi riemergerne carichi di riflessioni e vertigini oniriche. Boda dichiara apertamente che nelle distorsioni della sua chitarra c’è il desiderio, la volontà di disturbare l’ascoltatore; e il risultato finale è, in tal senso, pienamente raggiunto. Il segno che lascia è profondo, ed è simile al sogno, a tutti quei sogni che albergano in ogni individuo.

01 Dear brother, 02 Wind, 03 Sybill, 04 Shadows on the woods, 05 A place to be,
06 You better lock that door, 07 Dog rose, 08 A gentle wind,
09 True love will find you in the end (Daniel Johnston),10 Your skin, 11 Killing you.

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