Black Rebel Motorcycle Club: “Wrong Creatures” (2018) – di Vincenzo Corrado

Sembra più che evidente che viviamo nell’epoca della musica trap, dei DJ, del rap, di Sfera Ebbasta, Cosmo, King Krule, Guè Pequeno e compagnia bella, che – per carità – avranno anche un loro senso… come effimere luci in un buio pesto. Dopo anni ed anni in cui la morte del Rock è stata data per certa, questi non ne vuole sapere di tirare i remi in barca, nonostante sia stato già ampiamente spodestato. Non è detta l’ultima parola e, a quanto pare, il Rock ha ancora qualcosa da dire… questa volta sono scesi in campo sotto le sue insegne i Black Rebel Motorcycle Club con l’ottavo capitolo della loro ventennale avventura sulla cresta dell’alternative rock. “Wrong Creatures”uscito il 12 gennaio 2018 per Vagrant Records, è una specie di chitarra assordante fuori dal coro. A rendere ancora più credibile questo ritorno in sella dei “ribelli” di San Francisco, ci ha messo lo zampino il produttore Nick Launay: forse sarà più facile ricordarsi di lui per le gloriose collaborazioni con Nick Cave, David Byrne, Talking Heads, Lou Reed e con David Lynch per Twin Peaks”Wrong Creatures” è, insomma, un tuffo nel passato. Peter Hayes, Robert Levon Been e (da circa un decennio) Leah Shapiro, com’è ormai nel loro stile, tengono la barra dritta sui loro riff energici – come Spook, che fa da padrona all’incipit – e distorsioni mucillaginose (King of Bones), il tutto abbondantemente condito con uno strato di cupa malinconia (Haunt). È impossibile non pensare anche solo per un momento alle melodie degli Jesus and Mary Chain e, perché no, dei Radiohead… senza esagerare però. Se Echo – forse la migliore per la sua forza evocativa, trascinante e l’armonia tra strumenti e voce – contiene il giusto temperamento tra Velvet Underground, U2Coldplay, tastiere, psichedelia e divertimento sfarzoso; con Circus Bazooko, Calling Them All Away, Carried From The Start, si chiude il cerchio di un disco decisamente Rock, che poco ha cambiato dagli albori della band ma che non è mai a corto di fervore, nonostante i tormenti personali che hanno patito i membri del gruppo negli ultimi anni. Il nuovo album dei BRMC offre un contributo alla musica di genere, senza portarvi alcun stravolgimento. I Black Rebel Motorcycle Club non cercano di tergiversare sul mondo e sulla loro epoca, perché forse non sanno ancora per cosa ribellarsi, vent’anni fa come adesso. Però ne sanno abbastanza di Rock per estrapolare ancora suoni convincenti e modellarli, consegnandoci un’opera che mantiene un equilibrio sulle corde incerte del Rock moderno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *