Bob Dylan: “Rolling Thunder Revue Live” (1975 – 1976) – di Maurizio Garatti

Rolling Thunder Revue“, che in italiano suona pressappoco come Show del Tuono Rotolante. È questo il nome che Bob Dylan scelse per quello passato alla storia come uno dei tour più fantasmagorici del rock (probabilmente solo Joe Cocker e il suo Mad Dogs & The Englishmen è paragonabile a questo evento). La scusa ufficiale è il lancio dell’album “Desire” che uscirà su Columbia il 5 gennaio del 1976, mentre il tour inizia nell’autunno del 1975 per poi concludersi nella tarda primavera dell’anno seguente: 57 concerti, un’enormità, di cui 30 nel 1975 e i rimanenti 27 nel 1976. per coloro che non conoscessero la storia, la “Band” di supporto a Bob era composta da circa settanta persone (non tutte necessariamente musicisti), tra i quali possiamo citare a caso Joan Baez, Roger McGuinn, Ramblin’ Jack Elliott, Kinky Friedman, Bob Neuwirth a cui si aggiunsero, direttamente dalle session di Desire, la violinista Scarlet Rivera, il bassista Rob Stoner e il batterista Howie Wyeth.
Impossibile raccontare il clima da rivista Burlesque che caratterizzò tutti i concerti, a partire dall’iniziale  del 30 ottobre 1975 fino a quello conclusivo del 25 maggio 1976, ma le registrazioni arrivate sino a noi testimoniano una qualità elevatissima: un livello difficilmente eguagliabile.
Prendiamo in esame uno di quei concerti, quello tenutosi il 4 dicembre 1975 presso il Forum di Montreal, in Canada. La scaletta dell’evento parla da sola: When I Paint My Masterpieces / It Ain’t Me, Babe / The Lonesome Death of Hattie Carrol / Tonight I’ll Be Staying Here With You / A Hard Rain’s a-Gonna Fall / Romance In Durango / Isis / Blowin’ In The Wind / Dark As A Dungeon / Mama, You Been On My Mind / Never Let Me Go / I Dreamed I Saw St. Augustine / I Shall Be Realised / It’s All Over Now Baby Blue / Love Minus Zero / No Limits / Tangled Up In Blue / Oh, Sister / Hurricane / One More Cup of Coffee (Valley Below) / Sara / Just Like A Woman / Knockin’ On Heaven’s Door / This Land Is Your Land. Ventitre pezzi, la band non si tira indietro. Dylan inizia elettrico, come sempre, poi un intermezzo acustico e la ripresa per la conclusione ancora elettrica. Possiamo solo immaginare l’elettricità sprigionata dalla band e la temperatura raggiunta all’interno del Forum, decisamente diversa da quella esterna: il mese di dicembre a Montreal non è uno scherzo. Di certo fu un concerto memorabile, come del resto tutti gli altri. Dimenticavo: un certo Allen Ginsberg a volte si univa al gruppo, declamando e cantando cose sue.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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