Bob Forrest: See That My Grave Is Kept Clean – di Mr. Blue

La storia di Bob Forrest ti lascia la bocca amara, è come camminare lungo una strada buia dove il sole non sorge mai. Le canzoni di “Survival Songs” un record uscito nel 2015, sono cantate da un sopravvissuto, uno che è stato dentro l’inferno di alcool, cocaina ed eroina. Uno che non è morto solo per caso, o per fortuna, fate voi. Canzoni che disturberanno la quiete in cui vi siete bellamente ritirati, con le vostre convinzioni, le vostre certezze. Canzoni che vi metteranno a disagio, balbettanti, nude, crude, suonate come sono uscite da quell’angolo di cuore che non è esploso, solo per caso, nel bel mezzo della notte. Se siete amanti dell’estetica lasciatele stare, qui c’è solo un uomo con i suoi fantasmi e la voce traballante, che finalmente riesce a guardare il suo dolore. Bob Forrest è uno che ha tirato troppo la corda della vita, e intanto che urlava si aggrappava al rock’n’roll e al pianoforte di Thelonious Monk. Era ridotto come una bagnarola bucata, imbarcava acqua da tutti i lati, e affondando vomita le sue pene. Sono una ferita sanguinante queste canzoni, sono il tempo che aspetta, un delirio che bisognava necessariamente strappare all’oblio. Canzoni perfette per chi invecchiando ha la faccia brutta e ripugnante dei suoi fallimenti, delle sue condanne. See That My Grave Is Kept Clean è un blues di Blind Lemon Jefferson e apre questo disco, e per la prima volta questo blues terrificante che parla di morte, suona invece come un ritorno alla vita.

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