Black Merda: “Black Merda” (1970) – di Alessandro Gasparini

Dalla marmaglia informe del rock anni Settanta, che personalmente adoro, mi fa piacere far emergere un gruppo che ha ispirato da sempre le mie simpatie tanto per il singolare nome quanto per lo stile musicale. I Black Merda devono il loro appellativo a una personale storpiatura dell’inglese murder, che sta per assassinio. La band, originaria della prolifica città di Detroit, è stata attiva tra la metà degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, per poi riunirsi nel 2005. La storia inizia quando Anthony Hawkins (voce e chitarra), VC Lamont Veasey (basso, chitarra e voce) e Tyrone Hite (batteria e voce) si esibiscono sotto i nomi di Impacts prima, e successivamente come Soul Agents, a supporto di famosi artisti e gruppi soul come Edwin Starr, Wilson Pickett e The Temptations. È il 1968 quando firmano il loro primo singolo Foxy Lady, cover del celebre brano di Jimi Hendrix e oggi ricercato oggetto da collezione. Di lì a poco si aggiunge al complesso anche il fratello di Anthony, Charles Hawkins, per arricchire la sezione chitarristica. Prende forma in tal modo la versione definitiva del complesso, il quale opta per una virata stilistica che strizza l’occhio al funk contaminato da rock e psichedelia.
Superfluo rimarcare come le influenze musicali principali siano in tal senso
The Jimi Hendrix Experience e i Funkadelic di George Clinton. Il contesto sociale e il clima di paura che aleggia all’interno della popolazione afro-americana in quel periodo, costellato dagli omicidi perpetrati da parte della polizia e del Ku Klux Klan, è invece ispiratore del nome Black Merda (inizialmente Black Murder). Grazie alla sponsorizzazione da parte di Eddie Kendricks dei The Temptations ha luogo la pubblicazione, datata 1970, del primo LP omonimo “Black Merda” siglato Chess Records.
L’influenza hendrixiana si sente subito nel brano di apertura Prophet, forte del vivace riff, del notevole solo di chitarra e dei cori che intonano un liberatorio “set me free!”. Se la devozione al blues e al gospel risuona inequivocabile nella successiva Think Of Me, il funky acido fa capolino in Cynthy-Ruth. Memorabile anche la parentesi strumentale dell’hard blues di Over & Over e il sapore rock di Ashamed, che pone il sigillo sul lato A. La seconda facciata è dunque introdotta dall’irresistibile e ruvido soul di Reality. Segue l’altra traccia affidata per intero agli strumenti, ovvero il lamento psichedelico di Windsong.
Good Luck è probabilmente l’episodio più riuscito. Si tratta del risultato eccezionale ottenuto dai neri che riprendono in mano la loro musica innovata dai bianchi. Il R&B suonato e cantato con tanto sentimento dà la misura dall’autenticità black della materia, mentre tecnica, cura del suono ed effetti restituiscono quella contemporaneità che potremmo trovare nei Savoy Brown, nei Mountain o nei Gran Funk Railroad. A seguire, That’s The Way It Goes e I Don’t Want To Die che sono brani immersi nel clima musicale afro-americano del tempo. Si può ascoltare in tali pezzi l’attitudine soul-funk propria anche dei coevi Sly and Family Stone, Lee Moses e Baby Huey. In chiusura i trenta secondi di Set Me Free, dove vengono ripresi in modalità minimale i cori inseriti in Prophet.
La storia vedrà i Black Merda dare alle stampe nel 1972 l’album “Long Burn the Fire”, per poi procedere con lo scioglimento e il ritorno dei membri alle rispettive carriere da turnisti.
Si avrà la
reunion solo nel 2005, senza Hite deceduto nel 2004, caratterizzata da numerose esibizioni e dalla pubblicazione nel 2006 della compilation di rarità “The Psych-Funk of Black Merda” e del nuovo disco “Renaissance”, seguiti nel 2009 da “Force of Nature”. Senza dubbio, e nonostante la scarsa promozione che la band ricevette nel primo periodo di attività, i Black Merda sono oggi riconosciuti come pionieri della scena heavy psych-funk insieme a gruppi come Cosmic Travelers e Purple Image. L’apprezzamento arriverà infine anche nell’ambito della moderna musica black grazie ai campionamenti da parte dei rapper Ja Rule (Lying è presente nella sua Exodus Intro del 2005) e Kanye West (Cynthy-Ruth in Teryia King del 2009).

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