Bob Dylan: “Hurricane” (1976) – di Fabio Leggieri

«Spaccagli il culo!» Così stava urlando la folla. Potevo sentire una a una tutte le voci, distinguevo perfettamente ogni suono, ogni singola parola, dicevano «Sotto! Sotto! Picchia sotto! Alza il quel braccio Cristo Santo! Gira! Gira! Doppia il colpo!» Ogni frase sembrava sbattere violentemente nella mia memoria, colpire un punto specifico del mio passato, trascinandomi in un posto in cui non volevo stare. «Non farti schiacciare, giralo!», dall’angolo del ring la voce viaggiava a una frequenza ben specifica, come una radiolina che non poteva essere preda di nessun disturbo, «Doppia quel diretto! Tre colpi, porta tre colpi! Il round è tuo! Dai! Bravo! Così! Sì, perfetto, due colpi, dai, affonda! Affonda quei colpi! Bravo! Ancora! Ancora!»
Oramai erano tutti in piedi, gesticolavano come se ognuno stesse combattendo con qualcuno dentro sé stesso, come se ognuno si fosse portato il suo avversario da casa, affondavano i colpi, doppiavano i diretti, schivavano, rientravano con un gancio per poi chiudere con un montante e un diretto in pieno volto. La campana suonò. Fine del terzo round. Sigarette accese e teste basse, la battaglia era terminata ma nessuno sembrava voler smantellare il campo, c’era la guerra da vincere. La campana riaccese immediatamente gli animi, il fumo iniziò a vorticare sotto i riflettori per poi alzarsi sul soffitto. «Non farlo respirare! Vai al corpo! Al corpo! Sul fegato! Bravo… così… sul fegato! Spaccaglielo! Così… bravo! Bravo!»
L’aria irrespirabile dichiarava senza alcun dubbio che l’ossigeno era giunto quasi al termine, l’odore acre del sudore aveva intrappolato le giacche appese al muro. Nessuno aveva voglia di mollare il proprio avversario sul finire, i pugni tagliavano l’aria, il rumore era assordante, ognuno urlava qualcosa, io ero esausto, sudato, la mente schiacciata dalla pressione, non ne potevo più di rimanere fermo su quella sedia, e allora che mi alzai urlando con tutta la forza che avevo «Spaccagli il culo!»

Tratto da: “Lascio il lavoro – Racconti favolosi” di Fabio Leggieri
(Momo Edizioni 2020). Tutti i diritti riservati©.
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