Billy Strayhorn: “The Peaceful Side” (1963) – di Gabriele Peritore

Se c’è un disco che può descrivere al meglio la personalità del suo autore questo è “The Peaceful Side”, capolavoro del Jazz pubblicato nel 1963. L’autore è Billy Strayhorn conosciuto ai più come pianista\arrangiatore di Duke Ellington, con cui instaurò un sodalizio artistico durato circa trent’anni. Ellington aveva spesso un atteggiamento protettivo nei suoi confronti e a Billy non dispiaceva. Aveva un fisico esile, e un carattere schivo e timido, preferiva rimanere all’ombra del mitico Duke. All’epoca dell’uscita del disco, finalmente, Strayhorn trova il coraggio di firmare autonomamente le sue composizioni, già celebri grazie al tocco sofisticato del “Duca”. Uno dei pezzi presenti nella tracklist è Lush Life, probabilmente il brano più importante che Strayhorn abbia mai inciso e che gli permise di conoscere il suo mentore. La stesura la iniziò quando aveva poco più di diciannove anni e ci mise più di tre lustri prima di sentirla sua. Aspirava alla perfezione, o forse aveva paura di terminarla per non staccarsene. Conteneva tanto, troppo di lui, fin dal titolo (traducibile in “Vita da alcolizzato”) che forse è la fine che gli si prospettava a causa di un rapporto sentimentale finito male e della noia di cui parla nel testo; o a causa della sua omosessualità che lo faceva sentire un emarginato, o forse è un riferimento all’alcolismo del padre
Durante l’infanzia, infatti, la madre fu costretta a mandarlo a vivere dalla nonna nel nord Carolina per evitare che il marito si sfogasse su di lui, allora poco più che bambino. Fu sul pianoforte della nonna che imparò a suonare e con lei rimase fino al termine degli studi di musica classica. Lontano dal padre. Quasi subito scoprì che era impossibile inserirsi nell’ambiente della classica fatto esclusivamente da bianchi. Erano gli anni trenta e tra i neri afroamericani lentamente, direttamente dalle piantagioni di cotone, si diffondeva il Jazz, uno stile fatto di improvvisazioni polistrumentali sul Blues, scandito da un modo di sentire il tempo musicale chiamato Swing… e Billy aveva un grande Swing. Fu proprio con Lush Life che, dopo vari tentativi andati a vuoto, al termine di un concerto ebbe udienza da Duke Ellington e dagli altri membri dell’orchestra che, colpiti dalla complessità dell’arrangiamento e dal mood dolce-amaro tipico dell’Autore, decisero di farlo salire a bordo. Tutto questo conteneva Lush Life e Billy Strayhorn aveva buoni motivi per non volersene staccare. Cercava sempre di migliorarlo, al punto di adirarsi – in una delle poche occasioni in cui perse la calma – con il celebre Nat Cole che non riusciva a interpretarla nel modo giusto. Era arrivato, dunque, il momento di rivendicarne la paternità.
Il suo ruolo all’interno dell’orchestra del “Duca” era fondamentale, riusciva a esaltare le qualità stilistiche di ogni singolo musicista e a dare il giusto indirizzo all’arrangiamento di ogni composizione. L’esempio più geniale è Take The “A” Train, in cui si fonde swing propulsivotecnica sofisticata del virtuoso “Duca”. Un brano che stava per essere cestinato e che, invece, è diventato uno degli standard più importanti del Jazz. I brani di “The Peaceful Side” sono eseguiti tutti in un momento di massima ispirazione e di questi sono da ricordare anche Chelsea Bridge, Multi Colored Blue e Passion Flower. Come nella foto di copertina, che ritrae Billy mentre fuma una sigaretta, questo disco suona così, malinconico e intriso di un fumo avvolgente che impregna anche l’anima. Certo è che (come si vede nel secondo filmato qui sotto) nessuno può cancellare la Memoria di Billy Strayhorn… e del “Duca” che gli cede il pianoforte per l’inizio del concerto.

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