Billie Holiday: “My Man I Love” – di Patrizia Orlando

Il letto era sfatto dopo gli innumerevoli tentativi di prender sonno, la sveglia suonò e il suo corpo si rifiutava di muoversi, non voleva saperne di questo nuovo giorno. I suoi fiori erano da bagnare, i profumi inondavano la stanza, il suo ritmo non era del tutto andato, anche se il suo cervello sembrava un fiume in piena.
Chissà come sarebbe finita la sua canzone e soprattutto… lei ci sarebbe stata in quelle strofe?
Ormai anche il sole si era stufato, alzandosi, finalmente, per salutare il mattino.
La finestra spalancata la rendeva felice nonostante tutto;
con un grande sbadiglio salutò il mondo imbronciato e si sentì bene.

La sera prima non era stata granché.
Un giro futile e inutile… più che altro il dialogare si trasformò  in un monologo:
Hey, ce l’hai una sigaretta? Come, non fumi? Figurati se ci credo.
Ok Ok, non ti arrabbiare, ti lascio bere il tuo vino in santa pace… Io ci credo in Dio e tu?
Anche se non frequento i preti in Lui ci credo – deve essere uno in gamba per sopportare tutto questo casino di mondo – vabbè! Non ce l’hai proprio una sigaretta? Hey Baby… ti stai davvero arrabbiando, lascia stare… prima o poi imparerai anche tu a parlare tanto per farlo, tanto per non impazzire.”
In quel locale l’unica cosa sensata era la musica, quel blues era l’unica buona compagnia.
“Quando ogni barlume di speranza era andato, avrei dovuto sapere che sarebbe venuto.
Non posso credere di aver dubitato del mio vecchio amico blues”
 (Steve Earle).
Tornò finalmente verso casa e, incontrare “l’uomo con l’armonica” la consolò.
Di lui aveva sempre pensato che inseguisse i sogni, li catturasse e li regalasse con un sorriso.
Sarebbe stato capace di farti innamorare con un semplice si bemolle… come un giocoliere libera le sue note, le riprende donando malinconia… ma in fondo lavora per te, fonde la musica, crea l’incantesimo,
ti abbaglia. Quell’incontro le fece bene. Gli sorrise… e lui, levandosi il cappello, abbozzò un inchino.
Continuando a camminare verso casa pensò che in fondo il suo era un mondo colorato, anche se talvolta lei lo lasciava sbiadire… Colpa sua, solo sua. Non le bastavano gli amici, pochi ma giusti, la sua voglia di scappare era sempre lì… voleva mollare ma temeva qualcosa, qualcosa che non capiva.
Era coraggiosa, questo è certo, ma non bastava.
Il teatrino era pieno quella sera, c’erano il sogno e la realtà, la musica e la voce… ma il suo amore no.
Così, mentre la luce svaniva pian piano, rimase in attesa di altro. U
n lunatico non le serviva, proprio no.
Un uomo tranquillo si, l’avrebbe voluto… con la sua moto, i suoi occhi, le sue carezze. 
A quel punto sarebbe volata via con Lui, avrebbe saltato ogni ostacolo pur di fuggire lontano. Ormai aveva asciugato tanti pianti inutili per sua causa… non restava che parlare con l’altra parte di sé stessa…
“Dimmi, cosa resta quando i tempi cambiano, quando anche te stessa non li segue più e vorresti poter urlare che non era così una volta! Ragazza devi smetterla di pensarci, a che serve avere la mente piena di pensieri, di ricordi senza neanche sapere dove metterli. Tante cose ti sono passate tra le mani, le hai guardate, le hai vissute, ma ti è servito tutto questo? Ti direi, corri e lascia il tuo passato lì dove deve stare, vivi te stessa e gli altri ma lascia la tua musica sopportata per troppo tempo da qualcun altro. Corri, non sentirti diversa per ciò che fai o dici. Hai una stella portafortuna, lo sai. Usala allora!”.
Forse era davvero tempo di completare le strofe di quella canzone…

Un giorno sarà lui a venire da me
L’uomo che amo
E  sarà grande e forte
L’uomo che amo
E quando  verrà, a modo mio
farò del mio meglio per farlo rimanere
Lui mi guarderà e sorriderà
Capirò
Poi, sarà lui a prendere la mia mano e anche se sembra assurdo
So che entrambi non diremo una parola…

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2 pensieri riguardo “Billie Holiday: “My Man I Love” – di Patrizia Orlando

  • luglio 3, 2015 in 3:56 pm
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    Tutta la vita si aspetta un ritorno. Ce lo immaginiamo in mille modi. Cosa diremo. Cosa faremo. Via via il lume della speranza si indebolisce, ma morirà assieme a noi.

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  • luglio 3, 2015 in 5:50 pm
    Permalink

    Ciao Roxanne un saluto con questo piccolo pensiero:
    La speranza è quella cosa piumata
    che si posa sull’anima
    canta melodie senza parole
    e non smette mai.
    (Emily Dickinson)

    Risposta

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